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    ::Contenuti::

    Autore/Author: CORIOLIS
    Titolo/Title: "Coriolis"
    Etichetta/Label: PsychoAcoustiX Records/YoungSide Records
    Anno/Year: 2005
    Nazione/Nation: USA
    Website: www.synthmetal.com
    Myspace: coriolis
    Genere/Style: electronic, industrial

    I Coriolis nascono dalla mente del singer Jonathan P Stamets e il loro primo album, "Coriolis", esce nel 2005 per l'etichetta PsychoAcoustix Records all'insegna di uno stile che sulla carta si mostra come interessante e accattivante.
    Jonathan e compagni intendono infatti unire un sound decisamente synth-oriented all'industrial di gruppi come i secolari Rammstein ed alle aperture melodiche di tastiere che ricordano quanto eseguito da Yanni, senza dimenticare di aggiungere una buona dose di chitarre in metal style.
    Il risultato è poi pesantemente condizionato da un tappeto onnipresente di elettronica che rende a volte un po' fredda la proposta.
    Questo è il primo difetto che si riscontra nell'ascolto di "Coriolis"; in diversi casi le ottime melodie create vengono mortificate, a livello di entusiasmo, da un approccio vocale eccessivamente gelido ed inespressivo, come nel caso di 'Parasytes', in cui si è decisamente esagerato con l'effetto "robot" per le lead vocals. Considerando poi che a una matrice semplicistica e monolitica di questo tipo a metà pezzo si inseriscono anche parti di flauto abbiamo un azzardo eccessivo che rende il pezzo quasi ridicolo.
    A parte alcuni casi di questo tipo i Coriolis riescono anche a mettere a fuoco alcuni pezzi davvero convincenti come 'Demigod', in cui la voce monotona di Stamets si sposa alla perfezione con le armonie create dalle tastiere di KL e il drumming ossessivo di Jim Yanus.
    Il gruppo statunitense (precisamente del nord est della Pennsylvania) pone a segno altre buone song come 'The Mansion Of The Damned', ben realizzata e giocata soprattutto in ambito di elettronica (Rammstein ispiratori...), o ancora 'Resurrection Night', caratterizzata dalla presenza costante della chitarrona di Danny ZerO e da un cupo utilizzo delle tastiere che dona mistero al pezzo e fa anche dimenticare l'eccessiva monotonia della voce.
    Purtroppo in questo CD troviamo anche brani comel'imbarazzante 'Happy Days' in cui melodie semplicistiche tentano di unirsi ad una matrice industrial/elettronica in un connubbio assurdo.
    Considerando invece i testi possiamo affermare che Jonathan sia un vero poeta, tant'è che i suoi testi sono inseriti nel'International Library of Poetry. Il suo cristianesimo è critico e assolutamente lontano dall'evangelizzazione pura e diretta degli Stryper, tanto per fare un nome. I Coriolis preferiscono raccontare dubbi e drammi e ragionare sul modo in cui la fede opera e su come la si vive.
    In 'Demigod' il singer si pone come un dubbioso che vorrebbe ridefinire le basi del cristianesimo: "Redefining Christianity / I know that you've been told this is a blasphemy, but can you tell me why? / what you need is a paradigm. / when you die and go the Heaven then you're out of time, and you'll wish that you tried."
    Ancora possiamo leggere il disegno inquieto del suicida che, dannato, racconta di sè: "Come with me to the other side. It's not a pretty sight, no. / I committed suicide many years ago. / I am bound to my misery. All hope is long forgotten. / It could have changed so easily. we'll never know."
    In conclusione se non ci fossero un discreto numero di riempitivi "Coriolis" potrebbe interessare un numero ben numeroso di ascoltatori ma per il momento ci sentiamo di consigliarlo solo ai fanatici di questo tipo di approccio stilistico.

    Leonardo "Crusader" Cammi

    Voto: 6/10



    ::Tracklist::

  • 01. Between The Wheels
  • 02. Hypothetical Life
  • 03. Resurrection Night
  • 04. The Irony
  • 05. Demigod
  • 06. Parasytes
  • 07. Adopting The Stillborn
  • 08. Happy Days
  • 09. The Mansion Of The Damned
  • 10. The Paladin's Tale




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