Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione..†..Recensione
Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: KRIEGSFALL-U
  • Titolo:"Kriegsfall-U"
  • Etichetta: Cold Spring
  • Anno: 2005
  • Nazione: Ungheria
  • Website: www.coldspring.co.uk
  • Myspace: -
  • Genere: neofolk industriale
  • Tracklist

  • 01. Our Last Golden Bough Has Been Betrayed
  • 02. The Great Man I.- The Stance
  • 03. Those Who Are Still Waiting
  • 04. Porta Heroum
  • 05. The Ancient Lords
  • 06. The Great Man II. - Realisation
  • 07. Standing By The Truth



  • Altre Informazioni

    Nessuna ulteriore informazione disponibile per questo artista


    KRIEGSFALL-U  "Kriegsfall-U"

    Il primo album ufficiale dei magiari Kriegsfall-U. è veramente sorprendente sia per quel che concerne le tematiche trattate, esplicitamente cattoliche, sia per quel che riguarda le composizioni musicali, profondamente influenzate dal rumorismo industriale anni ’80 (Z’ev, Factix, Monte Cazazza), che tengono presente diverse esperienze musicali dell’area neofolk, molto attenta alla “militaria sonora” della I e della II Guerra mondiale.
    Non è la prima volta che ci giungono novità di tal portata qualitativa provenienti dall’Ungheria: basti pensare ad un gruppo come gli ACTUS. Nel caso in questione non è l’esoterismo la tematica proposta a livello grafico, testuale e programmatico, bensì una chiara adesione alla fede in Cristo e all’identità cristiana. Oltre a numerosi riferimenti al pensatore tradizionalista magiaro Bèla Hamvas è significativa la dedica a questi congiuntamente a quella all’ultimo Imperatore dell’Impero Austro-ungarico, il Beato Carlo d’Absburgo, raffigurato nel booklet sul letto di morte.
    Rantolii, bisbiglii, clangori urticanti, marce plumbee, echi sinistri, voci spettrali danubiane, militaria d’antiquariato, tempeste d’acciaio, ectoplasmi sonori, archeologia industriale, folklore transilvanico e sciamanesimo “metallurgico” accompagnano voci catacombali che inneggiano al Sacro Romano Impero, ai Re cristiani, agli eroi delle nazioni europee e alla tradizione cattolica, in un’atmosfera dai contorni sacrali neo-medievali e post-moderni.
    I brani risultano particolarmente suggestivi grazie all’impiego della lingua ungherese (i testi delle canzoni sono riportati nel booklet anche in inglese) e sono tutti di grande impatto emotivo.
    Consigliatissimo.

    Gregorio Bardini
    Voto: 10/10