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| Autore: MANACH |
| Titolo: “Prayer Songs and Symphonic Poems” |
| Label: S.O.L. Productions Ltd. |
| Anno: 2001 |
| Nazione: Irlanda |
Sito Ufficiale: www.brotherseamus.com
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| Genere: celtic music |
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Personaggio singolare Brother Seamus Byrne, Manach infatti in gaelico vuole dire monaco e Seamus lo è veramente. Fa parte dell’ordine monastico cattolico irlandese de “The Servants Of Love”, che si rifà alla spiritualità di S. Giovanni della Croce. Uno degli scopi primari di questo ordine è quello di utilizzare i mezzi artistici per diffondere la fede.
Manach (come comunemente si firma), è un compositore polistrumentista impegnato in vari ambiti, dalle collaborazioni con artisti di world music alla registrazione delle colonne sonore per i film girati dai monaci stessi. Soprattutto però è un grande flautista che utilizza come strumento principale un flauto traverso in legno autocostruito, alternandolo in concerto con molti altri tipi di flauti provenienti da varie parti del mondo.
La sua musica è sintetizzata molto bene nella frase riportata in quarta di copertina di questo CD “A Journey Into Peace Of Mind”. Musica da meditazione, relax, per la preghiera.
Questo album è diviso in due, le prime 7 track sono le “Prayers songs” del titolo e le ultime tre compongono appunto il “Symphonic Poems”.
Nelle prime 7 track l’arrangiamento si compone di tappeti di tastiere, viola, suoni della natura e flauto. L’arrangiamento così scarno, oltre a creare un’atmosfera rilassata, valorizza al massimo la voce e il cantato di Seamus, che senza forzare tecnicamente, risulta estremamente evocativo.
L’inizio a cappella con la sola voce è da brivido, probabilmente una delle tre song migliori dell’intero disco. La scelta di cominciare senza nessun strumento ad accompagnare, ha il potere di far entrare subito l’ascoltatore nello spirito e nella dimensione del disco.
In ogni caso prese nell’insieme tutte e sette le tracce di preghiera sono molto evocative, portano in un mondo in cui c’è ancora tempo per pregare, in cui ci sono ancora spazi di silenzio in cui ricercare la propria anima, in cui si riesce ancora ad avere momenti per ascoltare se stessi.
Meritano una citazione, oltre all’iniziale di cui abbiamo già detto, la track 3, un mantra recitato in cui su uno sfondo di canto degli uccelli e di flauto, vengono recitate le seguenti parole: “Christ within me / light above me / Earth beneath me / love surround me” ripetute in modo circolare.
La track 6 ci riporta all’interno del monastero, durante la recita delle ore. E’ cantata in latino, con la voce doppiata da Manach stesso a formare i cori. A mantenere intatto il collegamento con il resto del CD sono i continui suoni naturali in sottofondo ad accompagnare il tutto.
Infine l’ultima track delle 7 iniziali è un’adattamento di un tradizionale irlandese, che acquista (riscritta come “wedding song”) una profondità spirituale insospettabile, diventando un invito a Cristo perché sia continuamente presente nella vita dei giovani sposi.
La seconda parte, come già detto si compone di un unico poema sinfonico diviso in tre movimenti. Non è cantata ma solo suonata alle tastiere e scaturisce da un’unica sessione di preghiera durante la quale è stata composta.
Sono quasi 25 minuti complessivi di un suono molto minimale, con frasi staccate, lasciando ad echi e riverberi il compito di trasportare la musica da un accordo ad un altro.
Nel contesto del CD questo poema sinfonico ci sembra meno efficace di tutta la prima parte. Avrebbe forse giovato all’insieme inserirne solamente uno dei tre (il terzo a nostro parere), rendendo il CD più equilibrato.
Un bel lavoro, in ogni caso, da affrontare un po’ per volta, ricercando i momenti e i luoghi giusti per goderlo appieno.
Paolo Costa
Voto: 7,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Three Hands
02. Ar nAthair
03. ‘Christ Within Me’ Recitation
04. Search For The Queen
05. A Blessing
06. Pater et Filius Earthsong
07. True Love Of Mine
08. Earth Journey
09. New Light
10. New Earth
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