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    ::Contenuti::

    Autore: WHITE HEART
    Titolo: “Vital Signs”
    Label: Diamed Records
    Anno: 1984
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: www.whiteheart.com
    Genere: AOR

    I White Heart furono uno dei nomi più rinomati in ambito christian rock, uno dei pochi monicker che riuscirono a farsi conoscere anche al di fuori dei ristretti confini cristiani, e questo grazie soprattutto ad un song-writing davvero eccellente, e non poteva essere altrimenti visto che la mente di tutto era il cantante e chitarrista Dann Huff, che in seguito diverrà celebre per aver consegnato agli amanti dell’AOR capolavori come "Time To Burn" o "Lost Of The Runaways" con i suoi Giant.
    Il loro esordio discografico avviene con l’album omonimo nel 1982, mentre nel 1984 si ripresentano con l’album "Vital Signs", anche se questo specifico lavoro non rappresenta il meglio che hanno saputo offrire nella loro lunga carriera, a causa soprattutto di un sound ancora troppo legato alla precedente tradizione ‘gospel/spiritual’ propria del rock cristiano, cosa che si rintraccia un po’ su tutti i dieci brani presenti, spesso infarciti di cori e brani propriamente spiritual, quasi R&B e soul, come 'Walking In The Light' o la closer 'We Are His Hands', brani che rischiano di annoiare non poco.
    In realtà, come già detto, caratteristiche simili si presentano un po’ su tutto il platter, fin dall’opener 'Sing Unto The Lamb' per proseguire con le varie 'Quiet Love', lenta e quieta come recita il titolo, 'Following The King', anch’essa noiosetta, 'Let Your First Thought Be Love', che nonostante non si allontani troppo dalle altre canzoni riesce a risultare più interessante per le buone melodie.
    Meglio invece quei brani più in linea con il rock melodico che tanto imperversava in quel periodo, così si possono apprezzare la bellissima 'Draw The Line', probabilmente la migliore del lotto, quasi un punto d’incontro tra Survivor e Supertramp, 'Carried Away', brano tipicamente anni ’80 dominato da pompose tastiere, melodie e chorus pieni ed orecchiabili, o ancora 'Undercover', anch’essa molto bella e più grintosa, e la title-track 'Vital Signs', più elettrica ed hard-oriented, carina ma non certo trascendentale.
    I testi delle varie canzoni insistono sul valore cristiano dell’opera, mettendo in prima fila valori come fede ed amore. Non certo il miglior album degli americani, ma chi ha amato band come Giant o Idle Cure può comunque trovare in ‘Vital Signs’ qualche piacevole episodio di melodic rock incentrato su liriche cristiane.

    Salvo Sciumè

    Voto: 6,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Sing Unto The Lamb
  • 02. Draw The Line
  • 03. Walking In The Light
  • 04. Carried Away (Safe On The Wings Of The...)
  • 05. Quiet Love
  • 06. Following The King
  • 07. Let Your First Thought Be Love
  • 08. Undercover
  • 09. Vital Signs
  • 10. We Are His Hands




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