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| Autore: GLASS HAMMER |
| Titolo: "Journey Of The Dunadan" |
| Label: Arion |
| Anno: 1993 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale:
www.glasshammer.com |
| Genere: progressive rock |
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Ancora poco conosciuti in Italia, a causa della scarsa distribuzione dei loro dischi, i Glass Hammer sono una delle punte di diamante del progressive rock americano.
Attiva dagli inizi degli anni ‘90, la band dei tastieristi Fred Schendel e Steve Babb si è messa in luce con una serie di album che pescano a piene mani nel meglio del progressive inglese dei seventies e spesso debitori, a livello dei testi, dalle opere di scrittori dalla profonda religiosità come Tolkien o C. S. Lewis. A questo proposito, spiega Steve Babb a nucleusprog.com: “I’m a Christian and though I don’t write christian music in the traditional sense, I am hoping that people who hear our music might be drawn to look for God, or to try and see the “ bigger picture”. That’s what reading Lewis and Tolkien do for me.”
“Journey Of The Dunadan” (1993), disco d’esordio della band del Winsconsin, è un concept ispirato al “Signore degli Anelli” e in particolar modo al personaggio di Aragorn. Le vicende del Ramingo, erede di un’antica stirpe di re e destinato a regnare sul genere umano all’inizio di una nuova Era, offrono lo spunto per un affresco musicale dai toni luminosi e sereni, nel quale fughe tastieristiche, grandi armonie vocali, accenti folk e atmosfere sognanti si fondono con grande efficacia.
Tra i diciassette brani–song, strumentali, parti narrate o recitate, che compongono il concept si apprezzano in particolar modo la lunga e articolata ‘Song OF The Dunadan’, percorsa da assoli incrociati di piano e organo in puro stile ELP, la ballad acustica ‘The Way To Her Heart’, la folkeggiante ‘The Ballad Of Balin Longbeard’, canzone da taverna con accompagnamento di chitarra acustica e flauto, lo strumentale ‘Nimrodel’ dalle deliziose orchestrazioni degne dei migliori Camel, 'Pelennor Fields' , pretesto per rutilanti evoluzioni tastieristiche.
I sentimenti dell’elfica Arwen sono affidati a ‘Why I Cry’, raffinata slow song per la voce della brava Micelle Young, mentre ‘The Return Of The King’ chiude in pratica il disco in un tripudio di note dei sintetizzatori. Ma, pur col limite di trascurare quei toni drammatici e, soprattutto, quel senso malinconico della fine di un’era, così presente nel capolavoro tolkieniano, ‘Journey Of The Dunadan’ è un disco godibile dalla prima all’ultima nota, capace, ancora oggi, di conquistare i cuori degli appassionati alle vicende della Terra di Mezzo e a un progressive solare ed elegante.
Bruno Gargano
Voto: 8/10
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| ::Tracklist:: |
01 Shadows Of The Past
02 Something’s Coming
03 Song Of The Dunadan
04 Fog On The Barrow-Downs
05 The Prancing Pony
06 The Way To Her Heart
07 The Ballad Of Balin Longbeard
08 Rivendel
09 Kazad-Dum
10 Nimrodel
11 The Palantir
12 Pelennor Fields
13 Why I Cry (Arwen Song)
14 Anduril
15 Morannon Gate
16 The Return Of The King
17 Why I Cry
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