DYNASTY  "Motus Perpetuus"
I Dynasty pubblicano il loro primo full lenght nel 2004, reduci da tre EP e da sudate ricerche di una produzione che valorizzasse le loro qualità; si chiama "Motus Perpetuus" il disco in questione, e rivela le grandi capacità compositive di questa band brasiliana, la lineup vede Nahor Andrade (Voce), César Martins (chitarra), Gustavo Colen (chitarra), Ivan Almeida (basso), Ademir Machado (batteria) e Gustavo Ivon (tastiere), band che dimostra affiatamento e notevoli capacità compositive, caratteristiche che placano decisamente la mancanza di virtuosismi strumentali (ed anche un timbro vocale del cantante si acuto, ma un pò secco e scarno).
I nostri suonano un power metal classico molto lineare e semplice, ma allo stesso tempo efficace, cadenzato egregiamente dalle doppie chitarre Angra's style e da tempi medio-veloci.
I brani che risaltano molto all'ascolto di questo disco sono ‘Miztvoth’ di cui va evidenziato il bellissimo giro armonico introduttivo eseguito dalle doppie chitarre, ‘Salvation’, la stupenda ballad-power ‘The World That Remains’, ‘Another Chanche’ e ‘Against All Evil’, di cui va evidenziato il bellissimo testo che come in tutte le altre canzoni esprime un cristianesimo radicale e senza compromessi: "The enemy tries to destroy my life, But God's love give me strengh to fight / I believe in the name of Christ / Because He has power to save my life."
Ciò non toglie che anche le altre canzoni siano comunque efficaci, orecchiabili e musicalmente complete, ed è un dato di fatto che comunque il comporre un album con ben undici canzoni senza che nessuna di queste annoi l'ascolto non è comunque poco.
In definitiva questo è un buon disco per gli amanti del power (e non solo), dove se la tecnica e la bravura esecutiva lasciano qualche lacuna, c'è un fantasioso songwriting a coprire e a rendere questo un disco delizioso e interessante.
Francesco Romeggini
Voto: 7/10