Home..†..News..†..Recensioni..†..Interviste..†..Concerti  
         

:: Menù::

  • APPROFONDIMENTI

  • LINKS

  • FORUM

  • GUESTBOOK

  • STAFF


  • ::Intervista::

    11/12/2005

    MARTIRIA
    La Sacra Bibbia nella trascrizione epic metal

    Autori, con “The Age Of The Return”, di una delle prove discografiche più interessanti dell'anno, i Martyria sono da più parti indicati come la nuova realtà del metal europeo.
    Per conoscerli meglio e saperne di più sulle ragioni che hanno spinto il gruppo a cimentarsi con un impegnativo concept ispirato alle storie della Bibbia, abbiamo rivolto alcune domande al chitarrista Andy Menario e ai suoi compagni d'avventura.
    Abbiamo inoltre una ricca parte dell’intervista al grandissimo Rick Anderson, vocalist del gruppo, che ha fatto parte della leggendaria formazione di epic metal anni ’80 Warlord con il nickname Damien King III.

    La scelta di un concept ispirato alla Sacra Bibbia e la profondità delle liriche di The Age Of The Return lascerebbe pensare che siate una band cristiana, ma il testo di 'The Giant And The Shepherd' sembra mostrare una visione laica della vicenda di Davide e Golia. Quale è quindi il vostro approccio alle storie bibliche e quale messaggio volete trasmettere attraverso esse?
    “Andy: Credo che ognuno di noi abbia una propria spiritualità più o meno legata alla religione cristiana ma non giudicherei i Martiria una band cristiana, non suoniamo tutti la stessa campana o perlomeno non lo facciamo con la stessa intensità. Come ho già detto diverse volte credo che la spiritualità dell'anima sia una cosa molto personale e tutti hanno diritto di viverla come vogliono.
    La scelta delle tematiche trattate in “The Age Of The Return”, è stata molto più futile... per ciò che mi riguarda è sempre stato un mio sogno musicare un'opera come la Sacra Bibbia, ne ho parlato con Marco e Rick ed onguno di loro a proprio modo ha trovato in questo argomento molte cose da dire, da prendere, e da trasmettere di conseguenza ci siamo trovati d' accordo.
    Poi Marco con maestria ha elaborato questi testi imparziali con il focus principale sull'aspetto umano di tutte le vicende narrate e, personalmente, credo che questo sia stato un messaggio più giusto da dare (nella nostra posizione) e più facile da raccogliere per qualsiasi tipo di persona... qualcuno diceva : la spiritualità unisce la religione divide, il concetto mi sembra estremizzato, ma credo che possa rendere bene l' idea dell' importanza che ha questo aspetto nella nostra vita.”


    Quale è stato l'episodio dell'Antico o del Nuovo Testamento che avete più amato mettere in musica e quale storia vi sembra più esemplare per l'uomo di oggi?
    “Marco: in realtà, estrapolati dallo specifico momento storico in cui furono concepiti, quasi tutti gli episodi della Bibbia sono applicabili al mondo contemporaneo. Questo perchè sono racconti altamente "simbolici" e quindi, universali. Insomma, tutti gli episodi dell'antico testamento hanno qualcosa da insegnare all'uomo d'oggi, a patto di sapere ascoltare... o di volerlo fare.
    Personalmente, amo molto la figura di Mosè. Un uomo che ha avuto il coraggio di portare a compimento il proprio destino e la dignità di assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni. Ma ritengo che, più nello specifico, ‘The Cross’ sia la canzone più potente dell'intero album e quella in cui sia Andy, dal punto di vista musicale, che Rick da quello vocale, hanno dato il meglio di sè dal punto di vista creativo e tecnico. Il tema, ovviamente, lo richedeva e lo permetteva.”


    Di solito, nella composizione la parte musicale ha la precedenza; poi si cerca un testo che si adatti alle note e all'atmosfera dei brani. La scelta , che immagino a priori, di un concept così impegnativo ( stiamo parlando del Libro per eccellenza nella storia dell'umanità!) quanto ha modificato il vostro modo di comporre?
    “Andy: basta semplicemente dire che in questa occasione abbiamo prima parlato delle tematiche da trattare e dopo abbiamo costruito la musica intorno. Per un concept , come giustamente hai sottolineato, è fondamentale.
    Marco: Credo che per un autore, confrontarsi con un classico (anzi con "il classico", non a caso Biblos vuol dire "Il libro") sia sempre un'esperienza... importante. Ma forse dovrei dire "agghiacciante".
    Insomma, è chiaro che, qualunque cosa tu faccia, non sarà mai all'altezza del modello originale. Quindi ho preferito aggirare parzialmente il problema assumendo un approccio marginale e presentando non narrazione complete, ma un frammenti. Immagini, visioni, momenti. Ad esempio, l'episodio di Davide e Golia non si presenta come una successione di eventi quanto, piuttosto, come una serie di istantanee: il confronto, la paura, la caduta.
    L'epica è soprattutto questo, una sequenza di momenti culminanti. Altrimenti sarebbe storia. E questo modo di narrare si adatta perfettamente (almeno così a me pare) alla musica di Andy, che è, davvero, epica nel senso stretto del termine.”


    Insieme alle liriche, punto di forza di 'The Age Of The Return' sono gli arrangiamenti, sobri e raffinati, con un efficace uso del coro e ampie partiture acustiche.Oltre al metal siete interessati ad altri generi musicali? E quali sono i compositori (nel caso della musica classica) o i musicisti preferiti?
    “Andy: Mi sento quanto mai parte in causa della domanda in quanto i brani sono composti da me, diciamo che il metal è il mio primo amore ma poi ho scoperto tanti altri generi dalla dance anni 70, al blues, al pop fino ad arrivare all'opera di cui sono rimasto letteralmente folgorato. Se dovessi fare nomi di musicisti dei quali ho cercato di carpire il più possibile non posso che cominciare con Bill Tsamis (genio assoluto), Tony Iommi, Brian May, ma poi anche Verdi e Puccini.”

    Temi ricorrenti nell'epic metal sono il senso dell'onore, l'esaltazione del coraggio, ma anche di sentimenti più violenti come l'odio o la vendetta, per non parlare della feroce polemica anticristiana di certi gruppi di viking metal. Credete che valori come la pace, la tolleranza, l'amore universale professati dal cristianesimo siano conciliabili col nostro genere musicale preferito? Insomma, che ne pensate del White Metal? Seguite qualche gruppo in particolar modo?
    “Andy: Conosco veramente nulla del white metal, ma sono assolutamente convinto che c'è molta epicità nella pace, nella tolleranza e nell' amore... di conseguenza...”

    In "The Age Of The Return" la chitarra acustica acquista un rilievo insolito per un disco di epic metal. Quali chitarristi acustici preferisci: conosci, ad esempio, John Renbourn, maestro di musica folk e rinascimentale o Ry Cooder che, alternandosi, come te all'elettrica e all'acustica, ha esplorato i territori della musica americana ed etnica?
    “Andy: Non conosco bene i chitarristi che mi hai citato, anzi credo di essere molto ignorante sotto il profilo delle conoscenze, a parte gli artisti citati nella domanda precedente non credo ci siano altri che posso dire mi abbiano influenzato musicalmente parlando, poi del resto sono principalmente un' autodidatta! Suono solo ciò che ho dentro, non mi arrovello il cervello per cercare sonorità alla tizio o sfumature alla caio... in dubbio che molti associano il mio modo di suonare a quello di Bill Tsamis, ma credo sinceramente di non essere neanche un decimo di quello che è lui come chitarrista. Lui è un Musicista, io al massimo un musicante!”

    Andy, tu fai parte dei Dunwich, band da sempre interessata a miti, leggende e storie di ogni parte della Terra. Dal confronto con tradizioni culturali e spirituali così diverse, la tua fede, o comunque la tua visione del mondo, è uscita rafforzata o indebolita da dubbi?
    “Andy: Ero troppo giovane al tempo dei Dunwich, in quel periodo ero solo ed unicamente interessato a sperimentare quanto più possibile con la musica, per ciò che riguardavano i temi descritti nelle song non me ne occupavo assolutamente.”

    Il vostro disco si chiude con la citazione dell'Apocalisse di S. Giovanni, nella title track, prefigurante un periodo di oscurità e di travaglio per l'umanità che preannuncia, però, l'avvento di una nuova Era. Quello di oggi, è un mondo squassato dalla minaccia di un terrorismo feroce e di fondamentalismi che usano la parola di Dio per dividere, dalla dissoluzione, che sembra inarrestabile, dei valori morali e spirituali, dallo spettro di nuove epidemie e dalle drammatiche convulsioni di un pianeta che l'uomo ha sfruttato oltre ogni limite.In un contesto tanto apocalittico riuscite a scorgere una luce di speranza per un futuro migliore? E come la musica può contribuire a renderlo più vicino?
    “Andy: la domanda è complicatissima, o meglio la risposta è complicatissima... credo che il mondo cosi com'è non è cosa buona e detto francamente non credo molto nell'intelligenza di chi governa questo pianeta, ma nel mio piccolo cerco quotidianamente di essere positivo e di andare avanti nel modo più dignitoso possibile con la mia studpenda famiglia, la musica ha poteri magici (ma io sono di parte), mi piacerebbe che riuscisse ad avere un tale potere da poter innescare quel messaggio di pace e speranza a tutte le persone che in qualche modo la vivono!”

    Ora vorremmo rivolgere alcune domande a Rick. Ciao Rick, intanto ti rivolgo vivissimi complimenti per il tuo lavoro svolto con i Martiria. Puoi raccontarci qualcosa della tua carriera di cantante dopo il periodo che hai vssuto con i Warlord? Hai registrato altri album da solo o con altre band prima di entrare nei Martiria?
    “Rick: prima di tutto ti ringrazio per i complimenti. Dopo il periodo passato con i Warlord ho suonato in diversi gruppi ed ho mi sono cimentato in differenti stili musicali. Nel 2000 ho iniziato a registrare una serie di CD live di praise & worship con una band chiamata Mt Carmel; l’intera serie si trova in un cofanetto intitolato "Pure Praise-Live Worship" che uscirà nel 2006.”

    Per quale motivo quando cantavi con i Warlord avevi scelto il nickname Damien King? “Quando sono entrato nei Warlord il gruppo già aveva deciso di far assumere ai membri del gruppo dei particolari nickname. Il mio era appunto Damien King III quindi di fatto non l’ho scelto io. Ora non necessito più di utilizzare un nickname e per i Martiria mi presento con il mio nome completo, ossia Richard Martin Anderson.”

    Sei cristiano vero? A quale confessioni appartieni? Sul booklet di “Age Of Teh Return” i tuoi ringraziamenti a Gesù e la soddisfazione per il fatto che questo CD affronti tematiche cristiane sono palesi.
    “Si, sono cristiano. Ho dedicato la mia vita a Gesù Cristo da quando sono entrato nei Warlord. Si tratta di circa vent’anni fa. Io sono un “born again christian baptized believer in Jesus”. Ho iniziato un percorso di missione nella musica cristiana circa 16 anni fa. Ora sono ordinato come Worship Pastor e Elder nella chiesa protestante.”

    I Warlord erano una band cristiana o una band secolare con temi cristiani e un approccio positivo?
    “I Warlord erano una band secolare che affrontava temi profondamente spirituali e cristiani.”

    Come mai hai scelto di cantare con i Martiria? Sei orgoglioso dei pezzi scritti da Andy e dagli altri membri del gruppo?
    “Come dicevo io non mi sono mai fermato ed ho sempre continuato a cantare ogni singola settimana per gli ultimi 16 anni. Sono orgoglioso della musica che i Martiria hanno creato. Io credo che Andy, Maurizio e Derek siano degli ottimi musicisti, pieni di talento, ed è un privilegio per me lavorare con loro. Andy compone musica potente che mi ricorda molto i Warlord e Marco Capelli è un paroliere eccelso.”

    Nell’ultimo album canta anche tua moglie, se non erro. Ritieni di avere una bella vita, una bella famiglia? Qual è il tuo approccio con il cristianesimo e la fede?
    “Non hai modo di ascoltarla per bene nel CD, ma la voce di mia moglie è davvero notevole. Credo che mia moglie Barb sia un dono divino per me. Non potrei essere più felice di così con Dio, la ia famiglia e la mia vita. Credo che Dio sia la ragione della mia felicità. Senza di lui non avrei nulla. Nessun proposito, nessuna speranza. Con Lui io posseggo tutto ciò che potrei desiderare.
    I miei figli sono una benedizione. Due di loro li alleno a calcio e il terzo è un bravissimo danzatore. Nella nostra casa c’è una grande spirito cristiano. Ogni giorno dico a mia moglie e ai miei figli che li amo. Ti incoraggio a fare altrettanto.”


    Ok Rick, saluta pure i fan italiani come preferisci.
    “Ringrazio i Martiria per avermi permesso di essere la loro “voce”; i Martiria sono una grnde band che appartiene a un meraviglioso paese, l’Italia. Spero di venire da voi presto. Che il Signore vi benedica.”



    Intervista raccolta da Bruno Gargano e Leonardo Cammi



    :Altre informazioni::

    Recensioni
  • MARTIRIA: The Age Of The Return



  • ::Design by Vocinelweb.it Free Web Templates::