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Artwork
SchedaTracklist |
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"Prisons Of Flesh", opera prima della band statunitense Feast Eternal, uscì nel 1999 come autoproduzione e solo nel 2007 la sempre più importante Open Grave Records ha ristampato il lavoro aggiungendo due bonus track per un totale di dieci pezzi che riflettono, a livello stilistico, un amore incondizionato per Cristo e per il death metal più classico.
I riferimenti di death americano sono ovviamente evidenti e per nulla occultati da qualsivoglia trucchetto: da Death a Mortification (per la scena cristiana) senza dimenticare gli Obituary... possiam dire che gli amanti del genere potran trovare diversi spunti interessanti. Aggiungiamo che con questo non si intende etichettare questo CD come un lavoro noioso o esclusivamente volto alla celebrazione delle band anni '90.
Non mancano diversi spunti interessanti, come ad esempio la dinamica 'Ashes To Dust', che mette in mostra anche una discreta abilità nel creare melodie malsane che rendono più efficace l'impatto sonoro. In questo versante i due chitarristi, T. J. Humlinski (anche bassista e cantante) e John Greenman, non lesinano riff arrembanti subito incollati a cambi di tempo con passaggi cadenzati e colmi di energia. Ovviamente in questo "gioco" ritmico viene investista di un ruolo importantissimo la batteria, egregiamente suonata da Matt Skrzypczak, che, precisissimo, riesce a passare repentinamente da un tempo ad un altro lasciando spiazzato l'ascoltatore.
Peccato soltanto che la registrazione, un po' cupa e ovattata, "ammazzi" la dinamicità dei pezzi e buona parte dell'energia del batterista venga in questo modo smorzata.
Ovviamente questo tipo di produzinoe non ottimale, in un album come questo, ossia abbastanza ripetitivo nella proposta, può indurre a distruggerne buona parte dell'appeal.
Di conseguenza risulta più avvincente ascoltare le tracce del CD un poco alla volta, assaporando le accelerazioni immprovvise di 'Prisons Of Flesh', la costruzione melodica complessa di 'Forgetting God', o le ritmiche zoppicanti e avvincenti di 'Into Eternity'.
I due brani aggiunti presentano ua registrazione più grezza e sporca ma allo stesso tempo più esplosiva; il growl di T. J. diventa più feroce e distruttivo, così come le chitarre emergono con maggior efficacia, soprattutto nel ricamo melodico. A farne le spese ancora una volta sono le parti di batteria, un po' sacrificate.
I testi del CD, come da copione per questo tipo di death tecnico e costruito, sono soprattutto rivolti a presentare le lotte interiori dell'individuo; in particolare evidenziamo la perdita della fede in seguito alle difficoltà incontrate nella vita che vengono contrastate da una volontà di chiedere aiuto a Dio in 'Forgetting God': "Here on this mountain I stand crying, crying This fallen one / I who turned my back and forgotten God / Rebellious child weary of idol’s and sin / Lord heal me again / By you alone I swear my life, the living god / Pour out your blood."
Nel complesso quindi con "Prisons Of Flesh" possiamo ascoltare un buon esempio di death metal classico, di impatto, ma ben poco originale.