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Nel 2006 è uscito “Life War”, album di debutto per la giovane power metal band Adiastasia.
Nel CD, pubblicato dalla BombWorks Records, i nostri propongono un power metal classico, che lascia molto spazio alla parte sinfonica, in cui si sente forte l’influenza di mostri sacri del genere come Helloween, Stratovarius, i teutonici Freedom Call e gli Angra (gruppo che ha un po’ influenzato tutte le power metal band brasiliane…). In certi frangenti il sound risente anche di un’influenza italica ovvero dei Rhapsody (per lo meno quelli dei primi album…) e dei primi Vision Divine.
Dopo ‘Guerra della vita’, intro del CD, dalle atmosfere suggestive che ci portano sullo scenario di una guerra, parte ‘Father Of Light’, brano che ci indirizza subito sulle sonorità affrontate dagli Adiastasia. Ottimi i riff di chitarra e il lavoro delle tastiere, specie l’assolo a metà brano che può far ricordare i Vision Divine e che dona grinta al pezzo. Infine la voce di Jeff Winner dimostra essere uno dei punti di forza del gruppo.
Sulla stessa scia prosegue ‘The Fellowship’, brano quadrato e grintoso, di forte impatto.
Con ‘Freedom Call’ arriviamo invece alla prima ballad del CD; qui si sente il richiamo al power metal degli Angra, dove l’impianto sonoro della band si fonde, creando un’atmosfera di forte pathos. Ottimi gli assoli della chitarra.
Curioso è il capitolo che riguarda ‘A Terra’, dove i ritmi ritornano aggressivi e una voce ci introduce al fulcro del brano.
Le chitarre, sempre molto grintose e prerogativa primaria degli Adiastasia, si fanno presenti con ottimi assoli durante tutto il brano.
‘Adiastasia’ riprende la trama dei pezzi precedenti; è sempre presente un sound compatto, con le tastiere che ogni tanto fanno la loro comparsa, mai scontato e sempre poderoso.
Dopo un inizio quasi sacrale con pianoforte e voce, prende il via ‘The Winner’ una semi-ballad, all’interno della quale si alternano momenti più tranquilli ad altri più duri. E se nella prima parte sono pianoforte e voce a dare fiato a questo brano, nella seconda ritornano in primo piano le chitarre.
“Life War” si conclude con ‘Consumatum Est’, un outro, dove una voce narra la fine della guerra e proclama il nome del vincitore.
Dal punto di vista delle liriche l’album è un concept che racconta questa “Guerra della vita” come cita l’intro. E’ sempre forte la presenza del Signore nei testi possiamo solo citarne qualcuno, per esempio ‘Eternal Life’ : ” They don’t hear the freedom call / Don’t see the sign of the light / Jesus Gave the chance for all / To live the eternal life / Now it’s time... / Time to open the sea, to find the way of the life / Miracles will make you fell / Fath born in you heart…”.
Oppure l’ottima ‘Adiastasia’ dove viene cantata la maestosità di Gesù: "When the evil comes I clame to save my life / The name of the hero, lord of heroes Jesus Christ / Son of the man , son of the father of the light / The Adiastasia, perfect glory of the lord, prayse the lord / How can you go in this life , in lies , living in pain? / I know you feel i your heart some one, calling your name…”
Insomma tirando le somme, gli Adiastasia si sono presentati al grande pubblico con un lavoro veramente interessante; i nostri hanno dimostrato di essere in grado di cogliere gli elementi più efficaci del power metal e di dargli un’impronta personale.
Lavoro mai monotono, che per tutta l’ora di durata non stanca mai l’ascoltatore.