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| Autore: SHAUN DAVEY |
| Titolo: "The Pilgrim" |
| Label: Tara |
| Anno: 1984 |
| Nazione: Irlanda |
| Sito Ufficiale: www.shaundavey.com |
| Genere: folk |
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Nel 1982 la Direzione del Festival interceltico di Lorient commissionò al compositore irlandese Shaun Davey un’opera che racchiudesse gli strumenti tradizionali e gli idiomi delle sette regioni celtiche. Il risultato fu “The Pilgrim”, suite per orchestra, solisti vocali e strumentali, coro e banda di cornamuse, dedicata a quei santi viaggiatori, e in particolare San Colombano, fondatore del monastero di Iona, che , nei secoli bui dell’alto Medioevo, sfidando pericoli di ogni genere, percorsero in lungo e in largo le Isole Britanniche per portarvi la parola di Cristo.
L’opera fu eseguita l’anno seguente durante il festival e pubblicata, parzialmente, su disco nel 1984 ,e, integralmente, su CD, nel 1994 dalla Tara Records.
Da sempre interessato agli strumenti e ai suoni della tradizione popolare -come dimostrano “The Brendan Voyage”, suite per orchestra e uillean pipe ispirata al leggendario viaggio oltre oceano di San Brendano, e il “Concerto per uillean pipe e Orchestra” - Davey ha superato bene una prova così impegnativa. “The Pilgrim” , infatti, è un grande affresco di musica e spiritualità celtica, nel quale partiture sinfoniche, inni sacri, canzoni moderne, strumentali ispirati alla tradizione e cori epici convivono felicemente, senza la retorica e i barocchismi che spesso compromettono opere dal tono celebrativo.
Pur avendo a disposizione un largo spiegamento di forze, il compositore di Belfast ha sempre ben presenti finalità e destinazione dell’opera. Così l’orchestra si limita a fornire un discreto ma efficace contrappunto alle evoluzioni degli strumenti tradizionali o a far da cassa di risonanza ai momenti di maggiore pathos, salvo liberare tutta la sua potenza in un paio di brani – ‘Storm At The Sea’ e ‘Ymadawiad Arthur’- tra i migliori del disco.
In ‘Storm At The Sea’ (testo tratto da un poema irlandese del X secolo dedicato al potere del vento e del mare), una melodia di stampo tradizionale, intonata dallo stesso Davey, da luogo a un inatteso e terrificante crescendo sinfonico al momento della preghiera finale (“Son of God the Father rwith mighty hosts, save me from the horror/ of rough storms. Pure Master of the Sacrement, protect me from/ the great blast, from Hell with its furious tempest”.
Ancora più suggestive ‘Ymadawiad Arthur”, ovvero La morte di Artù, tratta da un poema epico gallese di T. Gwynne Jones, rappresentante Artù come condottiero dei Celti cristiani , morto combattendo invasori pagani. Il brano inizia con un coro gregoriano descrivente il re morente sul campo di battaglia di Camlan, per trasformarsi, grazie all’intervento dell’orchestra a pieno organico (con archi e ottoni sugli scudi) in un sontuoso inno che raggiunge il climax nell’evocazione di Avalon, metafora del Paradiso ( “ Be brave and pure/ Suffer willinghly/ I go now the fairy Avalon” ) e ripiegarsi nuovamente nel canto gregoriano nel mistico finale. Davvero un grande brano!
Ma anche il resto del disco rivela piacevoli sorprese, da ‘The Pilgrim’, per voce e uillean pipe (o cornamusa irlandese), dal commovente testo tratto da un poema irlandese del X secolo, narrante i dubbi e le paure di un monaco prima di intraprendere la sua missione e il suo affidarsi a Dio, a ‘Samson Peccator Episcopus’, per voci femminili e orchestra (e con un arrangiamento che ricorda certi lavori di Enya), dedicata a San Sansone di Dol, vescovo gallese del VI secolo e a un miracolo da lui compiuto durante il viaggio di evangelizzazione della Britannia, fino a ‘Sailing To Armorica’ (antico nome della Bretagna), ballata dal respiro orchestrale cantata da Rita Connolly.
Tra gli strumentali si segnalano almeno ‘Briochan And Columba’, spettacolare marcia per cornamuse e orchestra, ispirata ai duelli magici che, secondo la tradizione popolare, opposero San Colombano al capo dei druidi del re dei Pitti Bruda, ‘Santiago’, luminoso omaggio al santuario spagnolo di Santiago de Compostela, che vede all’opera le gaite o cornamuse galiziane e ‘The March Of The Bruce’, deliziosa melodia per arpa e uillean pipe , memore delle composizioni di Turlogh O’ Carolan (l’arpista cieco fatto conoscere al pubblico di oggi dai Chieftains), che ricorda la conquista dell’Irlanda (1315-17) da parte di Edward Bruce, fratello del re scozzese Robert.
‘A Ghrian’, tocante inno al sole cantato da Rita Connolly e da tutti i partecipanti all’evento, chiude degnamente un disco e un’opera da riscoprire come riuscito esempio di incontro di musica colta e tradizione popolare nel segno della grande cultura celtica.
Bruno Gargano
Voto: 8/10
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| ::Tracklist:: |
01. St Matthew Point
02. Sailing To Armorica
03. Danse An Dro
04. Briochan And Columba
05. The Pilgrim
06. Samson Peccator Episcopus
07. Storm At The Sea
08. Santiago
09. Ymadawiad Arthur
10. Iona
11. The March Of The Bruce
12. A Ghrian
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