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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: WARLORD
  • Titolo:"And The Cannons Of Destruction Have Begun…"
  • Etichetta: Metal Blade
  • Anno: 1984
  • Nazione: USA
  • Website: Warlord fansite
  • Myspace: warlordpowermetalband
  • Genere: heavy metal
  • Tracklist

  • 01. Beginning/Lucifer's Hammer
  • 02. Lost And Lonely Days
  • 03. Black Mass
  • 04. Soliloquy
  • 05. Aliens
  • 06. MCMLXXXIV
  • 07. Child Of The Damned
  • 08. Deliver Us From Evil

  • Altre Informazioni

    Recensioni

  • WARLORD: Deliver Us

  • WARLORD: Rising Out Of The Ashes



  • WARLORD
    "And The Cannons Of Destruction Have Begun…"

    Nell’84, dopo l’EP “Deliver Us” risalente all’anno precedente, i Warlord pubblicarono lo storico ed imprescindibile “And The Cannons Of Destruction Have Begun…” che li fece entrare nell’olimpo dell’heavy metal dalla porta principale.
    Il gruppo era formato dal funambolico Destroyer (William Tsamis) alla chitarra, il carismatico Damien King II (Rich Cunningham) al microfono, il fantasioso e potente Thunderchild (Mark Zonder) alla batteria, il mai banale The Raven (Dave Waltry) al basso e il signore delle atmosfere sulfuree Sentinel (Diane Arens) alla tastiere.
    Gli 8 brani che compongono questo capolavoro mostrano inequivocabilmente come la band rappresenti il lato più raffinato e melodico dell’epic metal, andando ad affiancare senza sfigurare mostri sacri del genere quali Manowar, Cirith Ungol e Manilla Road che nello stesso periodo sfornarono i primi capisaldi delle loro discografie.
    Il lavoro si apre con il rumore della pioggia che assieme a tastiere molto delicate accompagna un’intro solenne ed evocativa che ci conduce direttamente al granitico riff di ‘Lucifer’s Hammer’, canzone caratterizzata da una strofa in crescendo seguita dallo splendido refrain “the hammer will fall on you” e che vanta anche un assolo davvero coinvolgente.
    Si passa a ‘Lost And Lonely Days’, un brano di settantiana memoria che colpisce nel segno grazie ad una spiccata orecchiabilità. E’ sicuramente un ottima traccia, ma paga il fatto di essere incastonata tra due mostri sacri quali ‘Lucifer’s Hammer’ e la successiva ‘Black Mass’, uno degli apici dell’album e dell’intera carriera della band. Le atmosfere cupe, il riff lento e cadenzato che ricorda da vicino i Black Sabbath ed il testo decisamente apocalittico sono le sue carte vincenti.
    Si passa poi a ‘Soliloquy’: protagonisti assoluti divengono le tastiere sempre raffinate e toccanti e il grande pathos del cantato di Rich Cunningham, che offre la sua miglior prova proprio in questa occasione. Intro di batteria che ammalia, riff ispiratissimo e trascinante, strofa e ritornello perfettamente calibrati, assolo magistrale e carica evocativa ai massimi livelli: tutto questo è ‘Aliens’, la quinta perla in scaletta.
    Già questo giustificherebbe l’acquisto immediato del disco senza timore di restare delusi, ma i capolavori sono tali proprio perché sanno stupire senza mai denotare un abbassamento di livello e ciò ovviamente accade ascoltando “And The Cannons Of Destruction Have Begun…”: dopo la splendida ed epicissima strumentale ‘MCMLXXXIV’ si giunge alla furiosa ‘Child Of The Damned’ in cui sono la doppia cassa martellante e la cavalcata del sempre ottimo Tsamis a farla da padroni.
    A chiudere le danze troviamo ‘Deliver Us From Evil’, un brano oramai leggendario ed epico come pochi altri nell’intera storia dell’heavy metal.
    Dal punto di vista delle tematiche siamo di fronte ad una grande varietà che spazia dalla fantascienza all’analisi di sentimenti forti quali la solitudine ed il senso di abbandono, il tutto trattato in testi di ottima fattura e di una profondità sopra la media. L’apice però si ha sicuramente quando è l’aspetto cristiano a prevalere: “Deliver us from all the hatred/Deliver us from all the sin/and we who believe will eternally sing/These words in which we call the battle hymn!” ed indubbiamente anche “Father and Son, heed the words we pray/Deliver us from Evil this day/Deliver us from Evil today/Deliver us from Evil…We pray!” sono tra i passaggi più significativi e toccanti riscontrabili in un brano di christian heavy metal.
    Probabilmente una recensione, per quanto esaustiva possa essere, quando si è a cospetto di simili capolavori non è in grado di esporne appieno la magnificenza e l’importanza storica, quindi il consiglio è quello regalarvi il piacere di ascoltare questo album e di lasciarvi coinvolgere completamente dalla sua potenza evocativa.

    Giuliano "beast" Pergola
    Voto: 10/10