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| Autore: ARMADA |
| Titolo: “Black & White” |
| Label: nd |
| Anno: 1988 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: nd |
| Genere: heavy metal |
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Ed eccoci di fronte a questo “cimelio” della corrente christian hard’n’heavy anni ’80 statunitense. La band in questione, gli Armada, ebbero un certo seguito nel circuito christian di quel periodo, tant’è che nel 1998 è anche uscito un greatest hits che porta il nome di una delle canzoni di questo disco (“Hope Of Glory”).
Con questo “Black & White”, invece, ci troviamo di fronte ad un sano e roccioso album di hard-rock/heavy-metal anni ’80, qualcosa che può essere benissimo classificata come un incrocio tra i Saxon di “Rock The Nations” i Judas Priest di “Turbo” e degli episodi meno duri di “Ram It Down”, più qualcosa dell’ “hair metal” di quel tempo (Bon Jovi, ecc. …)
La voce del singer Doug Oxford, sebbene un po’ incerta e tirata nelle (rare) parti alte, è di quella appartenente alla categoria delle “o si amano, o si odiano”… un timbro molto caldo e profondo, che quasi si sarebbe meglio adattato ad uno dei tanti gruppi grunge rock di adesso, come i Pearl Jam, i Creed o meglio ancora i Nickelback, ma che anche in questo contesto musicale diametralmente opposto funziona alla grande, e fornisce un certo tocco di originalità alla proposta sonora della band per quei tempi.
L’opener e title track ‘Black & White’ dà inizio alle danze con un roccioso mid-tempo, coadiuvato da un refrain molto orecchiabile e semplice (da notare che tutti i brani del lotto non superano la durata “radiofonica” dei 5 minuti e mezzo…). I suoni sono molto “vintage” e lievemente “ovattati”, tipico delle produzioni in vinile degli anni ’80.
Altro pezzo forte del disco è la quarta ‘Hail To The King’, dotata di un’apertura ariosa e melodica, molto varia nel suo insieme e con un refrain epico, di quelli che ti si attaccano in testa…
Unico punto un po’ debole del disco è il lavoro solistico dei chitarristi Dave Dawdy e Jeff Sipe, un po’ troppo prolissi ed “esibizionisti” nei loro assoli di alto tasso tecnico, ma che spesso cascano nei classici intermezzi strumentali senza né capo né coda, privi di feeling. Mentre il meglio i due axemen lo danno sicuramente negli assoli lenti e melodici, come quello incluso nella stupenda ballad ‘Cry Out For The Children’, cesellata da tastiere sognanti…
Si passa poi alla famosa ‘Hope Of Glory’, solido hard rock descrittivo ed impostato su di un roccioso mid tempo. Altro “highlight” dell’album è la song “Renegade”, interamente sorretta dalle stupende e graffianti linee vocali di Oxford, per poi passare ad ‘All Day Long’, canzone dal tono molto “radiofonico”, dai buoni arrangiamenti e dotata di uno stupendo assolo, opera di uno dei due axemen che,come già precedentemente scritto, danno il meglio di loro stessi nelle parti lente…
Questi gli episodi più notevoli dell’opera; per ciò che concerne i testi, si può già facilmente intuire dal monicker della band quanto essi siano parecchio “militanti” in senso smaccatamente cristiano, a cominciare dalla title track, per poi passare ad ‘I Wonder ‘Bout This World’, incentrata su di un mondo che ignora gli insegnamenti di Dio. Nella stessa ‘Hope Of Glory’ vengono citati i sette sigilli infranti dell’Apocalisse di San Giovanni Evangelista, mentre i riferimenti cristiani si rendono palesi anche in ‘Renegade’ (”Jesus is The One/He could save your life”), raggiungendo l’apice dell’esplicito nella semi-ballad conclusiva ‘Jesus Is calling You’.
Sicuramente un pezzo di storia della corrente christian rock/metal statunitense, ingiustamente (com’era scontato) ignorato in Europa, dove questo genere non attecchì mai, anche perché non fu mai supportato da un circuito radiofonico (e giornalistico…) sufficientemente presente ed efficace.
Un ottimo album di buone canzoni, da riscoprire e rivalutare assolutamente per gli amanti del genere!
Giovanni Matera
Voto: 8/10
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| ::Tracklist:: |
01. The Missing Peace
02. Black & White
03. I Wonder ‘Bout This World
04. Hail To The King
05. Cry Out For The Children
06. Flesh N’Blood
07. Hope Of Glory
08. Renegade
09. All Day Long
10. Suicide
11. Jesus Is Calling You
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