04/12/2006
MAGNIFIQAT
“Magnificat anima mea Dominum…”
I Magnificat sono uno dei rari gruppi che uniscono i loro interessi di carattere spirituale e la loro visione del mondo all’insegna della Tradizione ad un genere musicale tra l’epic metal ed gothic metal di carattere melodico, non privo di suggestioni medievali e classiche.
Il gruppo milanese sta finalmente preparando un nuovo album intitolato “Splendours From the Dark” che si preannuncia un grande ritorno…
Ne parliamo con Emanuele Rastelli
Raccontaci un pò di te e delle tue esperienze musicali precedenti alla formazione del gruppo Magnifiqat...
“Il mio primo progetto ufficiale risale al 1996, anche se ho iniziato a comporre musica fin dai primi anno ’90.
Il nome della band è Crown Of Autumn ed il genere proposto è un epic metal sinfonico pesantemente influenzato dalla musica medievale e rinascimentale.
Abbiamo realizzato il demo tape “Ruins” nel 1996 e l’album “The Treasures Arcane” nel 1997 per la nostra etichetta Elnor Productions.
Attualmente (dopo una pausa biblica!) stiamo lavorando al nuovo album il cui titolo provvisorio è “Splendours From The Dark”.
Prima di iniziare a lavorare al progetto Magnifiqat ho avuto modo di collaborare con molti altri musicisti, quasi sempre in ambito metal.”
Dal punto di vista musicale si possono trovare numerose componenti
stilistiche nel vostro primo album "Il più antico dei giorni". Quali generi
musicali ascoltate ed apprezzate?
“Personalmente sono cresciuto ascoltando heavy metal fin dalla prima adolescenza.
Mi affascinava soprattutto la sua grandiosità, l’epica e la vena quasi mistica di alcune delle migliori realizzazioni del genere, come anche una certa essenzialità monolitica.
Col passare del tempo ho cercato caratteristiche simili in altri generi musicali, approdando così alla musica sinfonica, medievale,etnica, elettronica e ambient.
Ascolto volentieri anche alcuni gruppi rock e pop.”
Quali sono i vostri gruppi musicali di riferimento?
“ I musicisti che hanno influenzato il mio modo di pensare e fare musica sono i più disparati: Basil Poledouris, John Williams, Loreena McKennitt, Dead Can Dance, Iron Maiden, Metallica, Angelo Branduardi, Juri Camisasca, Franco Battiato, Bal-Sagoth, Blind Guardian, Mortiis, Puissance, Blood Axis…
Le influenze esterne sono indubbiamente importanti ma, soprattutto ultimamente, sto cercando di essere meno legato possibile a schemi musicali precostituiti.
Non sono assolutamente un fanatico del “nuovo a tutti i costi”, ma piuttosto del “sentito e sincero”.”
Cosa ne pensi del fenomeno "neo folk"? E del costante riferimento di molti gruppi alle opere di Julius Evola e Renè Guènon?
“ Trovo molto affascinante il fenomeno neo folk, sia dal punto di vista strumentale che da quello lirico.
Per quanto riguarda le citazioni di Evola e Guènon, sembra che molte persone facciano riferimento indistintamente ai due, senza scorgere le profonde differenze (a volte anche incompatibilità) che esistono fra le due rispettive prospettive.
Non è questa la sede per dilungarsi oltremodo con questo genere di considerazioni; dico soltanto di condividere sinceramente alla prospettiva proposta da Renè Guènon.
Con ciò non intendo dire che il lavoro svolto da Evola sia totalmente privo di meriti o di interesse.”
Nei vostri testi vi sono continui e precisi riferimenti alla tradizione spirituale cristiana.
Quali sono gli autori che t'hanno influenzato di più dal punto di vista spirituale?
“Per quanto riguarda la tradizione cristiana in particolare direi gli scritti sul tema di Renè Guènon e Charbonneau-Lessay, l’opera di Meister Eckhart, San Giovanni della Croce, Isacco di Ninive, l’epica cavalleresca medievale e ovviamente la Sacra Scrittura.”
Pensi che la musica sia, in generale, un media appropriato per la diffusione del messaggio cristiano?
“Ogni mezzo è, potenzialmente, un buon mezzo. Tutto sta nel saperlo usare con saggezza.
Il problema è la qualità del contenuto.
Il fatto che un determinato messaggio si rifaccia a radici cristiane non è garanzia certa della qualità del messaggio stesso: è necessaria molta prudenza.
E’ fin troppo facile sbandierare questa o quella appartenenza ad un determinato gruppo, sia esso religioso, politico o di altro genere.
Prendiamo per esempio tutti quei cristiani (o sedicenti tali) che gridano ai quattro venti l’orgoglio della loro confessione religiosa, soltanto perché si sentono “minacciati dall’Islam”: che cristiani sono? Che cosa ne sarebbe del loro “cristianesimo ad oltranza” se scomparisse il confronto con l’Islam?
Questi pseudo-cristiani dell’ultima ora non sanno cosa sia il Cristianesimo.
E che dire, per contro, dei fanatici fondamentalisti musulmani che vorrebbero islamizzare il mondo con la violenza e l’omicidio? Che cosa ne sarebbe della loro fede se non potessero stupidamente contrapporla ad un presunto “nemico occidentale”? Costoro non sanno che cosa sia l’Islam.”
Qual'è la tua opinione sul fenomeno "christian metal" in generale?
“Beh, come dicevo prima è tutta questione di qualità.
Sono un cristiano ed un fan del metal quindi è naturale che il christian metal susciti il mio interesse.
Ad essere sinceri mi piacerebbe essere più informato su questo filone musicale, ad ogni modo mi intrigano molto progetti come Saviour Machine e Lordian Guard.”
Tra i mistici quali sono i tuoi preferiti?
“Se parliamo di mistici cristiani direi sicuramente Meister Eckhart”.
Pensi che si possa sviluppare una scena musicale "cristiana", pensiamo a
gruppi come U-Kriegsfall-U, Lonsai Maikov, Von Thronstahl,Rose Rovine ed
Amanti, nell'ambito della musica "estrema" europea, al di fuori dei contesti
"rock" tradizionali?
“Perché no? Ad una condizione però: la sincerità.
Solo dalla sincerità può nascere la qualità.”
Quali sono i vostri prossimi progetti discografici e concertistici?
“In questi giorni sto lavorando con particolare concentrazione al futuro lavoro dei Magnifiqat che si prospetta ancora maggiormente orientato alla tradizione sapienziale cristiana, anche se la spiritualità cristiana non è affatto l’unica nostra fonte di ispirazione.”
Intervista raccolta da Gregorio Bardini
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