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Artwork
Scheda              www.crucifyd.com/believer Tracklist |
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Recensioni |
1989 e dintorni. Anni certamente proficui per il metal estremo che hanno portato alla luce tutto il marciume possibile immaginabile prima che l’immonda ondata grunge relegasse nuovamente il metal nelle cantine e nelle caverne. Dicevamo proficui. Ebbene sì, perché nel 1989 i Believer al loro primo appuntamento discografico hanno inciso uno dei migliori dischi thrash di sempre accomunabile solo a Slayer e pochissimi altri.
La band statunitense è stata capace di portare la musica estrema cristiana (vabbè, eravamo agli inizi ma quando si ha a che fare con gruppi così forti…) ad un nuovo livello; per la prima volta una band di metal estremo cristiana ha sfondato nella scena secular e ha avuto modo di suonare live con tanti fra i più grandi di quei tempi.
Veniamo però al disco. “Extraction From Mortality” è un disco di thrash metal innovativo, progressivo, suonato magistralmente e registrato benissimo.
Si inizia con un’intro alquanto strana e scomposta per entrare in ‘Unite’. Riff aggressivi, batteria a mille all’ora ma mai monotona, anzi i cambiamenti di tempo e ritmo creano un dinamismo che pochi sono capaci a creare. La voce calza a pennello con questo sound e gli assoli sempre presenti ci fanno capire che le doti tecniche non mancano.
Proseguiamo con ‘Vile Hypocrisy’. La canzone inizia in crescendo obbligandoci però già a tenere il tempo. Segue ‘D.O.S. (Desolation of Sodom)’ con repentini cambi di tempo che mandano in delirio chiunque. ‘Tormented’ comincia a render ancor più trasparente la genialità di questi bei guappi ma è con ‘Shadow Of Death’ che raggiungiamo il masterpiece e si può urlare a pieno titolo al capolavoro. Il pezzo inizia con un intro angosciante, la canzone cresce pian pianino per poi lanciarsi in una furia. A metà canzone una piccola pausa per poi entrare in un inciso condito dall’assolo più strano e pazzo della storia, semplicemente un delirio musicale. Anche il testo è particolarmente riuscito e di grandissimo impatto. Basta dare un occhio al ritornello: “We must die, our sins will bring us death / At the end of Time / Jesus Christ, Death no longer reigns / Human sacrifice” .
Segue l’incazzatissima ‘Blemished Sacrifices’. Anche qui una creatività compositiva di grande fattura che arricchisce ancora ed ancora questo fantastico disco. Arriva ‘Not Even One’ e veniamo nuovamente colpiti dalla vena progressiva per poi trovarci difronte alla title track che inizia sinfonica e che ci fa letteralmente godere ancor prima che si entri nella canzone vera e propria. Su questo è giusto precisare che nessuno, nemmeno in ambito secolare, si era mai cimentato in esperimenti sinfonici ed orchestrali prima dei Believer. Il pezzo come ormai si può immaginare è da paura! Riff potentissimi, batteria trascinante e vocals arrabbiatissime. Sublime!
Il disco si chiude con la reggaeggiante e punkettosa ‘Stress’ che invita tutti a prendere la vita con il sorriso, una specie di “Don’t worry, be happy!” in chiave cristiana.
Signore e Signori, credo abbiate tutti compreso che “Extraction From Mortality” sia un disco da avere obbligatoriamente! Pochi sono riusciti a produrre dischi così densi ed eccezionalmente trascinanti dalla prima all’ultima traccia. Il disco definitivo, seppur uscito agli albori del metal estremo cristiano, per quanto riguarda il thash metal.
Buon ascolto!