GREGORIO BARDINI  "Arx"
Immerso in un contesto mistico e quasi ascetico, “Arx” di Gregorio Bardini si presenta come un disco che unisce neofolk e tradizione liturgica, perché nelle sette tracce composte dal musicista italiano si ritrova una commistione tra i temi disegnati da strumenti particolari e una voce che scandisce il testo con una calma solenne.
C’è comunque da sottolineare come Gregorio Bardini sia molto attento a curare la propria musica nei minimi dettagli, giungendo a costruire delle atmosfere a cavallo tra esoterismo, mitologia e storia del Cristianesimo: se le sezioni strumentali sono parecchio efficaci e valide, poiché Bardini emerge costantemente con i suoi fiati, non si può dire altrettanto riguardo alla scelta di inserire la voce latina, che svalorizza quasi i motivi di sottofondo.
Le percussioni scandiscono dei ritmi quasi tribali e i supporti elettronici avvolgono con i loro aloni perduti e dimenticati, perfettamente legati alla sfera mistica di “Arx” (basta accostarsi a ‘Teschio Cabirico’ per comprenderlo). Tuttavia si respira un clima statico e troppo spesso piatto, che può essere apprezzato solo da chi cerca un album rilassante e meditativo, ricco di contenuti musicali prevalentemente filosofici.
Non si aggiunge pertanto nulla di innovativo al panorama neofolk, ma ‘Arx’ di Gregorio Bardini rappresenta comunque un’opera in grado di far riflettere e di scavare indietro negli albori dell’uomo. Musicalmente però si sarebbero potute realizzare delle ulteriori soluzioni, per completare un album che pare a tratti estremamente vuoto.
Certamente il minimalismo è l’elemento principale del lavoro del flautista italiano, ma spesso si rischia di cadere nella monotonia o in una quiete addirittura soporifera.
Edoardo Baldini
Voto: 6,5/10