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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: IMPELLITTERI
  • Titolo: "Stand In Line"
  • Etichetta: Relativity
  • Anno: 1988
  • Nazione: USA
  • Website: -
  • Myspace: impellitteriofficialsite
  • Genere: hard rock
  • Tracklist

  • 01. Stand In Line
  • 02. Since You’ve Been Gone
  • 03. Secret Lover
  • 04. Somewhere Over The Rainbow
  • 05. Tonight I Fly
  • 06. White And Perfect
  • 07. Leviathan
  • 08. Goodnight And Goodbye
  • 09. Playing With Fire

  • Altre Informazioni

    Recensioni

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  • IMPELLITTERI: Wicked Maiden



  • IMPELLITTERI  "Stand In Line"

    Ripiombiamo velocemente negli anni ’80, in un periodo dove bastavano un paio di pantaloni colorati, una voce sopra le righe e un buon riff dalla melodia accattivante per avere un disco d’oro. In mezzo a questa atmosfera allegra e colorata era facile trovare grosse somiglianze, per non dire scopiazzature, fra un musicista e l’altro, e Chris Impellitteri è stato più volte aspramente criticato proprio per la marcata somiglianza fra la sua musica e quella del più celebre Yngwie Malmsteen. In questo primo full-lenght ci sono, in effetti, notevoli somiglianze con il virtuoso svedese, che lasciano capire come lo stile di Impellitteri sia ancora alla ricerca della sua personalità. Nonostante questo, “Stand In Line” è a tutt’oggi considerato uno dei migliori dischi di questo artista.
    Un primo aspetto che emerge dall’analisi dei testi è che non ci sono espliciti riferimenti al cristianesimo, che seguiranno, ancora, nei lavori del decennio successivo; tuttavia, la maggior parte delle canzoni richiamano alla mente immagini di sofferenza e di assenza di speranza, che oltre a contrastare con la palese allegria della maggior parte delle melodie, fanno pensare a persone che, in mancanza di una fede in qualcosa di superiore, non riescono a far fronte ai loro problemi e alle difficoltà del quotidiano. Quindi, il messaggio c’è, ma è implicito e va letto fra le righe.
    Ci sono naturalmente le eccezioni, prima fra tutte la versione personale della celebre ‘Somewhere Over The Rainbow’, dalle cui note emerge comunque una spiritualità e una spinta verso l’alto a dir poco notevoli. Al contrario, l’altro pezzo strumentale, la conclusiva ‘Playing With Fire’, è sostanzialmente uno sfoggio di virtuosismi da cui emergono sia il gusto raffinato che la grande tecnica chitarristica di Chris Impellitteri, ma da cui non si evince sostanzialmente nient’altro. Ben più significativi sono invece altri brani, in particolare perché è proprio dalle tematiche trattate che è possibile scorgere la vera personalità del musicista. Gli unici riferimenti espliciti alla religione si trovano in ‘White And Perfect’, che oltre ad avere una delle melodie più originali di tutto il disco, parla in modo decisamente polemico del colonialismo inglese, di coloro che, mascherandosi da portatori della Parola di Dio, intendevano in realtà portare avanti solo i propri interessi materiali. Il senso di claustrofobia e di rimpianto per un amore perso, senza possibilità che ritorni, spicca nettamente nella famosa ‘Since You’ve Been Gone’, mentre ‘Goodnight And Goodbye’ descrive ampiamente l’atmosfera di un sabato sera on the road, con solo la macchina, la strada e la musica a fare compagnia, perfettamente in stile, ancora una volta, con il repertorio dell’epoca.
    Dal punto di vista musicale, oltre naturalmente ai virtuosismi di Chris Impellitteri, della cui creatività si hanno altri esempi in ‘Secret Lover’, è da sottolineare che questo è l’unico disco con Graham Bonnet alla voce, un buon artista, senza dubbio, ma che, nella foga della rincorsa a Malmsteen, si lascia troppe volte prendere dalla sindrome dell’imitazione e si rifà in modo troppo esplicito all’ottimo Jeff Scott Soto, rischiando di perdere la propria personalità. In sostanza, un disco figlio del suo tempo, che mostra grosse capacità su tutti i fronti, considerato da molti un capolavoro e sicuramente un buon trampolino di lancio per il seguito della carriera di questo artista.

    Anna Minguzzi
    Voto: 7/10