GUARDIAN  "Miracle Mile"
Quando uscì, nel 1993, il terzo album degli americanissimi Guardian, un gruppo che forse non aveva effettivamente molto di nuovo da dire, il disco fu accusato soprattutto di essere troppo commerciale come linea sonora, e il meno cristiano come contenuti.
In effetti, considerato anche il periodo in cui è stato pubblicato, quando la maggior parte di quello che l’hard rock scintillante e senza pensieri doveva dire era già stato detto, “Miracle Mile” non aggiunge niente di particolare. L’intera serie di brani si sussegue con una serie di richiami ai Poison e ai Motley Crue, e in particolare la voce di Jamie Rowe ricorda molto da vicino quella di Bret Michaels, solo un po’ più sporca. A essere molto astuti, si possono cogliere riferimenti anche al primo disco dei Pride And Glory, sebbene quest’ultimo sia più country e più raffinato.
Nonostante queste forti somiglianze, il disco è gradevolissimo e piace al primo ascolto, con una prima parte che brilla maggiormente rispetto alla seconda, è coinvolgente e allegro senza diventare sguaiato, propone alcuni arrangiamenti raffinati, come i fiati in stile funky che compaiono in ‘Shoestime Johnny’, e anche dal punto di vista dei testi non è difficile cogliere vari riferimenti al cristianesimo, stando un po’ attenti.
L’esempio più lampante è quello di ‘Sweet Mystery’, una dichiarazione, accompagnata da chitarra acustica ed orchestra di archi, di evidente stupore di fronte all’amore di Dio per l’uomo, nonostante nel nostro passato ne abbiamo combinate di tutti i colori, ma citazioni più o meno evidenti spuntano un po’ ovunque. Anche un pezzo apparentemente leggero come ‘Let It Roll’, pur essendo perfettamente in linea con il titolo dal punto di vista strumentale, non è banale come potrebbe sembrare superficialmente, con la sua richiesta “Keep the rythm flow, give me power in my soul”.
Quindi, nonostante le premesse potessero far pensare a un lavoro piatto e banale, non è difficile trovare aspetti largamente positivi in ‘Miracle Mile’, che ne fanno un disco da avere assolutamente se si è seguaci dell’allegria dell’hard rock al di fuori da ogni epoca.
Anna Minguzzi
Voto: 7,5/10