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    ::Contenuti::

    Autore: HARMONY
    Titolo: “Dreaming Awake”
    Label: Massacre/Spin-go
    Anno: 2003
    Nazione: Svezia
    Sito Ufficiale: www.harmonymetal.net
    Genere: prog metal

    Avete presente quei ragazzi che dopo essersi rasati si mettono in faccia mezzo litro di dopobarba, e quando ti si avvicinano per darti un bacio sulla guancia si ha voglia di scappare via per il fastidio? Ecco, questa è all’incirca la situazione.
    Se la maggior parte dei brani che compongono questo CD fossero durati fra i 3 e i 4 minuti, il risultato sarebbe stato davvero ottimo. Che altro si può dire di un gruppo svedese che ha imparato così bene ed applicato a se stesso la lezione del neoclassico, integrandola anche con una copertina particolarmente suggestiva e con una produzione praticamente perfetta (in cui forse la voce è troppo in rilievo però)?
    Il problema è che tutto l’aspetto musicale trasuda eccesso. È come se gli Harmony avessero scritto un tema di sei fogli protocollo usando la grafia più minuscola di cui erano capaci: si arriva alla fine a malapena per l’esasperazione. C’è veramente troppo, le parti strumentali sono tutte troppo lunghe, troppe le parti uguali che si ripetono una di seguito all’altra, troppi i virtuosismi, la volontà di perfezione.
    È innegabile che gli elementi positivi ci siano, ma in certi momenti l’eccesso di ripetizioni fa venire voglia di spegnere e cambiare del tutto genere. “Dreaming Awake” può rappresentare bene la situazione: ha un inizio veramente efficace, un bel ritornello, in cui soprattutto la voce ha modo di esprimersi al meglio di sé, ma dopo il secondo ritornello ha inizio una parte sinfonica dove la stessa melodia si ripete senza cambiamenti di sorta (a parte un assolo di chitarra) per oltre un minuto, senza produrre altro che nervosismo. Togliendo questa parte ai quasi sette minuti della composizione il brano sarebbe risultato molto più snello ed originale rispetto a quello che è effettivamente alla fine.
    Lo stesso discorso si applica quasi per intero, fatta eccezione per alcuni pezzi strumentali molto brevi, che delle due abbozzano un’idea valida e la lasciano in sospeso. Ci sono inoltre molti riferimenti alla scuola malmsteeniana, in particolare nella seconda parte del disco, con “Fall Of man” e con “Maze Of The Past”, mentre spicca per la sua originalità “Remember”, il pezzo conclusivo, un brano dinamico e vivace, molto ricco di riferimenti agli anni ’80 ma non banale, per fortuna. Ma la prossima volta, meglio usare la metà del dopobarba.

    Anna Minguzzi

    Voto: 6,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Into The Afterlife
  • 02. Eternity
  • 03. Dreaming Awake
  • 04. Fragile
  • 05. Wihtout You
  • 06. The Fall
  • 07. Fall Of Man
  • 08. When Shadows Fall
  • 09. Maze Of The Past
  • 10. She
  • 11. Remember




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