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| Autore: BALANCE OF POWER |
| Titolo: “Ten More Tales Of Grand Illusion” |
| Label: Massacre |
| Anno: 1999 |
| Nazione: Inghilterra |
| Sito Ufficiale: www.balance-of-power.com |
| Genere: progressive metal |
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E’ abbastanza sorprendente l’evoluzione subita dai Bilance Of Power nello spazio di due soli anni e ad un solo disco di distanza dall’altro. Se il disco d’esordio risentiva pesantemente di un uso delle tastiere e dei cori portato all’estremo, il secondo lavoro dei Balance Of Power ci presenta un gruppo decisamente maturato, ricco di idee molto più efficaci e di un maggior equilibrio nell’uso degli strumenti e delle voci. Un balzo in avanti davvero poderoso, non c’è che dire. Del resto, i cambi di line-up, fra cui la sostituzione di Tony Ritchie (che comunque compare come backing singer insieme al noto Doogie White) con Lance King dietro il microfono e l’abbandono di Ivan Gunn alle tastiere segnano in modo considerevole il nuovo percorso intrapreso dalla band.
Un aspetto particolare di questo disco sono un paio di richiami molto marcati ad altri artisti del panorama metal contemporaneo. L’assolo di chitarra a metà di ‘Prisoner Of Pride’, brano già di per sé complesso e ben articolato, contiene chiarissimi riferimenti allo stile neoclassico di Yngwie Malmsteen, e che dire delle parole della lenta e suggestiva ‘The Darker Side’, che riprendono esattamente l’inizio di ‘Wait For Sleep’ dei Dream Theater?
Omaggi a parte, “Ten More Tales…” segna un drastico cambiamento nello stile dei Balance Of Power, con testi marcati per la maggior parte dall’impronta dell’importanza della redenzione dei singoli (il semplice verso “Go wash your conscience clean the way it's never been” è più che esplicativo) e della richiesta di perdono per i propri peccati (al punto da intitolare un brano ‘Sins Of The World’), dove l’uomo, anche il più potente, sente in sé la consapevolezza di poter cambiare vita, di rendersi umile e di aiutare chi soffre. Certo, bisogna fare attenzione al titolo, che potrebbe far pensare che tutto quello che i brani ci dicono sia in realtà il frutto di un bel sogno e che non ci sia compimento nella realtà.
I brani che compongono l’album hanno ancora chiari richiami agli anni ‘80, ma questi sono mescolati a suoni più moderni, che ne mitigano gli effetti e danno maggiore omogeneità. Due brani iniziali veloci sono seguiti da due brani più lenti, cui fa seguito ancora una parte centrale più di atmosfera, per concludere con la title-track, un brano decisamente complesso, che si rifà alle mini-suite tanto utilizzate nel prog. È la prova del raggiungimento della maturità artistica, processo che aveva già avuto inizio con “Book Of Secrets” e che qui trova la sua giusta conferma.
Anna Minguzzi
Voto: 7,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Day Breaker
02. Prisoner Of Pride
03. Savage Tears
04. Under The Spell
05. Blind Man
06. About To Burn
07. Under Innocence Wing
08. Sins Of The World
09. The Darker Side
10. Ten More Tales Of Grand Illusion
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