|
|
Nati agli inizi degli anni Ottanta dall’ennesima rivoluzione tra le fila dell’Albion Band, vera istituzione della scena folk inglese, gli Home Service sono stati una delle band più interessanti del decennio.
Formato da musicisti di spicco come i cantautori Bill Caddick e John Tams, il chitarrista Graeme Taylor, ex Gryphon, e da una robusta sezione fiati, intorno al progetto di coniugare la canzone d’autore, la musica tradizionale e arrangiamenti complessi, grazie a tre dischi di alterna fortuna, numerosi concerti e all’assidua collaborazione con il National Theatre di Londra, il gruppo seppe conquistarsi lo status di cult band nel cuore di molti appassionati.
Proprio dalle musiche di scena per una trilogia drammatica- ‘The Nativity’, ‘The Passion’, ‘ Doomsday’- ispirata alle sacre rappresentazioni medioevali, è nato “ The Mysteries”, secondo e migliore disco della formazione inglese.
Nel rispettare lo spirito dell’opera – raccontare episodi della vita di Gesù alla gente di oggi, affiancando un linguaggio moderno a quello dei testi medioevali- la band dimostra le proprie grandi potenzialità, ricorrendo, con gusto ed efficacia, a un ricco caleidoscopio di generi musicali (la canzone moderna e i canti tradizionali, le danze popolari e medioevali e persino il jazz), per scandire l’ atmosfera delle singole parti.
Caddick e Tams fanno al meglio la loro parte, il primo componendo la ballad ‘Don’t Be An Outlaw’ (a commento della storia di Caino e Abele) e la minacciosa ‘Herod’, il secondo con le commoventi ‘Lay Me Down’ ( dedicata alla Natività) e ‘Lewk Up, Lewk Up’, che fa da sfondo alla Negazione di Pietro. La chitarra di Taylor, protagonista nella elettrica ‘Serpent Dance’ contrappunta con lirici assolo la mesta ‘Road To Calvary’, mentre gli ottoni, presenti in tutto il disco, primeggiano nello spettacolare crescendo di ‘The Kings’ dalla esotica melodia, nell’interpretazione in chiave strumentale del traditional ‘Like Wake Dirge’ e nella implacabile progressione della conclusiva ‘The Judgement’.
Vario è il trattamento riservato ai traditional, ora abilmente arrangiati come ‘Sheperds Arise’ canto natalizio trasformato in un gioioso corale per organo e ottoni, altre volte lasciati alla nuda bellezza originaria come ‘ Shay Fan Yan Ley’ o ‘All In The Morning’ affidati alla sola voce di Linda Thompson, ospite di lusso insieme al musicologo e virtuoso di recorder e cornamuse Philip Pickett. E non mancano insolite scelte come l’affidare il tema della Creazione a una danza contadina (il morris) per fisarmonica e violino, commentare la Crocifissione con un canto di speranza (‘We Sing Alleluja’ di Richard Thompson), o accompagnare la Morte della Vergine con una marcia funebre in stile New Orleans.
Insomma un disco intenso, a tratti commovente, che va al di là della semplice soundtrack per diventare, come spiegano le note di copertina, “ a celebration of life and doubt, of hope and most of all of faith.”
Il disco è oggi disponibile nella ristampa in CD della Fledg’ling Records.
Bruno Gargano
Voto: 8,5/10
|

| ::Tracklist:: |
The Nativity
01 God
02 Creation
03 Serpent Dance
04 Cain And Abel (Don’t Be An Outlaw)
05 Appearance Of The Archangel (Shay Fan Yan Ley)
06 Journey To Bethelem
07 The Nativity (Lay Me Down)
08 Herod
09 The Kings
10 Sheperds Arise
The Passion
11 Entry To Jerusalem
12 Betrayal And Denial (All In The Morning Part I)
13 The Arrest
14 Scourging (All In The Morning Part II)
15 The Trial (Lewk Up Lewk Up)
16 The Road To Calvary
17 Crucifixion (We Sing Allelujah)
18 Doomsday
19 God
20 Wanderous Love
21 The Death Of Mary
22 Coronation Of The Virgin
23 Like Wake Dirge
24 Judgement
|
|