WHITECROSS  "In The Kingdom"
“In The Kingdom” vede la luce nel 1991 e rappresenta la quarta uscita dei Whitecross, band di Chicago dedita ad un hard n’ heavy che si rifaceva nel sound a gruppi quali Great White, Ratt e Whitesnake, ma ovviamente con liriche cristiane che li facevano rientrare all’interno del “white metal”, di cui peraltro furono tra i maggiori più longevi esponenti insieme ai vari Stryper, White Heart o Petra, tutti nomi che ancora oggi calcano le scene rock.
Già dall’art-work non sarà difficile intuire il carattere religioso dell’album in questione, ed ancor più significativa in tal senso e la title-track ‘In The Kingom’, bellissima ballad in cui bridge e refrain recitano“I read my Bible just the other day/Said the Kingdom's comin' down/Jesus said the Kingdom's just a prayer away/One Lord, one God, one faith eternally/Yeah that's what the church believes”, ed anche la successiva ‘In His Hands’ si mantiene sulla stessa scia, si tratta infatti di un’altra bellissima ballad dal chiaro significato cristiano, ”In His hands, there is comfort/In His hands, there's everlasting love/In His hands, He will hold you/In His hands, He will lift you up”.
Più rockeggianti e ruvide, grazie all’interpretazione graffiante del singer Scott Wenzel ed al riffing tagliente di Rex Carroll, l’opener ‘No Second Chances’, ‘We Know What's Right’, che esprime l’idea che l’uomo sa già cos’è il giusto, e ‘Good Enough’, quest’ultima molto tirata e dall’attitudine rock n’ roll. Chorus pieni e melodie trascinanti nel melodic hard di ‘Love Is Our Weapon’, in possesso anche di un ottimo guitar-work che trova massima espressione nel bel solo di Carroll, segue la strumentale ‘The Eternal Fire’, un guitar-solo di due minuti del solito bravo axe-man, e poi l’hard n’ blues zeppeliniano di ‘You Will Find It There’, altra ottima prova del singer in una canzone che sembra dare una dimensione ottantiana al mitico gruppo del ‘dirigibile di piombo’, un po’ sdolcinata ma comunque carina l’altra ballad ‘If He Goes Before Me’, mentre sul finire si torna a ritmi più veloci e trascinanti, prima con ‘Tell Me The Time’ e soprattutto con la bellissima ‘Holy War’, potente e melodica, ma che si distingue anche per un intermezzo tipicamente rap, genere che il sottoscritto non apprezza in maniera particolare, che conduce poi alla parte conclusiva del pezzo, la più bella sotto l’aspetto musicale e la più ricca di significato per quanto riguarda le liriche.
“In The Kingdom” è in definitiva un ottimo album di hard rock trascinante e melodico, in cui trovano spazio brani tirati e rockeggianti, pregevoli ballad, e persino una riuscita riesumazione dell’hard n’ blues zeppeliniano, il tutto visto sotto una luce cristiana.
Salvo Sciumè
Voto: 8/10