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    Autore: NEAL MORSE
    Titolo: "One"
    Label: InsideOut / Audioglobe
    Anno: 2004
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: www.nealmorse.com
    Genere: progressive rock

    Dopo aver abbandonato gli Spock's Beard e il progetto Transatlantic, lasciando i suoi fans sulle spine chiedendosi cosa ne sarebbe stato di questo grande artista, il buon vecchio Neal Morse torna alla grande prima con “Testimony” e poi con “One”.
    Quest’ultimo album è stato realizzato con la stretta collaborazione (anche al livello compositivo) del bassista Randy George e del batterista Mike Portnoy e il risultato è sicuramente di altissima qualità.
    La sezione ritmica risulta davvero eccellente infatti (come tutto il resto dopotutto!).
    Con “One” Neal Morse dimostra ancora una volta la sua classe componendo un progressive molto vario: l'album è, infatti, un viaggio sulle melodie progressive anni '70 arricchite di riff hard/heavy, parti in acustico e temi orchestrali per la durata di quasi 80 minuti.
    Per chi non si accontentasse della “durata standard” c'è la special edition contenente un cd di 9 bonus track per un totale di altri 40 minuti circa.
    La composizione rimane comunque molto rivolta alla ricerca melodica, che rende le otto tracce gradevolissime anche per un ascolto più “disattento”.
    L'album viene aperto dalla suite ‘The Creation’, simposio di emozioni, ricca di sorprendenti variazioni dall'armonia del sinfonico alla grinta del progressive rock fino alla dolcezza dell'acustico.
    Questo fantastico pezzo narra appunto della Genesi, di Dio che crea l'uomo come suo figlio donandogli la vita e il dominio sulla terra che calpesta. In principio era l'unione e l'armonia ma l'uomo scelse di provare a trovare da solo la sua strada separandosi dal suo Creatore.
    Dall'armoniosa complessità di ‘The Creation’ si passa poi alla semplicità acustica di ‘The Man's Gone’ che descrive la fase iniziale della separazione dell'uomo da Dio. Cacciato dall'Eden l'uomo si ritrova a pensare solamente ai beni terreni, perdendo nobiltà d'animo e bontà di cuore, senza chiedersi quale sia lo scopo della sua vita. Così inizia a costruire da solo la propria strada, non riuscendo, però, a comprendere chi sia in realtà.
    Neal sceglie quindi ancora un brusco cambiamento di sonorità: dalla tranquillità di un pezzo suonato “sottovoce” alla potenza di ‘Author Of Confusion’. Il progressive rock inizia a farsi sentire attraverso la complessa sezione strumentale di questo pezzo che sconvolge per la prima volta il disco con le sue sonorità a volte dissonanti. Queste dissonanze e questa varietà compositiva rendono esattamente l'idea del tema trattato dalla traccia: l'uomo è confuso e non riesce più a nascondersi la verità. E' perso, senza guida e incapace di distinguere il bene dal male. Dio intanto si chiede per quanto tempo ancora l'uomo sarà capace di vivere senza rendersi conto che la sua salvezza è racchiusa appunto nella riunificazione col Divino, si chiede per quanto ancora il suo figlio vagherà perso nella notte, stanco e infreddolito in un'esistenza vuota.
    A seguire abbiamo ‘Author Of Confusion’, un altro brano ricco di cambi melodici: e poi ancora ‘The Separated Man’, che passa dall'allegria delle melodie progressive e rock alla componente mistica di un acustico con sonorità quasi mediorientali. Ecco, però, che tornano prepotenti le chitarre elettriche in distorsione prima di ritrovare l'armonia e la dolcezza di un acustico quasi sinfonico che si tramuta poi in una ballata dal ritmo coinvolgente che ancora una volta cambierà faccia assimilando tendenze jazz e fusion. Infine il brano sarà ricondotto nuovamente all'elettrico e poi alle note di ‘The Man's Gone’.
    Il tassello che questa suite occupa nel concept di Neal è molto importante: parla del momento in cui l'uomo realizza di essere solo, imprigionato in una gabbia costruita da se stesso; quindi esausto cerca il cambiamento. Il Signore sa che in realtà l'uomo è cosciente del suo bisogno di riunificazione ma, come ogni buon padre, lascia spazio e libertà al figlio, anche se si tratta di lasciarlo sbagliare.
    L'uomo, infatti, non riuscendo a percepire Dio in segni concreti, decide di continuare a percorrere da solo la sua strada creando da se tutto quello di cui può aver bisogno, appagando il suo bisogno di chiarezza con illusioni.
    L'acustico e il sinfonico tornano nuovamente a farla da padrona in ‘Cradle To The Grave’, brano che tocca davvero il cuore dell'ascoltatore sia per la sua dolce e malinconica melodia sia per il testo struggente. L'uomo infatti realizza di essere solo e non riesce a spiegarsi perchè tutto ciò che ha compiuto l'ha lasciato vuoto, inizia così a credere che sia Dio a non volerlo come figlio. Il Signore, però, ama le sue creature ed è proprio per questo che lo ha lasciato sbagliare; tuttavia è sempre pronto a riaccogliere i propri figli dando loro tutto ciò di cui abbiano bisogno.
    E' la ritmica incalzante di ‘Help Me/The Spirit And The Flesh’ a descrivere lo stato di inquietudine dell'uomo, che cosciente dei propri errori, chiede aiuto a Dio per potersi redimere. Il Signore, sempre pronto ad ascoltare le preghiere delle proprie creature, invia suo Figlio Gesù a redimere l'uomo dai suoi peccati.
    Ed è la commovente dolcezza di una voce accompagnata da un piano, in ‘Father Of Forgiveness’, a descrivere il ritorno dell'uomo dal suo Creatore. L'uomo è pentito e chiede perdono al suo Signore, cosciente di essere amato e perdonato si abbandonerà, infine, a Dio definitivamente come anche la melodia si abbandona al pianto di una chitarra elettrica espressiva come non mai.
    Le vivaci sonorità progressive anni '70 concluderanno questo album in ‘Reunion’, brano frizzante focalizzato sul momento del nuovo incontro tra l'uomo e Dio, sul perdono e la purificazione da tutti i peccati. La seconda parte del brano torna lenta e dolce e rappresenta il momento forse più significativo: la riunione definitiva tra Padre e figlio. L'uomo è destinato a tornare a far parte del proprio Creatore, in un solo cuore, una sola voce, un solo amore, un solo spirito.
    In conclusione questo “One” è un concept molto significativo e profondo, un'opera d'arte dal punto di vista musicale nella sua “complessa semplicità”. In parole povere un album da possedere ad ogni costo!

    Christian D'Alessandro

    Voto: 8,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. The Creation
  • 02. The Man's Gone
  • 03. Author Of Confusion
  • 04. The Separated Man
  • 05. Cradle To The Grave
  • 06. Help Me/The Spirit And The Flesh
  • 07. Father Of Forgiveness
  • 08. Reunion




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