Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione
Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: HUNDRED YEAR STORM
  • Titolo:"Hundred Year Storm"
  • Etichetta: Jacket Weather
  • Anno: 2004
  • Nazione: USA
  • Website: www.hundredyearstorm.com
  • Myspace: -
  • Genere: indie rock
  • Tracklist

  • 01. Someday You’ll See
  • 02. Deep Inside
  • 03. Mental
  • 04. Consider This
  • 05. Arms
  • 06. Pilot’s Last Broadcast

  • Altre Informazioni

    Nessuna ulteriore informazione disponibile per questo artista


    HUNDRED YEAR STORM
    "Hundred Year Storm"

    Ci giunge quasi dal nulla questo primo lungo EP degli Hundred Year Storm, quartetto americano concepito dalla mente del leader Bill McCharen, che propone un indie/alternative rock efficace e ben curato. Le tracce che formano l’ep sono sei, tutte sorprendenti dal punto di vista del song-writing, costituite dai buoni tessuti sia delle chitarre, melodiche e piacevoli anche nel distorto, sia delle sezioni ritmiche, abbastanza varie ed interessanti.
    Lo stile si ricollega fortemente a tutta la tradizione indie post-rock non americana, bensì britannica, giungendo a toccare punte somiglianti ai vari Amplifier e Oceansize.
    ‘Someday You’ll See’, brano d’apertura, gioca parecchio sulle alternanze tra parti sommesse ed altre più sostenute dal supporto delle chitarre: le voci disegnano gradevoli motivi, diventando compatte nell’esplicito ritornello “And I thank You for showing me the way”.
    ‘Deep Inside’ testimonia l’approccio Oceansize, potente nelle linee di basso e riflessivo nell’atmosfera creata da piccoli effetti elettronici prodotti dalle distorsioni: ben scandita nel suo ritmo, la canzone scorre via rapidamente, destando l’attenzione degli ascoltatori anche negli intervalli non accompagnati dall’architettura della batteria. La band americana dimostra di saper coinvolgere e far meditare anche negli episodi successivi, come lo strumentale ‘Mental’ che, pur non presentando le sezioni vocali, trasuda di sentimento e carica di emozioni l’alone trasmesso dall’incastro sonoro.
    Non mancano riferimenti più diretti alla musica degli A Perfect Circle, come nella splendida ‘Consider This’, liricamente basata sul tema dell’amicizia e commovente nella successione delle sue parti oniriche.
    Queste sono le caratteristiche di un’inedita realtà statunitense che, trovando i giusti appoggi, non faticherà di certo ad emergere in breve tempo: le qualità sono spiccate e il desiderio di esprimersi al meglio nelle proprie composizioni è testimoniato proprio da questo debutto, convincente ed appassionante quanto bello e romantico. Gli Hundred Year Storm forse si sarebbero potuti permettere di aspettare a pubblicare il primo EP, dedicandosi alla stesura di altri pezzi e segnando un’impronta rilevante nella scena Alternative con il primo full-lenght.
    Pur rammaricandosi della scelta di non far durare moltissimo il lavoro, si deve ammettere che il risultato portato dal combo è di notevole rilievo, simbolo di una tradizione indie rock che rimane sempre viva ed attiva, anche in ambito cristiano.

    Edoardo Baldini
    Voto: 8,5/10