Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione
Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: BARREN CROSS
  • Titolo:"Atomic Arena"
  • Etichetta: Enigma Records
  • Anno: 1988
  • Nazione: USA
  • Website: -
  • Myspace: barrencross
  • Genere: heavy metal
  • Tracklist

  • 01. Imaginary Music
  • 02. Killers Of The Unborn
  • 03. In The Eye Of The Fire
  • 04. Terrorist Child
  • 05. Close To The Edge
  • 06. Dead Lock
  • 07. Cultic Regimes
  • 08. Heaven Or Nothing
  • 09. King Of Kings
  • 10. Living Dead



  • Altre Informazioni

    Recensioni

  • BARREN CROSS: Believe
  • BARREN CROSS: Rock For The King
  • BARREN CROSS: State Of Control
  • BARREN CROSS: Rattle Your Cage


  • Report

  • ELEMENTS OF ROCK: 17/03/12



  • BARREN CROSS  "Atomic Arena"

    La qualità di "Rock For The King", uscito nel 1986, convinse ben presto tutta la scena metal mondiale del valore dei Barren Cross. Per la somiglianza della voce di Michael Lee a quella di Bruce Dickinson i Barren Cross vennero associati alla band inglese ed anche ai Judas Priest più pesanti per la potenza della sessione ritmica e del riffing. Grazie alla fama raggiunta il gruppo statunitense riuscì a strappare un contratto con la Enigma Records, etichetta che aveva nel suo rooster i re del christian hean'n'heavy Stryper ed anche gruppi del calibro di Ratt e Poison.
    I Barren Cross realizzano con "Atomic Arena", secondo full length, il loro album più famoso e si scrollarono di dosso paragoni ingombranti, grazie a dieci canzoni che inseriscono il combo di Los Angeles nel novero delle band da culto del classic metal.
    I brani del disco vennero trasmessi nelle più importanti radio che proponevano metal ed arrivarono anche passaggi di video su MTV.
    L'apprezzamento che i Barren Cross hanno sempre raccolto (negli anni ottanta uscirono diverse recensioni nei giornali metal italiani - normalmente ostili ai gruppi metal cristiani - che indicavano i Barren Cross come una band talentuosa) era ben riposto visto che le tracce di "Atomic Arena" dimostrano energia, sapienza compositiva e doti tecniche di gran livello.
    Sicuramente anche in quest'album Jim LaVerde si riconferma grande maestro dell'electric bass, sempre in palla e sempre pronto a dettare l'ossatura di tutte le canzoni; esempio di quanto affermato è la veloce e potente 'In The Eye Of The Fire', la song che anche a livello strumentale ricorda più di tutte gli Iron Maiden.
    In secondo luogo i Barren Cross possono avvalersi di un chitarrista del livello di Ray Parris che dispensa assoli godibili e riff che si memorizzano senza problemi nonostante il costrutto dei brani della band fosse a volte più intricato rispetto a quanto proponeva la scena classic del periodo.
    Nel corso della tracklist arriviamo anche a scoprire brani davvero estremi, quasi speed, come la sparatissima 'Cultic Regimes', in cui si scatena anche il batterista Whitaker. Altri pezzi riusciti sono la potente 'Killer Of The Unborn', l'anthem 'King Of Kings' e anche la lenta 'Heaven Or Nothing', in cui Lee canta dimostrando tutto il suo talento.
    I testi di "Atomic Arena" sono un decisivo passo in avanti rispetto agli inni diretti e semplici degli Stryper; infatti i Barren Cross parlano della responsabilità dei musicisti nei confronti della loro audience in 'Imaginary Music', si dichiarano contro l'aborto in 'Killer Of The Unborn' o ancora si scagliano contro l'abuso di droghe in 'Dead Lock'.
    L'unico vero inno christian a tutto tondo è la bella 'King Of Kings', una song dedicata a Gesù. Inoltre non tutti i pezzi affrontano tematiche sociali come dimostra la profonda 'Living Dead', che tratta della morte spirituale, un rischio per qualsiasi persona; i Barren Cross invitano a dare una scossa al torpore che ognuno di noi può affrontare nel corso della vita e tornare ad abbracciare la fede: "Make the kill between the eyes, the old man say goodbye / Shoot the arrow, kill the sin, give birth to life get born again / Take the road of / Destiny that leads you past evil's tree / Drop the blade, no suicide can help you seek a place to hide."
    Concludiamo sottolineando come la produzione del disco, ad opera di leggende del rock cristiano come John e Dino Elefante, gioca un ruolo importante nella riuscita di "Atomic Arena"; i suoni puliti e cristallini di un brano come la semi-ballad 'Heaven Or Nothing' ne sono un esempio lampante. Album da avere.

    Leonardo "Crusader" Cammi
    Voto: 8/10