SHADOW GALLERY  "Tiranny"
Impossibile dare un giudizio complessivo e totalmente sincero di questo album degli Shadow Gallery semplicemente per il fatto che non è possibile esprimere un voto superiore al dieci. Ci troviamo di fronte infatti a uno dei più grandi capolavori della band, ma anche al trionfo completo in un genere complesso nel quale suonare senza imitare è praticamente impossibile. I cinque statunitensi tuttavia, nonostante le chiare influenze di altri celebri gruppi cardine del progressive degli anni ’90, riescono a dare vita a uno stile personalissimo, carico di pathos, che lascia senza fiato. Ed è proprio con questo lavoro, Tyranny, che tutte le grandiose capacità compositive di Baker e soci vengono alla luce con prepotenza ed epicità.
Un tocco in più di energia al concept sul quale si basa il disco è la presenza di due ospiti d’eccezione: James Labrie che fa la sua comparsa nella splendida ‘I Believe’ e D.C. Cooper, con la sua mefistofelica interpretazione come “cattivo” della storia in ‘New World Order”. Dimenticavo… la storia. Tutto si incentra sulla vicenda di un ingegnere militare, ignaro complice nella costruzione di armi di distruzioni di massa in una guerra scatenata per profitti vertiginosi. Ed è così che le prime due track, ‘Stiletto In The Sand’ e ‘War For Sale’ danno subito un’impronta violenta al tutto.
Licenziato nella più rilassata ‘Out Of Nowhere’ il protagonista incontra su internet una misteriosa informatrice con cui stringe un legame d'amicizia; il brano è ‘Mystery’ ed è uno dei più belli del disco, melodico, appassionante e con un ritornello che rimane subito impresso. Il resto, senza togliervi il piacere di indagare riguardo la storia completa, è semplicemente sublime. Da ‘Mistery’ fino alla canzone di coda ‘Christmas Day’ è tutto un concentrarsi di trovate musicali veramente fuori dalla norma che lasciano l’ascoltatore in una condizione di catarsi assoluta (basti ascoltare ‘Spoken Words’ con il bellissimo duetto tra Mike Baker e Laura Jaeger).
I due atti di questo splendido album presentano dunque una storia accattivante, atmosfere di grande intensità, virtuosismo pacato, non troppo manifesto, ma soprattutto grandi messaggi morali di stampo cristiano contro la guerra e contro qualsiasi tirannia che, ai giorni nostri più che mai, ci rende schiavi di noi stessi e della nostra non curanza. Vive la speranza però , come si evince dalla bellissima ‘Christmas Day’: “There's a time when your doubts won't matter/ There's a time all your fears can wait/ All the times in the year for laughter/ Oh Christmas day.
Un album da ascoltare, dunque, per la sua magnifica struttura e per una meditazione che ci porti a ragionare sulla nostra condizione, molto spesso, di schiavi ignari del dispotismo peggiore… il materialismo.
Fabrizio Margiotta
Voto: 10/10