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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: MESSIAH
  • Titolo:"Final Warning"
  • Etichetta: Viniculum Records (Retroactive Records)
  • Anno: 1984 (2010)
  • Nazione: USA
  • Website: www.messiah-the-final-warning.com
  • Myspace: -
  • Genere: heavy metal
  • Tracklist

  • 01. Whose To Blame
  • 02. Outta Control
  • 03. Where Are You?
  • 04. The Choice
  • 05. Heavenly Metal
  • 06. Mistaken Identity
  • 07. Keep Searching
  • 08. Lucifer
  • 09. Final Warning



  • Altre Informazioni

    Recensioni

  • MESSIAH: 1979 Demo

  • MESSIAH: Going Insane



  • MESSIAH  "Final Warning"

    I Messiah, formatisi nel 1979, dopo anni sprecati inutilmente a cercare una label disposta a credere in loro (ovviamente a causa dei testi "cristiani" ritenuti all'epoca poco appetibili per il mercato metal), trovarono a Detroit (dove si erano riformati nel 1982) un investitore che permise l'uscita di "Final Warning" e l'anno successivo dell'EP "Going Insane".
    "Final Warning" è un capolavoro di heavy metal pomposo ed epico che ha come punti di forza l'enfasi dei cori, la voce profonda di Charles Michael, le tastiere onnipresenti, la batteria mai troppo veloce ma potente e la chitarra in certi parti determinante grazie a riff ed assoli magici.
    Il capolavoro assoluto del disco è 'Heavenly Metal' un cadenzato potentissimo, un anthem sostenuto da tastiere che si posa su una linea ritmica semplice ma ipnotica e grassa, che dona ancora più enfasi al ritornello "angelico" di Charles Michael, decisamente "sugli scudi" in questo pezzo. Un altro brano altrettanto melodico e riuscito è 'Where Are You' (il pezzo vinse un contest di una radio di Detroit), che esalta il lato hard rock e easy-listening dei nostri.
    'Mistaken Identity' ricorda lo stile narrativo di Alice Cooper e risulta un po' un'eccezione nel disco ricco di melodie "facili" e immediate; questo pezzo infatti è decisamente più cupo e Michael, alla voce, risulta più cavernoso del solito.
    'Keep Searching' si apre con un organo pomposo che fa da cornice iniziale ad uno dei pezzi più energici e duri del lotto; qui possiamo godere delle parti di chitarra sostenute dell'axe hero Scott Wood. Il brano si avvicina ai pezzi più veloci dei Warlord.
    Detto questo aggiungiamo che tutte le tracce di questo disco meritano una citazione, a partire dall'opener, la melodica e potente 'Who's To Blame', che ripercorre tutte le caratteristiche già citate come l'anthem successivo, intitolato 'Outta Control', in cui riveste una grande importanza anche la linea ritmica di Dave Johnson (basso) e Keith Behnke (batteria); il mood del brano cambia radicalmente nel ritornello, dove ritroviamo le tastiere ariose e cori melodici di grande impatti.
    Altra canzone da non dimenticare è la cavalcata 'The Choice', un mid-tempo travolgente, che alterna la melodia (sempre dettata dalle tastiere e da cori mellifui) alle mazzate della batteria.
    Il finale del disco è dettato dai due capolavori 'Lucifer' e 'Final Warning'. In queste track i Messiah raggiungono il loro apice compositivo e possono senz'altro entrare nel ristretto novero dei gruppi migliori di epic (non solo cristiani). 'Lucifer' è caratterizzata da un rincorrersi della chitarra veloce e mai così potente di Scott e delle linee vocali di Michael, che qui alterna un cantato quasi "narrato" a passaggi di grande effetto. Keith Behnke pesta a dovere il suo kit, mentre il basso pulsante di Dave fa da cornice ideale alla fase più cupa e recitata del brano.
    'Final Warning' raccoglie in poco più di cinque minuti tutte le caratteristiche positive dei Messiah: grandi melodie immediate e non banali, uno stile compositivo unico, linee vocali di grande enfasi, riffing aggressivo al servizio del brano e una linea ritmica mai debordante ma quadrata e di gran peso.
    I testi di "Final Warning" non necessitano di grandi interpretazioni ed hanno la loro forza nel quadro espressivo di ottimo spessore che riescono a creare, come nel caso della ribellione fallita da parte dell'angelo caduto descritta in 'Lucifer': "He’s the author of death / The father of lies / If you do his bidding, you’ll surely die / Nations will fall, many nations will rise / He’ll be their king- be like the most High [...] He’s the king of this world, / Now you gave him control / All that is left, is the fate of your soul / He captured hearts of everyone / Many will be damned / When his work is done / Lucifer…"
    I Messiah parlano anche delle basi della religione cristiana in 'The Choice', che tratta appunto del libero arbitrio: "Free will- it’s a gift that’s been given to you / Everyone has been given the right to choose / You make your own decisions day by day / And the right or wrong, you’re the only one who’ll pay / But if in doubt , get on your knees and pray."
    In conclusione non ci resta che consigliare vivamente tutti gli amanti del metal e in particolare i fan di Warlord e del lato più epic a recuperare questa gemma oscura (i Messiah erano così poco noti che Heaven's Metal, bibbia americana del christian metal, recensì i due album del gruppo solo nel 1989)... basti pensare che negli anni '80 il disco ricevette una distribuzione orrenda e divenne subito un oggetto prezioso (pare che il singolo pezzo originale abbia raggiunto la quotazione di 1000 dollari), da veri collezionisti.

    Leonardo "Crusader" Cammi
    Voto: 9/10