| Informazioni su disco |
|---|
Artwork
SchedaTracklist |
| Altre Informazioni |
|---|
|
Nessuna ulteriore informazione disponibile per questo artista |
“Prepare To Meet God” è l’ultimo album uscito per la power-heavy metal band americana Apostle. I nostri arrivano a questo terzo album dopo averne pubblicati due negli anni ’80 (“Apostle” nel 1984 e “White Metal” nel 1986). La formula del combo è legata ad un classico heavy metal potente di tradizione americana (vedi Neon Cross per la scena cristiana e Metal Church per quella secolare) che pone in primo piano il riffing serrato della chitarre.
C’è subito, purtroppo, da segnalare un motivo di demerito per questo disco: la registrazione è un po’ ovattata e tende ad appiattire il lavoro svolto dai musicisti, ma è evidente che i fraseggi di chitatta di Matt Harding emergono comunque, seppure a fatica.
Il CD comincia con un pezzo di grande impatto come ‘Six Hundred Sixty Six’, che viene subito seguito da una sei-ballad come ‘Beatitude’, che inizia incorniciata da tastiere celestiali e si trasforma in un cadenzato potente e rollante, in cui si ritaglia una bella vetrina il singer David Brown, con un’interpretazione di “stomaco” molto convincente.
L’unica precisazione importante circa il singer è proprio il suo ingresso nella band a sostituzione del precedente, che era Matt Harding (anche chitarrista) ed aveva uno stile più vicino a Rob Halford (Judas Priest). Brown ha un approccio decisamente meno violento che lo avvicina più all’hard rocker Vince Neil dei Motley Crue.
I testi dei nostri evidenziano un approccio epico all’evangelizzazione che pone i testi sacri in primo piano, come in ‘Beatitude’: “Blessed are the poor in spirit / theirs is the kingdom of God / Blessed are those who mourn / They shall be comforted.”
Non mancano poi accenni alla salvezza nella conversione come nel caso di ‘In The New Love’: “Be renewed in the spirit / of your mind putting on, / the new love / Crucify the dead old way / walking in / the new love / This I say testifiy in the Lord.”
La song appena citata è poi notevolissima anche a livello musicale e mette ancora in bella evidenza Matt harding grazie ad un assolo neoclassico di ottima fattura.
In chiusura troviamo un’altra piccola perla nel semi-lento ‘Pray’, che alterna momenti toccanti e melodici ad cavalcate metalliche di buon impatto.
Nel complesso “Prepare To Meet God” è un discreto album di buon heavy metal senza eccessive pretese che potrà soddisfare i cultori delle rarità.