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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: IMPELLITTERI
  • Titolo: "Screaming Symphony"
  • Etichetta: Victors
  • Anno: 1996
  • Nazione: USA
  • Website: -
  • Myspace: impellitteriofficialsite
  • Genere: hard rock
  • Tracklist

  • 01. Father Forgive Them
  • 02. I’ll Be With You
  • 03. Walk Away
  • 04. Kingdom Of Light
  • 05. Countdown To The Revolution
  • 06. 17th Century Chicken Pickin’
  • 07. Rat Race
  • 08. For Your Love
  • 09. You Are The Fire

  • Altre Informazioni

    Recensioni

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  • IMPELLITTERI  "Screaming Symphony"

    Siamo nel bel mezzo degli anni Novanta, gli echi del grande scandalo di Seattle stanno ancora dando i loro frutti, i Sepoltura hanno appena prodotto un disco come “Roots”, i Cradle of Filth sono all’apice della loro lunga carriera con “Dusk And Her Embrice”, solo pochi esponenti del metal più melodico riescono ad emergere dal grigiume totale e a portare fuori dischi di un valore enorme (gli Angra di “Holy Land”, ad esempio). È un momento in cui i guitar heroes non li guarda quasi più nessuno, ma Chris Impellitteri prosegue imperterrito nella sua guerra personale, con le sei corde come armi e Rob Rock a fare da generale.
    “Screaming Symphony” ha dei buoni pregi, tra cui una produzione cristallina, frutto ovviamente del decennio in cui il disco è stato prodotto, il generale Rock in splendida forma e brani veloci che non fanno fatica ad impressionare, a cominciare dalla velocissima strumentale ‘17th Century Chicken Pickin’. Nonostante questo, non è uno dei dischi più noti della carriera di Chris Impellitteri, forse perché si trova in un certo senso a metà strada fra gli echi sfarzosi degli anni Ottanta e la svolta ancora più tecnica e in un certo senso sperimentale degli anni successivi.
    Un aspetto che caratterizza tuttavia in modo molto marcato “Screaming Symphony” sono i forti richiami religiosi, e basta ascoltare le parole di ‘Father Forgive Them’ per rendersene conto: “Father forgive them / they know not what they do / they’re taking their chances and play with you / over and over they don’t count the cost / sin after sin, nailed to the cross”.
    Il disco è in sostanza una riflessione sui mali del nostro tempo, un rendersi conto che troppo spesso si scivola in una vita vuota e senza significati, nonostante all’apparenza si abbia a portata di mano tutto ciò di cui si ha bisogno, e che il senso alla nostra vita si può trovare solo alzando gli occhi verso il cielo e facendosi un po’ più umili. Ne sono un esempio ‘Rat Race’ e ‘Countdown To The Revolution’, le cui parole sono emblematiche: “I’ve got a reason for living / I’ve got my eye on the sky / I know my sins are forgiven / and now I’m ready to die.”
    Anche se il riferimento potrebbe essere al giorno del Giudizio, essere pronti a morire può anche significare semplicemente avere il cuore in pace e non temere la morte, più o meno incombente che sia. ‘You Are The Fire’ e ‘For Your Love’ sono invece storie di persone che si rendono conto della salvezza che proviene da Cristo ad anime prima perse nel peccato. Unico episodio un po’ sotto tono è ‘Kingdom Of Light’, i cui riferimenti ai Manowar sembrano un po’ eccessivi e fuori luogo, per il resto è un disco da riscoprire e da rivalutare il più possibile.

    Anna Minguzzi
    Voto: 7/10