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    17/10/2005

    DELIRIOUS?
    In missione!

    Attivi dagli anni ‘90 i Delirious? sfornano con “The Mission Bell”, i loro nuovo lavoro, un album che esce nel novembre del 2005. La band è forte di un’enorme seguito negli Stati Uniti mentre arranca un po’ in Europa; con questo nuovo CD il gruppo inglese spera di riuscire a farsi conoscere maggiormente anche in altre nazioni qualil’Italia… come ci racconta in questa telefonata il singer del gruppo Martin Smith…

    Ciao Martin; ho letto sul vostro website che per il vostro nuovo album “The Mission Bell” state per “Ring the mission bell and storm the gates of hell”; che significa esattamente? Quali sono i vostri propositi?
    “Significa che per quest’uscita ci sentiamo in missione per diffondere la parola di Dio nel mondo, svegliarlo, destarlo con il nostro sound. Vogliamo dire a tutti di aver fede, di credere, di seguire la proprio Chiesa in ogni nazione.”

    Parlando dell’aspetto compositivo dell’album a mio avviso una delle canzoni più belle ed interessanti è ‘Solid Rock’, in cui nella prima parte soprattutto si può sentire uno stile di chitarra molto country. Per caso anche il country rientra nel vostro bagaglio di influenze?
    “Ah… intendi i passaggi di twang guitar! Si, in realtà Stuart Garrard (chitarrista) non è appassionato di country music. Semplicemente un giorno ha visto questa chitarra twang in un negozio, l’ha provata ed è rimasto affascinato dai suoni che produceva; per questo ha deciso di utilizzarla per un pezzo in cui ci stesse bene… e così è nato ‘Solid Rock’.”

    Poi abbiamo un’altra canzone-capolavoro che è ‘Miracle Maker’, in cui possiamo ascoltare una parte centrale di orchestrazioni veramente ottima, seguita da un emozionaante fraseggio di chitarra di Stuart. Vuoi amate utilizzare parti di orchestrazione e che mi dici del solo-guitar?
    “Si, ci piacciono molto gli inserti di parti d’orchesta; abbiamo una sessione d’archi che registra in quel brano; credo abbiano fatto un ottimo lavoro; l’assolo di chitarra è pulito e melodico e segue il sound creato prima portandolo ad un altro livello… è veramente emozionante.”

    Ho letto che una canzone del vostro nuovo album, in particolare ‘Stronger’, verrà inclusa in una compilation dedicata a “Narnia Chronicles“, la saga di Lewis, di cui uscirà il film a Natale (probabilmente il primo della serie).E’ vero? Vuoi parlarne?
    “E’ vero; il pezzo comparirà in una compilation, che per ora è ancora in stand-by, dedicata alla saga di C. S. Lewis. Il CD è riferito alla colonna sonora del film che uscirà presto nelle sale.”

    Come vi siete divisi il lavoro su “The Mission Bell”? Chi ha scritto i testi e chi la musica?
    “Io sono l’autore dei testi mentre la composizione dei brani l’ho divisa con Stuart, anche se poi gli altri hanno aggiunto il loro contributo.”

    Parlando invece ora più approfonditamente delle lyrics potresti spiegarci quel’è il messaggio più importante delle canzoni di “The Mission Bell”?
    “Si, certo; il motivo più importante è la missione di diffondere la parola di Dio. Noi non andiamo in giro per il mondo solo a suoanre per intrattenimento, lo facciamo per portare un messaggio forte, di evangelizzazione, che raggiunga tutti. Credo che in questo senso “The Mission bell” sia il miglior album che fino ad ora abbiamo registrato.”

    Cosa mi puoi dire del lavoro svolto dal vostro produttore Sam Gibson?
    “E’ stato bravissimo come sempre. Sam è un ottimo ingegnere del suono ed ha saputo esaltare i vari riferimenti che ci sono nelle nostre canzoni. Secondo me “The Mission Bell” è una album molto vario e lui è riuscito a proporre una registrazine che riesce a mantenere compatto il sound finale dando personalità a tutte le track.”

    Cambiamo ora argomento.
    Ovviamente sappiamo che siete cristiani, ma a quale confessione fa riferimento di preciso la vostra band?
    “Alla Chiesa indipendente inglese (gli anglicani).”

    E come mai come gruppo avete deciso di suonare rock cristiano?
    “Abbiamo scelto questa via quando la fede in Dio è diventata fortissima, alcuni anni fa, quando alcuni di noi si sono convertiti. Scriviamo musica con testi cristiani per dimostrare il nostro amore per Gesù e per cercare di farlo arrivare a tutti.”

    Cosa puoi dirci invece di come viene accolto il rock cristiano dalla stampa inglese e in genere dalla scena musicale?
    “A dir la verità male, molto male. In Inghilterra non c’è una scena fiorente come quella americana e manca l’appoggio della Chiesa, che non vede ancora di buon occhio il rock come strumento di evangelizzazione. Di conseguenza il rock cristiano in Inghilterra è molto underground a differenza degli USA dove viene seguito dalle masse.”

    Ma allora mi confermi che negli Stati Uniti vendete dischi di pari numero a quelli di Robbie Williams? E’ strano questo fatto… perché ad esempio qui in Italia non siete molto conosciuti…
    “Si, te lo confermo. Abbiamo la fortuna di aver girato tantissimo negli USA e quindi siamo riusciti a creare prima un nucleo di appassionati e poi una vera e propria scena attorno ai Delirious?. Dopo il fenomeno si è allargato grazie anche ad alcuni pezzi che sono diventati particolarmente famosi come ‘I Can Sing Of Your Love Forever’. Purtroppo invece, in paesi come l’Italia, non abbiamo modo ancora di esser distribuiti e non abbiamo fatto show. Speriamo prima o poi di arrivare anche da voi.”

    Sbaglio ho avete una forte attività live?
    “Si, verissimo. Il palco ci affascina e ci piace suonare di fronte alle persone per cui non aspettiamo altro.”

    Stavolta verrete a suonare anche in Italia?
    “Vorremmo, vorremmo proprio… ma dipende anche dalle richiste; spero si possa trovare un promoter che sia interessato a portarci in Italia, davvero… ci piacerebbe tantissimo.”

    In Italia sino ad ora l’unico festival dedicato proprio al rock è il rock On The Rock, un evento che si tiene dalle parti del lago di Garda; sarebbe bello vedervi in quell’occasione magari l’anno prossimo.
    “Ci piacerebbe molto. Fai presente la nostra band allora, ah, ah, ah…”



    Intervista raccolta da Leonardo Cammi



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