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    Autore: WINGDOM
    Titolo: “Reality”
    Label: High And Loud/Dockyard1
    Anno: 2005
    Nazione: Finlandia
    Sito Ufficiale: www.wingdom.org
    Genere: progressive metal

    Ed eccoci a recensire questa prima opera degli Wingdom, quintetto progressive metal proveniente dalle fredde terre finlandesi, ed attivo dal 1998. La prima cosa da porre in evidenza è che questo non è un progetto qualsiasi… si potrebbe tranquillamente affermare che, almeno per la loro prima line-up (la stessa con la quale hanno inciso questo CD…), ci si trova dinanzi ad una semi-all star band. E questo fa sicuramente innalzare le aspettative riposte nel loro operato, dato che, in casi di questo genere, i prodotti possono essere o delle prese per i fondelli immani, giustificate dal fatto che si tratta comunque di un gruppo formato da “grossi nomi”, oppure delle vere e proprie gemme scaturite dall’unione di artisti affermati e geniali come, per fortuna, ancora se ne trovano nello stardom mondiale.
    In questo caso, ci si trova invece di fronte ad una “via di mezzo” tra le due opzioni sopraccitate… nel senso che il prodotto in questione è sicuramente valido ed appetibile per gli amanti del genere, ma purtroppo non fa certo gridare al miracolo, e la causa di tutto ciò può accreditarsi alla netta sensazione di trovarsi davanti ad una band un po’ “costruita a tavolino”, con già il “mitico piano della formula compositiva per sfondare nel music business” in tasca…
    D’altronde, si sta parlando di un progetto dove milita il primo tastierista dei Sonata Arctica, Mikko Harkin ed il mitico Alessandro Lotta, ex-bassista dei blasonati ed iper-osannati Rhapsody Of Fire (e tuttora separatosi anche dagli Wingdom…). Inoltre, non bisogna dimenticarsi che durante le registrazioni di questo platter, i nostri amici hanno attirato l’attenzione di nientepopòdimenoche Timo Kotipelto (per chi ha vissuto finora su Saturno, la voce degli Stratovarius…), il quale ha dato loro la chance definitiva per rilasciare questo disco tramite la sua High And Loud Records per la Finlandia ed il nord Europa.
    Il genere degli Wingdom può essere sicuramente accostato al progressive metal, ma l’influenza delle sonorità “nordiche” di gruppi come Stratovarius e, ovvio, Sonata Arctica, si fa sentire eccome nel loro songwriting (anche solo in alcune trovate ed “effetti speciali” di contorno…). Si avverte anche e indubbiamente la presenza di mostri sacri come i Dream Theater, ma dal punto di vista strettamente prog è molto marcata anche l’influenza degli svedesi Pain Of Salvation, oltre che di un certo sound parecchio melodico e pomposo, oltremodo “sintetizzato”, che non può non richiamare alla memoria le produzioni dei Nightwish e degli Europe del penultimo album…
    Tutto ciò contribuisce a rafforzare l’impressione di un prodotto studiato nei minimi dettagli (dalla produzione oltremodo curata, pulita e cristallina, per poi passare agli arrangiamenti, soprattutto delle tastiere, molto “magniloquenti” e alla durata studiatamente “radiofonica” dei pezzi…) e creato proprio per una determinata frangia di ascoltatori, nello specifico quelli che si sono prosciugati il conto in banca nell’andar dietro alle mille uscite paraufficiali del gruppo di Tarja Turunen…
    L’unica cosa che non fa pensare ad una strategia di marketing è la componente spiccatamente cristiana delle lyric, anche se non certamente accomunabile a quel “cristianesimo militante” di gruppi come gli Stryper o i Mortification, ma qui vissuta in maniera molto più intima, e giocata tutta sul rapporto-dialogo “credente-Dio”. Su tale componente sono impostati ben tutti i testi del disco (e in questa sede, ciò non fa altro che incrementare lo score di questa formazione…!), tanto che si potrebbe etichettare il complesso davvero come una “christian progressive metal band”. A riprova di questo, si potrebbero citare le parole dell’iniziale ‘Time’ ( “I’m not alone / I’m not afraid / He payed the price” ), o della bella ‘A Sigh Of Despair’ ( “You’re always beside me / Even when I feel alone / You’re gotta be the One to make my life complete” ), o della successiva ‘Everyday’ ( “Oh yes, I found the one / No, I’m not alone / Now You are with me every day” ), per concludere con ‘Never Stop’, richiamante molto, dal punto di vista musicale, i Pain Of Salvation ( “You’ll never give up on me / You’ve opened my eyes to see” ).
    La voce di Sami Asp è perfetta ed impostata, forse troppo perfetta ed impostata, e di conseguenza la componente interpretativa risulta un po’ carente, anche se in pezzi come ‘A Sigh Of Despair’ finalmente si fa più grintosa e graffiante. Le tastiere compiono un ottimo lavoro per tutta la durata del disco, con degli assoli di buona fattura nella già citata ‘Sigh Of…’, in cui possiamo trovare anche un’ottima performance del “nostrano” Alessandro Lotta. L’unico elemento abbastanza spento e privo di mordente è purtroppo la chitarra (ed in un genere come questo, ciò costituisce un serio deficit…), anche se in ‘Everyday’ il buon Jukka Ruotsalainen ci regala un bell’assolo; forse si è voluto evitare il clichè del tipico chitarrista ultra-tecnico, e se così realmente fosse, sarebbe certamente un plauso agli intenti, ma ciò non toglie che l’assenza di assoli belli ed incisivi si fa sentire eccome, rendendo oltremodo spente molte song proprio a causa di questo…
    Bisogna quindi aspettare la pen-ultima ‘Lighthouse’ per sentire il motore degli Wingdom lavorare finalmente al massimo delle sue potenzialità, con una voce graffiante ed espressiva, degli arrangiamenti davvero ben fatti e dei riffs di chitarra e tastiera trascinanti al punto giusto...purtroppo questo entusiasmo è smorzato nella seconda parte (di ben 12 minuti!!!) della canzone (‘Lighthouse Pt. 2’), in cui i nostri, per cercare di imitare fin troppo le gesta di gruppi come i Dream Theater ed i già citati Pain Of Salvation, si perdono in questa lunga e prolissa composizione, che strappa più di uno sbadiglio…e non c’entra tanto la questione della durata del pezzo, visto che gruppi come quello di Mike Portnoy e soci riescono a catturare l’attenzione per lo stesso tempo e senza nessun calo di tono o aumento di noia (ma si sa, di gruppi così non ne nascono 100 all’anno…).
    In definitiva, è questa assenza di mordente (oltre che una dilagante sensazione di “già sentito” che permea purtroppo l’intero lavoro…) a non far spiccare il volo definitivo a questa formazione, lasciando l’ascoltatore un po’ con l’amaro in bocca, nonostante le motivazioni, gli intenti e i presupposti per fare le cose in grande ci siano tutti. Ma d’altronde questa è solo la loro prima release, diamo tempo al tempo e confidiamo nelle “divine illuminazioni” che potranno essere sicuramente concesse ai nostri!

    Giovanni Matera

    Voto: 6,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Time
  • 02. Where Do We Go
  • 03. Marionette
  • 04. A Sigh Of Despair
  • 05. The Essence
  • 06. Everyday
  • 07. Never Stop
  • 08. Tomorrow
  • 09. Lighthouse
  • 10. Lighthouse Pt. 2




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