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    27/12/2005

    BOANERGES
    Tra pop e rock

    I Boanerges sono una band siciliana dedita alla musica Cristiana da oltre 10 anni: nel 1995 hanno pubblicato “Liberi”, un album pop vivace e carino e tra poco, nel 2006, pubblicheranno il loro secondo album. Abbiamo parlato con Pietro Salemi, il tastierista della band, che molto gentilmente ci ha concesso l’intervista qui di seguito riportata.

    Pietro, vorrei fare una presentazione dei Boanerges prima di iniziare l'intervista, ma penso che il migliore per fare questo sia tu, ti va di parlarci un po' di voi? come è nata la band?
    “La band nasce nel ’91 nella formazione che prevede Nicola al basso, Antonio alla batteria, me alle tastiere e Rosy e Katia alle voci.
    Nasce uscendo da una formazione più corale, perseguendo come obiettivo l’evangelizzazione con la musica, rendendosi autonoma dalle esigenze di chiesa. Quindi abbiamo fatto concerti e diverse campagne evangelistiche per conto anche della chiesa di appartenenza.”


    “Liberi”, il vostro primo album, è del 1995 e ha già 10 anni; per essere in Italia penso che sia un album all'avanguardia..se avete tenuto qualche concerto, come hanno reagito le persone alla vostra voglia di comunicare messaggi cristiani tramite la musica?
    “La reazione del pubblico ai concerti è sempre stata buona, devo dire un pò meno quella dei credenti; dal vivo si è sempre più aggressivi.”

    “Liberi” è un album molto bello, si sente al suo interno una voglia pazzesca di fare musica... c'è un’attitudine rock che emerge molto, soprattutto nell'uso delle tastiere... quali sono le tue influenze musicali più rilevanti? e quelle della band in generale?
    “Fa un certo effetto parlare di un album registrato oltre 10 anni fa. Si, la voglia di fare rock c’era già, ma si era fortemente frenati da tanti fattori, la musica cristiana non era molto tollerante e si rischiava di essere soltanto criticati. Inoltre il pessimo lavoro in studio non rende granchè di quello che effettivamente volevamo.
    Le mie influenze, vista l’età (43), non potevano che essere i gruppi della mia adolescenza, cioè Emerson Lake & Palmer, Yes, Pink Floyd, Gentle Giant, Brand X, Toto, Ac-Dc, ecc. La band di allora preferiva in realtà andare più sul funk, jazz. Mi ricordo che ascoltavamo molto Chick Corea, Koinonia e a volte Petra, Whiteheart. Comunque ti ringrazio per il “molto bello” espresso come giudizio sull’album.”


    Hai definito il vostro 'un pessimo lavoro in studio', in che senso? non ti piace “Liberi”?
    “No, no, "Liberi" mi piace, è pur sempre un mio figlio. Mi riferisco che tecnicamente non è stato mixato come preferivo, il lavoro è sbilanciato sui bassi, e poi alcune parti di arrangiamento che ritenevo importanti sono in secondo piano o addirittura eliminati per paura di sembrare "aggressivi".
    Noterai la differenza col nuovo lavoro in cui la band ha trovato un buon interplay e un sound che mi aggrada maggiormente e comunque rispecchia meglio i nostri gusti musicali.”


    A me “Liberi” piace, è un buon album e lascia intravedere le tue influenze prog: non mi stupisce il fatto che citi band come gli ELP o gli Yes... ultimamente quali sono i gruppi che ascolti di più?
    “Attualmente la band ascolta Dream Theater, Limp Bizkit, Cradle of Filth, Morbid Angel a tutta forza, Pillar, Shadow Gallery, Neal Morse ed altri. Personalmente a questi ascolto i miei soliti Emerson Lake Palmer, Yes, Pink Floyd, Third Eye Blind, Toto quotidianamente.”

    Non avevate un chitarrista e tu ed il bassista avete fatto una grande opera a livello di arrangiamenti dando molto spazio a questi strumenti... immagino non sia stato un lavoro facile... so che per il nuovo album avete un chitarrista, come mai avete deciso di averne uno tra voi?
    “Si, direi che abbiamo fatto un lavoraccio io e Nicola. La sezione ritmica era ben elaborata. Già allora cercavo un chitarrista per dare una vena più rock alla band. Nel 2001 la band si scinde e nasce la necessità di sostituire Nicola, il bassista, e a quel punto abbiamo preferito completare con l’ingresso anche di un chitarrista, che a dire il vero aveva già collaborato con noi dal vivo: Giuseppe Calabrese. I due nuovi ingressi hanno dato una bella ventata di freschezza e di rock.”

    Il messaggio che mandate è molto bello, i testi sono immediati e sinceri… sei sempre stato cristiano? com'è il tuo rapporto con la fede?
    “Mio padre si convertì quando io avevo sei anni, quindi sono cresciuto in una famiglia cristiana, ma il mio rapporto con Dio è stato alternato da periodi di allontanamento profondi.
    Adesso mi trovo in un momento spirituale molto bello. Segue da un cambiamento molto radicale avuto negli ultimi dieci anni e difficilmente mi allontanerei nuovamente da Dio con cui sono riuscito a instaurare davvero un rapporto forte, più del mio migliore amico, più di mio padre stesso.”


    Di che professione siete?
    “Noi siamo di fede evangelica.”

    Secondo te quando una persona ha dei forti dubbi sull'esistenza di Dio cosa può fare?
    “Ho avuto questo dubbio come qualunque essere umano, ma ho fatto semplicemente una cosa. Ho chiesto direttamente a Dio stesso come se mi stessi rivolgendo a te e Lui mi ha dato prova della Sua esistenza, oltre al fatto di aver ricevuto una meravigliosa guarigione all’età di 12 anni. Dio risponde sempre ad una chiamata.”

    So che a breve uscirà il nuovo album, ti va di dirci qualcosa? mi dicevi che sarà decisamente più rock, in che senso?
    “Si stiamo ultimando gli ultimi takes del nuovo album che uscirà all’inizio del 2006. E’ un album rigorosamente rock. Non ci sono compromessi di sorta. Spazia dal rock al metal al crossover, con molto prog e molta elettronica. Ci sono dentro tutti i gusti di ognuno della band attuale. Nulla a che vedere con “Liberi”.
    A proposito, l’attuale band è composta da Antonio alle percussioni (da sempre nella band), Giorgio al basso, Giuseppe alle chitarre, Rosy alla voce (da sempre nella band) oltre me alle tastiere.”


    Curiosi di ascoltare il nuovo lavoro dei Boanerges e di sentire le influenze rock di cui ci è stato parlato, ringraziamo Pietro per l’intervista concessa a Holysteel.

    Intervista raccolta da Davide Dalò



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