BRIDE  "Show No Mercy"
La storia dei Bride inizia nel 1983 a Louisville (Kentucky) negli USA quando i due fratelli Dale (cantante) e Troy Thompson (chitarra, tastiere e violino) formarono i Matrix realizzando ben quattro demo prima di ottenere l'attenzione del promoter Dorn Repport che li fece aprire per i più noti Daniel Band a Pottstown, Pennsylvania. Grazie a quest'opportunità i nostri si fecero conoscere e cambiarono il nome della band in Bride, con l'ingresso nella formazione del chitarrista Steve Osborne, del bassista Scott Hall e del batterista Stephen Rolland.
La prima release ufficiale fu proprio "Show No Mercy" nel 1986 (ora uscita in digipack per la Retroactive Records, arricchito dalle note aggiuntive di Troy Thompson), un disco di solido e abbastanza "selvatico" heavy metal.
Il difetto peggiore di questo disco, che la riedizione della Retroactive ha superato fino a un certo punto, è la pessima registrazione; i suoni ovattati e confusi da un rumore di sottofondo rendono davvero di non facile ascolto il disco, registrato a volume non molto alto.
In ogni caso emerge fin dal primo ascolto come queste prime composizioni fossero composte di getto e molto umorali. Molti pezzi sono veloci e brevi, caratterizzate da un impatto immediato.
Nonostante la registrazione tutt'altro che cristallina è comunque sottolineata benissimo la linea ritmica, in particolare il basso di Scott Hall, che detta i tempi dell'opener, la scatenata 'Evil That Men Do'; il brano pone subito sugli scudi la voce decisamente acuta di Dale Thompson.
I Bride di "Show No Mercy" ci fanno conoscere un approccio veloce e potente con brani come 'No Matter The Price' e 'I Will Be With You', praticamente track di power metal; il secondo stile ben presente nel disco d'esordio della band statunitense è quello rappresentato da 'Now Is Gone' o 'Forever In Darkness', pezzi cadenzati e dalle tinte vagamente epiche, con riff di chitarra pesanti e cori altisonanti (in questi pezzi Dale non è sempre perfetto alla voce; lo stesso difetto uscirà sulla distanza in altri momenti del disco). Caso a parte è poi rappresentato da 'Fly Away', che inizia come una ballad e si trasforma in una cavalcata tutto sommatto trascurabile.
Dal punto di vista dei testi i Bride non sono sempre diretti e "semplici" e necessitano di una lettura attenta, come nel caso di 'The First Will Be Last', in cui si sottolinea l'inevitabile decadenza della vita terrena: "The cities glow and the kings rise and fall / COnviction of your sould leaves ou walking on the walls / The chandeliers glisten with their reflections of light / Dancing in the shadows out the night."
Al contrario 'Follow Your Heart' non lascia dubbi circa il messaggio cristiano dei nostri: "Jesus gives me power to defeat / I can't be bought and won't sell out / The battle cry is good and loud."
Il primo album dei Bride è quindi inserito nel solco del più classico heavy metal, nonostante la band negli anni successivi cambierà stile più volte.
Leonardo "Crusader" Cammi
Voto: 6,5/10