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| Autore: HAVEN |
| Titolo: “Your Dying Day” |
| Label: Rex Records |
| Anno: 1990 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale:nd
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| Genere: heavy metal |
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Si potrebbe realmente pensare all’archetipo del disco christian metal? All’album christan metal per antonomasia? Una risposta a queste domande può sicuramente essere la prima opera degli ormai disgraziatamente sciolti Haven, poiché questo “Your Dying Day” ha tutte, TUTTE le carte in regola per essere classificato come un’opera omnia, un compendio su come poter concepire un disco di puro, colante metallo cristiano senza scadere nelle eccessive melodie allegro/spensierate di, comunque, grandi capolavori come gli album degli Stryper, ma conservando intatto lo spirito di irruenza, attacco sonoro, atmosfere epiche ed arcane, trame visionarie ed immarcescente pesantezza del metallo classico come ci è stato consegnato dalla tradizione degli anni’80, il tutto unito ad una militanza cristiana nella componente testuale efficace come una legione in inarrestabile ed implacabile marcia…
Un concentrato unico in cui si possono trovare le ispirazioni più disparate, dai Queensryche più classici agli Skid Row più pesanti, per finire con trame di sabbathiana memoria, ed un certo flavour epico alla Manowar “vecchia maniera”/Ronnie James Dio…
Il viaggio parte con ‘On Judegment Day’, dove già si possono sentire chiaramente i rimandi ai Queensryche di “Operation Mindcrime”, soprattutto nell’epica voce del “singer/main composer” Kevin Ayers, la cui incredibile prestazione vocale rimarrà sugli scudi per tutta la durata del platter, e che qui fa sentire il suo peso soprattutto nello stupendo ritornello del pezzo. E già si comincia coi rimandi testuali esplicitamente cristiani ( “Jesus died to set you free” ). Si continua in seguito con ‘Deliver Me’, anch’essa sorretta dall’ottimo refrain, e grazie alla quale si capisce che sono proprio le linee vocali di Ayers che sorreggono in gran parte le composizioni della band, come nel finale della song in questione, irrobustito dagli acuti perforanti del singer uniti alla devastante doppia cassa del drummer Tim Benton.
La successiva ‘Murder’ si contraddistingue come unica traccia lenta del disco, da non intendersi come ballad, ma come un tipico pezzo “sabbathiano”, che potrebbe esser stato tratto anche da un capolavoro come quell’“Heaven And Hell” ormai ricordato da pochi nostalgici. Un incedere epico, maestoso, sorretto dalle commoventi parti solistiche delle chitarre e da linee vocali paragonabili a raggi di sole che squarciano le nubi del cielo dopo la tempesta. Altro discorso per ‘Below The Grave’, canzone che avrebbe potuto tranquillamente far parte del lotto di “Slave To The Grind” degli Skid Row, con un incedere tipicamente street-metal anni ’80 e forte di una chiusura che vede la spaventosa voce di Ayers lanciarsi in acuti strazianti.
Un altro momento “clou” del disco è la quinta traccia, ‘The Calling’, introdotta, dopo un fiabesco arpeggio, dal devastante e preciso drumming di quella macchina da guerra di Tim Benton, che lascia spazio ad un classico mid-tempo tagliente e sempre sostenuto dall’inarrestabile tappeto di doppia cassa del drummer, sul quale si innestano le linee vocali assassine di Ayers, che più volte ripete il nome “Jesus Christ” nel refrain della canzone, la quale, verso la sua metà e dopo un paio di “stop-and-go” mozzafiato, irrompe con trame speed metal tipicamente “priestiane”, cesellate da assoli di elevato tasso tecnico. I rimandi ai Judas Priest si rifanno sentire nella sesta ‘America’, tipico brano di “painkilleriana” memoria, veloce come uno squalo e ricco di controtempi verso la sua metà. La song è smaccatamente incentrata sulla protesta sociale verso un paese “bacchettone” e fanatico, dato che, al suo interno, viene spezzata dalla registrazione di uno dei tanti “telepredicatori ruba-soldi” statunitensi che recita frasi come “I Just want to do God’s will… / We are the people of the promised land…/ My eyes are seeing the glory…” , mentre una seconda voce, più sommessa, recita “Ashes to ashes / Dust to dust…” , ed Ayers ci ricorda che l’unica vera speranza per l’America è “In Jesus…” . In ‘Escape’, roccioso mid-tempo sostenuto da un’incessante doppia cassa, Ayers si lancia ancora in messaggi come “Jesus could save the life…” , mentre ‘Help Me Follow’ ed ‘I Found Love’ sono brani piuttosto interlocutori, tipicamente classic metal, soprattutto per quanto riguarda il secondo, durante il quale si assiste ad un tipico “duello” tra assoli di chitarra, mentre Ayers canta “God’s given me his eternal life…” .
Il disco si conclude con la title-track ‘Your Dying Day’, introdotta da un arpeggio acustico di vago sapore folk, che lascia spazio ad un devastante ed intricato lick di batteria, sul quale si dipana un cantato alla “Ronnie James Dio” (come d’altronde anche nella sabbathiana ‘Murder’), seguito da screaming graffianti e da un refrain in controtempo che introduce ad una serie di stacchi elettrico-puliti delle chitarre.
Gli unici punti deboli dell’opera in questione sono la registrazione, abbastanza pulita e di qualità (eravamo nel 1990…), ma che svantaggia gli assoli di chitarra, i quali, molte volte, peccano di mancanza di personalità ed originalità e, proprio a causa della produzione, spesso si perdono nel suono generale. Altro punto di debolezza è comunque l’interpretazione vocale di Kevin Ayers, un po’ troppo monocorde e fin troppo ferma sulle note alte in qualsiasi pezzo, ed è solo per questi tre motivi che la votazione non raggiunge il 10 pieno, poiché per il resto ci troviamo di fronte ad una gemma perduta ed ingiustamente sottovalutata ed ignorata del christian metal, la quale, se solo avesse avuto più spinta promozionale, avrebbe potuto rappresentare “l’altra faccia” di questo genere rispetto alle proposte a volte troppo “happy metal” degli Stryper (nulla togliendo alla loro qualità…). E’ assolutamente consigliato il reperimento di questa perla, della quale è uscita una ristampa divisa in due cd racchiusi in un box set, il primo dei quali ripropone l’intero album con l’aggiunta di tre brani (‘Below The Grave’, ‘On Judegment Day’ ed ‘America’) in versione demo, mentre nel secondo cd sono racchiuse delle session in studio composte dal leader della band Kevin Ayers e mai pubblicate come disco ufficiale, il tutto ad opera della Millenium 8 Records.
Giovanni Matera
Voto: 9/10
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| ::Tracklist:: |
01. On Judgment Day
02. Deliver Me
03. Murder
04. Below The Grave
05. The Calling
06. America
07. Escape
08. Help Me Follow
09. I Found Love
10. Your Dying Day
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