MAIRE (MOYA) BRENNAN 
"Whisper To The Wild Water"
Prodotto un anno dopo “Perfect Time”, “Whisper To The Wild Water” continua l’esaltazione dei profondi contenuti spirituali della musica celtica, come spiega la stessa cantante sul suo sito: “ After “Perfect Time” I talked to so many people about the uncanny spiritual quality that irish music has and how it touches the soul in a way that no other music can quite do. Sometimes mournful yet full of hope, it capture sadness at a point where the only place to go is upwards.”
A livello lirico tornano i temi portanti del fortunato predecessore: l’amore e il fiducioso abbandono in Dio (‘To The Water’, ‘Ilathair De/ In Presence of God’) e in Gesù Cristo (‘Life’), l’omaggio a figure chiave (Mary of the Gaels, soprannome di St. Brigid of Killarney, nell’omonimo strumentale) e luoghi simbolo (l’isola di Iona, ricordata in ‘Sign From The Hills’) del cristianesimo celtico. Ma non mancano il desiderio di lodare Dio attraverso le meraviglie del creato ( “ You made the sea / You made the mountains / You gave us flowers / You gave
Yourself “ in ‘Rinne’) e il bisogno di pace, tanto sentito da un paese che ha conosciuto decenni di un conflitto a sfondo religioso, attraverso le semplici parole della Preghiera di S. Francesco ( “Make me a channel of Your peace / Where there is doubt I bring faith / Make me a channel of Your peace / Where there is hatred I bring love.” in ‘Peacemaker’).
Anche musicalmente, il disco continua il percorso, già sperimentato dalla cantante in “Perfect Time” e nelle coeve prove con i Clannad, in bilico tra modernità e tradizione, alternando tastiere e percussioni campionate, chitarre elettriche ad arpa, flauto, cornamusa, arruolando per l’occasione nomi noti della celtic music come la violinista Maire Breatnach e il fisarmonicista Mairtin O’ Connor.
A partire dall’iniziale ‘Follow The Word’ la cui austera melodia si apre a sorpresa in una giga intonata dalla cornamusa, “Wisper To The Wild Water” propone un interessante repertorio di suadenti ballad (‘Where I Stand’) e brani più animati (la title-track dall’accattivante ritornello), in cui la preghiera si eleva ora sommessa (l’acustica ‘Pacemaker’) ora vigorosa (‘Ageless Messengers’ dal potente refrain), o si trasforma in commovente inno sacro come in ‘Ilathair De’ in cui il coro della St. Mary Church fa da corona alla voce della Brennan, più angelica che mai.
Ed è proprio lei, Mairie,il valore aggiunto di un buon disco, con la sua voce cristallina, autentico dono divino, che ha tutta la dolcezza e la serena malinconia dei paesaggi della sua terra, il Donegal, immortalati sulla copertina e nella foto del booklet.
Bruno Gargano
Voto: 7,5/10