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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: NEFESH
  • Titolo: "Nefesh"
  • Etichetta: autoprodotto
  • Anno: 2006
  • Nazione: Italia
  • Website: www.nefesh.eu
  • Myspace: -
  • Genere: progressive death metal
  • Tracklist

  • 01. Act of Contriction
  • 02. Keriot's Cry
  • 03. Dream Yesu'ah
  • 04. Son Of Life



  • Altre Informazioni

    Interviste

  • NEFESH: Varietà compositiva estrema al servizio di Dio



  • NEFESH  "Nefesh"

    Veramente interessante questo DemoCD degli anconetani Nefesh, che, scevri da qualsivoglia intenzione di farsi catalogare, compongono quattro sole canzoni che raggiungono il minutaggio di un vero e proprio album (oltre 40 minuti in tutto) e travalicano il concetto di genere. In “Nefesh” troverete il progressive metal nella complessa trama compositiva, il death metal per l’aggressività delle linee vocali, il nu-metal per i momenti più ritmati e moderni, il gothic per le atmosfere create dal tastierista... ed altro ancora.
    L’unico neo che può presentare un album di questo tipo è la difficoltà ad assaporare ogni goccia di genialità che i musicisti riescono a porre su CD.
    Anche i brani singoli, ovviamente, vanno dai nove minuti ai dodici di durata e non presentano momenti di prolissità, ma al contrario sviluppano idee e concetti musicali anche concettualmente quasi opposti fra loro, come nel caso di ‘Keriot’ Cry’, che nella sua centrale passa dal ritmato del nu-metal, durante l’esecuzione della strofa, a una parte strumentale molto melodica e un passaggio di death metal decisamente introspettivo.
    Sottolineiamo anche la perfezione ottenuta nel coniare suoni all’altezza di un vero e proprio album, che permettono di gustare di tutto ciò che fano i vari musicisti, a partire dal bassista Exsen Image, per passare al tastierista Igor Stephenbye, che con il suo strumento risulta fonfamentale, in quanto crea atmosfere colme di pathos e particolarmente oscure (da sentire in questo caso ancora la parte conclusiva d ‘Keriot’s Cry’ e soprattutto l’eterea ‘Dream Yesu’ah’, in cui lo strumento diventa padrone della situazione).
    Il vocalist, Budda, varia da linee aggressive, senza arrivare al growl, a parti pulite, ma il vero colpo di genio sta nella track finale, ossia ‘Son Of Life’, che inizia come una triste ballad con la tastiera di Exsen e procede con l’inserimento del cantato pulito e melodico... in italiano. La parte iniziale del testo è nella nostra lingua patria, poi viene utilizzato nuovamente l’inglese, e tratta del desiderio di Dio da parte dell’anima umana: “Il pesante cielo s’incupisce silenzioso / Trappola di ghiaccio / E sembra che il sole non tornerà mai più / L’anima dovrà imparare a sentirti / Il corpo è svanito / I miei occhi non potranno più vederti / Lord / I’m calling you now / Open my heart / Free my mind / And give me real life.”
    Il ritorno all’inglese è legato al rientro nella trama compositiva del growl alla voce, doppiata da una seconda linea vocale, nonchè di pesantissime chitarre nu-metal. Forse questo risulta il pezzo più eclettico nonostante non sia certo quello più complesso.
    Unico neo della release è forse la prestazione del singer, che se si dimostra ottimo per la parti aggressive lascia diversi margini di miglioramento per le parti cantate in pulito che devono senz’altro essere aggiustate prima che la band arrivi alla realizzazione del debut CD.
    Il messaggio cristiano dei Nefesh è chiaro e semplice, come emerge da ‘Son Of Life’, ma anche dalle altre song del CD, come ‘Dream Yesu'ah’, pezzo estremamente oscuro e drammatico, che tratta della crocefissione di Gesù e parla della sofferenza nel vedere gli uomini che uccidono il figlio di Dio: “You die for those who kill you / You die to save them / Save us / Innocent victim of our evil / Sacrified for life / Scourged, loughed at, humiliated / You / The Eternal / Lamb of God / Three crosses on golgotha / You in between, pierced through with nails / You look at me with the eye / And you shake my spirit / You were the son of God / You were God! / The holy spirit / Now death for us / You let yourself be killed / Like a ship among the wolves.”
    In conclusione i Nefesh rappresentano davvero una bella scoperta, in quanto non solo sono una nuova realtà per il metal cristiano in Italia, ma anche in quanto musicisti innovativi e privi di limitazioni a livello compositivo e quindi molto personali.

    Leonardo "Crusader" Cammi
    Voto: 7,5/10