BRIDE  "Live To Die" 
"Live To Die" è il secondo album degli statunitensi Bride, autori, a due anni di distanza del debutto "Show No Mercy", di un altro lavoro di classic metal, questa volta con coordinate compositive più ragionate e meno "selvagge" rispetto all'esordio. Altra caratteristica che differenzia "Live To Die" dal predecessore è la registrazione, in questo caso più nitida e pulita, un vero balzo in avanti che permette di gustare meglio le schitarrate di Troy Thompson e Steve Osborne.
Rimane costante il peso della linea ritmica, sempre in primo piano, anche se la differenza qui è rappresentata dal nuovo bassista Frank Partipillo, che mantiene un livello di personalità non indifferente per il proprio strumento.
Anche questa riedizione della Retroactive Records, in elegante digipack, presenta delle note aggiuntive di Troy che ci permettono di inquadrare il disco nel preciso momento storico della band.
"Live To Die" inizia alla grande con la cavalcata 'Metal Might', ossia la più classica delle cavalcate, in puro Iron Maiden style. Si continua con 'Hell No', anthem di puro impatto che promette di diventare un tormentone nei live del gruppo. Qui la linea ritmica esce alla grande così come la prova al microfono di Dale Thompson, che risulta decisamente migliorato nelle prestazioni rispetto all'esordio. Sottolineiamo come l'approccio del singer alle linee vocali sia leggermente meno sguaiato rispetto a "Show No Mercy" e quindi più godibile; inoltre Dale aggiunge anche una discreta dose di aggressività nel cantato che non guasta, soprattutto nelle track più arrembanti.
Non manca qualche episodio decisamente noioso (caratteristica non presente nell'esordio decisamente più esplosivo), come ad esempio la scialba 'In The Dark', ma nel complesso, mixando tutti gli elementi presenti su "Live To Die", possiamo affermare che il livello della release rimane più che discreto.
I brani di impatto, corti e veloci dell'esordio, ritornano ancora in parte, grazie alla title track in cui il batterista Stephan Rolland vola sulle pelli, o alla sparatissima 'Here Comes The Bride', o ancora alla power 'Fire And Brimstone', power metal song di impatto garantito, con un Dale aggressivo al punto giusto e un riffing incrociato di Troy e Steve Osborne che non lascia scampo.
Migliore song dell'album risulta la conclusiva 'Heroes', cadenzatone epico e maestoso che presenta il riffing più quadrato e melodico dell'intero lavoro.
Nella tracklist ci imbattiamo anche in qualche episodio strambo e non pienamente riuscito come la rock 'Wiskey Seed', ma in genere "Live To Die" rimane ancorato ad un metal vecchio stile che non tradisce.
Non cambia lo stile dei testi, che si suddividono fra brani diretti e semplici come 'Heroes' ed altri da interpretare, come 'Out For Blood' e la sua lettura del tradimento di Giuda che è quello dell'intera umanità: "Judas kiss, Judas Kiss / Out for blood, you're out for blood / You slip a note under the table / And wait for a handful of change / You've grown weak, honor is lost / You got the ransom He paid the cost."
Leonardo "Crusader" Cammi
Voto: 6,5/10