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Eccoci a colloquio con il simpatico frate Andrea, autore, insieme ad uno stuolo di collaboratori, del progetto Janua Coeli, una band che finalizza il proprio operato alla raccolta di fondi per comunità ed operazioni umanitarie che vengono eseguite in Africa.
Il sound a “largo raggio” del primo CD prodotto, “X uno come me” e la singolarità del progetto hanno fatto si che venissero svelati alcuni particolari interessanti legati alla realizzazione dell’album e del futuro del gruppo…
Ne parliamo con frate Andrea, compositore e principale ideatore e promotore della band Janua Coeli.
Salve Andrea, possiamo iniziare quest'intervista raccontando del motivo per il quale nasce questo gruppo e questo CD, "X uno come me"... a te la parola…
“Avevo un sacco di canzoni nascoste nel cassetto, ho cominciato ad avere qualche occasione per suonarle e cantarle ed ogni volta mi rendevo conto che queste piacevano ed aiutavano chi le udiva ad ascoltare il Signore. Così ho pensato di cominciare ad incidere qualche pezzo e, pian piano, attorno a quest’idea è nato un gruppo. Fin da subito mi è sembrato opportuno accompagnare il progetto aprendo il cuore verso chi ne aveva bisogno: in questo modo la nostra musica e la nostra preghiera sono diventate carità e sostegno alle missioni.”
Il CD presenta diversi stili e tendenze musicali passando dal pop al blues, senza dimenticare partiture di sax e percussioni latine. Lo chiedo a te Alex: come mai una gamma così ampia di stili musicali?
“Semplicemente perché credo si possa lodare Dio con ogni stile musicale e far comprendere questa lode a persone diverse e con gusti diversi. Le ormai molte esperienze dal vivo con il gruppo hanno comunque fatto emergere uno stile più nostro e particolareggiato, che di certo si farà sentire nel prossimo album su cui stiamo già lavorando.”
Nel CD cantano diversi singer oltre a te, frate Andrea. Puoi indicarci di chi si tratta e del risultato del loro lavoro?
“Le altre voci sono quelle di Alexander, Leandro, Ermida, Andrea e Marta, di Castiglion del Lago. Ma con l’inizio dei concerti si sono aggiunte altre belle voci, in particolare quelle di Maria Grazia, Marco C e Animalex (che è poi anche il nostro bassista). E alle voci si sono uniti gli strumenti di Marco P., Isaia e Alessandrina; poi c’è Omar, che collabora in mille modi. Sono tutti ottimi musicisti e cantanti, ma, prima di tutto, sono dei carissimi amici e fratelli.”
Nella bio della band si legge che il CD è dedicato alla figura di Maria, ma nel CD ci sono anche altre tematiche. Vuoi illustrarci, Alex, i temi maggiori che volete presentare con "X uno come me"?
“Il nome del gruppo è dedicato a Maria, “Porta del cielo”, perché vogliamo affidarci completamente a Lei. Il CD presenta, accanto a quella mariana, altre tematiche; vi è innanzitutto un filo rosso che lega tutte le canzoni ed è l’amore misericordioso di Dio, quelle braccia aperte che ci invitano ad incamminarci senza paura verso di Lui, amore che non guarda ciò che guardiamo noi, che ci comprende e mai ci giudica. Vi è poi il tema della vocazione, quella voce che parla al cuore e che dice “Sei mio oramai”, voce pronta a farsi ascoltare nella pace e nella tranquillità di chi sa fare silenzio e cercare un po’ di solitudine.”
Se non sbaglio eseguite diversi concerti dal vivo, vero? Vuoi raccontarci come vanno di solito e qual è la risposta del pubblico? Viene recepito il motivo alto per il quale è stato realizzato il CD?
“Finora i concerti sono andati davvero molto bene. Dal vivo riusciamo a trasmettere meglio la nostra identità rock più vera; a volte facciamo fatica a vincere l’emozione, ma riusciamo sempre a divertirci moltissimo. La risposta del pubblico non è sempre la stessa, ma avvertiamo sempre un fortissimo calore e siamo molto felici quando riusciamo a coinvolgerlo e quando questo, in un modo o nell’altro, esprime il suo affetto per ciascun membro del gruppo. Solitamente, quindi, il nostro messaggio e gli scopi che perseguiamo riusciamo a trasmetterli; tuttavia può capitare di cantare di fronte a ragazzi più interessati alla musica che non a ciò che a questa sta dietro…”
Frate Andrea, quali sono i vostri prossimi appuntamenti?
“Suoneremo a Prato il 4 dicembre e a Modena il 7. Comunque i nostri appuntamenti sono sempre presentati in dettaglio nel nostro sito (www.januacoeli.com), che aggiorniamo spessissimo. Ti segnalo, come prima ti accennavo, che è in preparazione il secondo album; la sua uscita non è imminente, ma i brani sono già tutti pronti e stiamo lavorando agli arrangiamenti.”
Il CD è stato registrato in studi differenti e con la collaborazione di molte voci, in particolare proprio quella di Alex. Puoi raccontarci come avete incrociato tutte le varie collaborazioni?
“Le varie collaborazioni sono nate in modo davvero provvidenziale. Tutto ha comunque avuto origine nella celletta di San Francesco, nel mio eremo cortonese, dove con Ermida studiammo i cori e gli arrangiamenti di Non dimenticare. Alexander Schulze, il tedesco del gruppo, è mio nipote: fin da piccolo ha mostrato un talento musicale innato (Alex, infatti, oltre a cantare ha anche composto alcuni brani dell’album), che è stato bellissimo riuscire a mettere al servizio del Signore e dei piccoli nigeriani per i quali lavoriamo.”
Secondo te la musica può essere un buon veicolo per evangelizzare?
“Sicuramente. A mio parere è forse uno tra i migliori, perché la musica riesce ad aprire il cuore molto meglio di come riescano a farlo le sole parole.”
Prima di salutarci, avete qualcos’altro da raccontarci?
“Vorremmo semplicemente ringraziare tutti coloro che hanno acquistato il CD o che hanno in un modo o nell’altro (quest’intervista ne è un esempio!) sostenuto la nostra attività e le nostre missioni. Vorremmo poi invitarvi a venire ai nostri concerti e a visitare il nostro sito (www.januacoeli.com), dove potrete trovare moltissime informazioni e, soprattutto, potrete seguire l’avanzamento dei lavori del nostro ospedale in Nigeria.”