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  • ARMADA: Black & White

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    Autore: ARMADA
    Titolo: "Hope Of Glory "
    Label: Autoprodotto
    Anno: 1998
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: nd
    Genere: hard rock

    Ed eccoci a recensire il greatest hits/anthology di questa band statunitense, ormai deceduta, anche se la release di questa raccolta (datata 1998), era stata pianificata, molto probabilmente, per preparare il ritorno degli Armada, a quel tempo ormai da ben dieci anni assenti dai negozi con del nuovo materiale, e per i quali, evidentemente, non si è concretizzata la “speranza di gloria” a cui tanto anelavano e alla quale avevano dedicato il titolo di questo best of/anthology…
    Una ragione a tutto questo dovrebbe pur esserci, dato che l’opera in questione risulta alquanto pesante e monotona all’ascolto, tanto che verrebbe quasi da mettere in guardia chi volesse compiere l’ardua fatica di volersela ascoltare “tutta d’un sorso” dalla prima all’ultima traccia. Il motivo, quindi, di un voto così basso, risicante la sufficienza, sta tutto in questa generale sensazione di scontatezza, noiosità e pesantezza che caratterizza, ahimè, la quasi totalità delle canzoni raccolte, alcune contraddistinte da idee davvero infantili e grossolane, frutto, probabilmente, dell’ acerbità del gruppo alle sue prime armi, nonché della volontà di rendere la propria proposta musicale allettante soprattutto per il circuito radiofonico cristiano statunitense, onde soddisfare il “timpano” dell’ascoltatore americano medio. D’accordo, ci si trova di fronte ad una raccolta anche di tutti i primi demo del gruppo, ma che senso aveva mettere addirittura due tracce senza titolo, come la 18 e la 20, entrambe dalla insignificante durata di 4 secondi cadauna, senza il minimo capo né coda????
    In salvataggio di questa antologia ricorrono unicamente le tracce prelevate da quell’ottimo disco di hard-rock/heavy metal che fu “Black And White”, già recensito in questa sede, e che portano ad un livello sicuramente superiore la qualità di questa raccolta. Canzoni vincenti come ‘Cry Out For The Children’, ‘Hope Of Glory’, ‘Hail To The King’, ‘Renegade’, ‘All Day Long’, ‘Suicide’ ed ‘I Wonder ‘Bout This World’ fanno ancora sentire la loro verve e le loro intuizioni musicali-compositive corpose e coinvolgenti (da notare che risalgono tutte al periodo in cui alla voce del combo militava il valido Doug Oxford…).
    Tutt’altro, purtroppo, si può dire del resto delle tracce presenti in questo best of, venate quasi tutte da una vena rock-pop anni ’70, scialba ed inconsistente, a volte eccessivamente mielosa, altre volte ripetitiva in maniera infantile ed insopportabile. Si tratta, per lo più, del periodo in cui nella band militava il cantante Rick Ledesma, sicuramente inferiore al suo successore Oxford, e durante il quale la proposta musicale del gruppo era assimilabile ad un incrocio tra lo stile radiofonico dei Kiss anni ’70-’80, con alcuni spunti blueseggianti e di “deeep purpleiana” memoria (soprattutto in qualche idea del cantato e degli arrangiamenti di tastiera…) ma contraddistinta, fondamentalmente, da una mancanza di vera personalità da parte della band (ovvia constatazione dato che in questo disco, come si è già detto, sono state raccolte anche le primissime registrazioni demo effettuate dal gruppo).
    La militanza marcatamente cristiana la fa da padrone anche nei testi di queste produzioni più datate, (si prenda, ad esempio, ‘Witness’ con “Jesus is Lord / Is calling you now / You must take a stand”, oppure ‘Streetwise’ con “Jesus has shown me / How to give my life right”), e ciò, ovviamente, è lodevole dal punto di vista puramente religioso-evangelico, ma la produzione di tutti questi brani, polverosa, ovattata e totalmente “vintage”, al punto da poterla etichettare addirittura come “casereccia”, non aiuta certo a mandar giù meglio le lacune di cui si è abbondantemente scritto sopra. E’ vero che si sta parlando di 20 anni fa, è vero anche che allora non esistevano i trigger, pro-tools e tutte le diavolerie tecnologiche di adesso, ma se davanti alle registrazioni più o meno scadenti di “mostri sacri” come qualsiasi gruppo famoso di allora si può (e si deve) chiudere un occhio, i nostri Armada non possono certo assurgere al ruolo di gruppo fondamentale per il genere (al pari degli Stryper), per il quale si potrebbe anche soprassedere davanti a lacune di produzione, registrazione, e soprattutto di idee come quelle che emergono da questo best of/anthology, utile solo a chi si voglia fare una cultura riguardo a quegli anni e a questo genere così particolare come il christian rock (et similia).

    Giovanni Matera

    Voto: 6/10



    ::Tracklist::

  • 01. Never Left
  • 02. Streetwise
  • 03. All You Need (Salvation)
  • 04. Cry Out For The Children
  • 05. Communication
  • 06. Hope Of Glory
  • 07. I'll Walk Away
  • 08. Hail To The King
  • 09. Witness
  • 10. Words Of Love
  • 11. Renegade
  • 12. Frontline
  • 13. All Day Long
  • 14. Falling Down
  • 15. Shelter
  • 16. Suicide
  • 17. Break the Chains
  • 18. Unlisted
  • 19. I Wonder ‘Bout this World" [unlisted track]
  • 20. Bass Track




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