25/01/2007
METATRONE
Nasce l'era del christian metal italiano
I Metatrone sono in assoluto la prima band cristiana di power prog metal italiano e soprattutto la prima ad aver pubblicato un debut album in due versioni (una in inglese e una in italiano) e di ottima qualità come "The Powerful Hand" e "La mano potente". Di conseguenza quest'intervista con Stefano Calvagna, chitarrista, assume un significato ancor più grande in quanto dà l'avvio a una nuova era per il metal cristiano e per HolySteel. A voi questa chiacchierata decisamente approfondita.
Complimenti per la produzione del vostro CD. I suoni pulitissimi e precisi permettono di ascoltare il lavoro di tutti i musicisti alla perfezione. Come avete lavorato per ottenere questo risultato?
“Assieme agli arrangiamenti, abbiamo prestato molta attenzione a questo aspetto. Abbiamo voluto che ciascun elemento fosse presente nell’impatto complessivo senza sacrificare nessuno strumento. Questo è stato studiato e deciso già in pre-produzione e ovviamente è stato rifinito durante le registrazioni, il mixing e soprattutto il mastering finale.
Abbiamo avuto la grande fortuna di poter lavorare con ottimi ingeneri del suono, da Riccardo Samperi, sound engineer qui alla TRP Music (Tremestieri Etneo, CT) a Jurgen Lusky degli House of Audio a Karlsdorf. Siamo contenti dei risultati ottenuti, anche perchè oggi è diventato molto difficile competere dal punto di vista strettamente tecnico, con così tante releases ben fatte sul mercato!”
Stefano, vuoi descriverci accuratamente il significato più profondo di tutti i testi di “The Powerful Hand”?
“L’apertura del disco, il ‘Veni Creator Spiritus’, è un antico e celebre canto gregoriano in cui si invoca lo Spirito Santo. Abbiamo voluto che fosse il primo brano del disco proprio per questo. ‘The Best Way’ prende spunto e rimanda alla I Lettera di S. Paolo ai Corinzi (12, 13) e indica la via migliore da seguire, cioè Cristo stesso.
‘On In A Million’ è una power - AOR song in cui affermiamo l’importanza dell’uomo come individualità unica ed irripetibile che rivendica, nell’amore, se stesso e la propria unicità in un mondo che tende a massificare ed omologare tutto. E’ una canzone molto positiva.
‘The Song Begins’ punta il dito contro gli errori dell’umanità, una umanità fragile sempre bisognosa del perdono del Padre.
In ‘Free And Forever’ ci rivolgiamo a favore dell’innocenza dei più piccoli e contro quanti la deturpano: è una canzone in cui ripudiamo la pedofilia e ogni sua rappresentazione.
‘The Rock’ è epica proprio come il salmo a cui si ispira, e metal quanto basta per scatenare l’headbanging della platea, te lo assicuro!!!
‘Mirror City Train’ è stata scritta nel periodo più delicato della band e traduce in musica il cambiamento che tutti noi assieme a Davide abbiamo vissuto con la sua scelta di entrare in seminario. E’ la metafora di un viaggio che porta ad un radicale cambio di orizzonti!
‘War Is Pain Again’ è stata scritta per affermare il nostro “no” alla guerra e ad ogni forma di violenza. In un momento storico in cui ormai ci hanno assuefatti all’idea dell’eroe, noi cantiamo di un uomo semplice, troppo debole per dire no, e che altro non pensa se non al suo ritorno a casa, ai giorni felici con la propria famiglia; ma non sarà più l’uomo che era, dopo quanto dolore hanno visto i suoi occhi.
‘The Prince’ parla dei barboni e della loro dignità di figli di Dio. Essi rappresentano scorci di vita a cui a volte non sappiamo dare un senso. In fondo questi nostri fratelli chiedono solo di essere accettati e non giudicati.
‘Not Afraid’ è una positiva AOR song, molto “americaneggiante” sotto questo aspetto, che canta dell’amore e dell’unione sacra del matrimonio, che vede in Cristo l’elemento portante.
L’ ‘Ave Maria’ in chiusura è un omaggio alla Madre di Nostro Signore. Questo è in qualche modo il senso degli 11 brani dell’album.”
A parte Davide, il fondatore del vostro gruppo, che ha deciso di entrare in seminario, c'e' qualcun altro di voi che, da laico, subito dopo di lui ha colto l'occasione per avvicinarsi ad altri movimenti della chiesa cattolica (CL, AC, Rinnovamento, Cammino Neocatecumenale...)... oppure, se non si e' avvicinato da quel momento, ne faceva già parte?
“No, nessuno di noi fa parte di un movimento particolare della Chiesa Cattolica, né lo è mai stato. C’è stato invece un reale avvicinamento di tutti verso la Chiesa in modo semplice: sicuramente siamo tutti insieme in cammino spirituale!”
Da quello che si può capire leggendo la vostra bio, con l'entrata di Davide in seminario c'e' stato un passaggio fondamentale e decisivo per l'evoluzione del vostro gruppo, sia dal punto di vista musicale, che, ovviamente, "umano"...quali sono state le reazioni di chi già vi supportava come normale gruppo "secolare", quelle dei vostri amici e di chi vi era vicino in generale?
“In realtà non ci siamo accorti delle reazioni di quanti ci conoscevano allora come Metafora (il primo monicker della band) perché questi cambiamenti sono avvenuti molto gradualmente e soprattutto perché ci hanno coinvolto in un momento in cui il gruppo si era dedicato quasi completamente all’attività in studio, quindi lontano dal palco e dall’ambiente delle performances live. Gli amici hanno aspettato di vedere cosa stava accadendo alla band, ci hanno comunque sostenuto e oggi sono stati ripagati di tanta fiducia. Grazie per questo!”
La vostra band ha un’impostazione cattolica ma attualmente nel mondo il movimento metal è soprattutto protestante. Secondo voi come mai e cosa conoscete voi del movimento christian metal attuale? Siete in contatto con altre band che divulgano come voi messaggi cristiani?
“Devo dirti la verità. Siamo venuti a conoscenza di questo ricchissimo movimento musicale solo adesso che, inconsapevolmente, ci siamo dentro anche noi. Non avevamo la minima idea di quanto fosse vasto e variopinto, né tanto meno che esistesse da così tanto tempo. La nostra peculiare identità musicale è nata e si è strutturata a prescindere dall’esistenza del cosiddetto “white metal”. Non saprei dirti perchè la componente protestante sia arrivata prima a qualificare e far propri linguaggi espressivi come quello del rock. Ciò di cui sono certo è che anche la Chiesa Cattolica, pur con tempi un po’ più lunghi, sta manifestando una grande apertura verso forme di comunicazione “alternative” per l’ambiente religioso, come la musica rock ed il metal in particolare. La nostra esperienza è davanti agli occhi di tutti a confermarlo!”
Il vostro album è uscito per la Scarlet. Vi state organizzando anche per fare dei concerti? Dove?
“Beh, abbiamo già suonato dal vivo in diverse occasioni, da giugno a ottobre 2006 per la promozione de “La Mano Potente”, che contiene la versione nella nostra lingua di alcuni dei brani presenti in “The Powerful Hand”, e che abbiamo realizzato quasi un anno fa. Sono state esperienze galvanizzanti, soprattutto grazie al calore della gente.
Vedi, per il messaggio che vogliamo trasmettere e per la testimonianza che, col metal, diamo della nostra fede cattolica, il concerto è un momento importantissimo. Pertanto stiamo lavorando per pianificare l’attività live pur essendo appena entrati nella scena musicale internazionale, merito questo di una etichetta come la Scarlet, che sta facendo un lavoro davvero eccezionale per promuovere al meglio il disco e la band. Cercheremo di suonare anche fuori dall’isola e lo faremo appena possibile.”
Domanda scontata (e cattivella) quanto obbligatoria... perché il passaggio dai testi in italiano a quelli in inglese? c'e' stata una precisa scelta di "marketing", a causa del genere che suonate (per antonomasia "anglofono"...), oppure le motivazioni alla base di questa scelta sono state altre?
“In realtà non abbiamo fatto una traduzione. Quando siamo entrati in studio avevamo già pronti tutti i testi, sia in inglese che in italiano. Li abbiamo scritti insieme perché questo rientra nel nostro progetto. Da un lato i brani in inglese per l’uscita discografica ufficiale nonché per la distribuzione mondiale del lavoro, dall’altra la versione in italiano per la diffusione rivolta al mondo ecclesiale. Si tratta di una scelta precisa che risponde esclusivamente ad una esigenza comunicativa. Ecco perché non escludiamo di poter scrivere testi in altre lingue diverse. L’aggiustamento di marketing con l’inglese viene da sé.”
Leggendo la biografia del vostro sito, si legge che questo primo disco e' il tassello iniziale per un progetto avallato dal seminario arcivescovile di Catania, che da esso prende solo lo spunto iniziale... potreste anticiparci quali potrebbero essere i possibili sviluppi, nel futuro, del progetto "Metatrone", almeno quelli che avete in mente voi ora?
“Al momento non ci sono altri possibili sviluppi del progetto che non siano legati alla promozione del disco, ai live, agli incontri con i ragazzi, che chiedono i come e i perché di questa realtà musicale, e come scritto nella bio, alla raccolta di fondi per il sostegno missionario. In futuro vedremo…!”
Chi si è occupato dell’artwork del CD? Qual è il significato dell’illustrazione?
“Il concept è stato pensato e meditato perché fosse chiaro e diretto. Abbiamo realizzato l’artwork insieme e abbiamo seguito con attenzione anche la realizzazione del book. La cover riassume il senso della nostra identità: Cristo ama, accoglie e libera anche gli appassionati di questa musica. Con questo slogan abbiamo presentato il progetto a Catania con l’uscita de “La Mano Potente”. E’ l’incontro tra la nostra passione musicale e la nostra fede. Siamo metallari e ci esprimiamo col cuore!”
Come vi siete formati come musicisti? Avete fatto studi, siete autodidatti…
“Abbiamo cominciato a tutti suonare piuttosto precocemente. Io ho iniziato col pianoforte a 11 anni, ma dopo poco tempo ho deciso di tornare alla chitarra, il mio strumento preferito da quando avevo 7 anni. Poche lezioni, devo dire, e tanto tempo passato a suonare tra garage, pub densi di fumo e feste di piazza. Come vedi, un percorso piuttosto semplice, che però mi ha portato oggi a essere medico e musicista al tempo stesso… ci crederesti? Un percorso simile anche per Davide, che come sai è in seminario per la sua formazione al sacerdozio. Dal punto di vista musicale Tony, Virgilio e Jo sono “gli studiosi” del gruppo, io e Davide autodidatti quasi per professione..!”
Pensate ci sia la possibilità di creare una scena christian metal anche in Italia? Sembra che per qualche strano motivo nella nostra nazione sia più difficile riuscire in questo intento.
“Credo che le premesse ci siano tutte, ma è una cosa che richiede molto tempo. Crediamo anche non possa nascere una vera scena di metal cristiano se si pensa di crearla al di fuori della Chiesa. Bisogna cioè avere pazienza e aspettare, affinché la Chiesa stessa, con i propri tempi, come ho detto prima, comprenda a pieno il significato di un movimento musicale di questo tipo, tipicamente giovanile, e ti assicuro che questo sta già avvenendo. Quindi pensiamo sia solo una questione di tempo.”
Quali sono state le vostre ispirazioni musicali principali... io ho sentito molto dei Queensryche prima maniera ("Operation Mindcrime", "Empire", etc.) nelle vostre influenze, soprattutto nell'impostazione vocale di Jo Lombardo... altri gruppi che vi hanno influenzato?
“Siamo cresciuti col metal di fine anni 80 e di tutto il decennio successivo. Quindi i Queensryche fanno parte a pieno titolo del nostro background. Altri tuoi colleghi hanno trovato nel nostro songwriting molto dei Fates Warning, oltre all’ immediato accostamento con il powermetal tricolore. Credo però che la band sia riuscita a trovare comunque un suo equilibrio personale nell’unione di power metal, prog-metal e AOR. A questi elementi aggiungi la nostra precisa identità tematica e hai ottenuto il mix che ci contraddistingue.”
Domandona: come siete riusciti a convincere un rettore di un seminario arcivescovile a scommettere su questa vostra iniziativa profondamente originale e pionieristica, dato che, al giorno d'oggi, soprattutto per chi e' sempre stato fuori dal metal e dal rock in generale, questi generi vengono automaticamente etichettati come manifestazione della cultura degenerata del mondo, se non anche come manifestazioni filo-sataniche e pagane?
“Bella domanda. E’ stato naturale e sorprendente allo stesso tempo, e a pensarci bene questo dimostra che la Chiesa sa essere aperta alle novità. Ti spiego in breve. Una volta entrato Davide in seminario, abbiamo continuato a lavorare comunque nei fine settimana alla stesura dei brani e dei nuovi testi senza chiederci cosa ne avremmo fatto, ma solo per l’esigenza spirituale di farlo. Abbiamo quindi, quasi spontaneamente, cominciato a condividere col seminario questa vena compositiva, rendendo loro partecipi in qualche modo del cammino artistico del gruppo tanto più che erano loro stessi a chiedere con entusiasmo di questa inusuale unione fra heavy metal e religiosità.
Col tempo la condivisione ha unito i rapporti in modo reciproco. Il rettore e gli altri superiori hanno continuato a seguire costantemente, ma senza nessuna invadenza, il cammino del gruppo, hanno creduto in noi e nel nostro messaggio al punto da proporsi parte integrante con la band del “progetto Metatrone”. Per noi è stata una sorpresa che ci ha lasciato davvero a bocca aperta, segno di grande apertura e disponibilità. Hanno conosciuto a fondo non solo le canzoni, ma soprattutto noi come uomini. Se ci pensi bene, il rettore e tutti in seminario sono pionieristici quanto lo siamo noi. E per questo non finiremo mai di ringraziare Dio.”
Sino ad ora il fatto di proporvi come gruppo cristiano vi ha provocato problemi nell’ambiente metal?
“Abbiamo consapevolezza di essere “alternativi” in qualche modo, sia per il messaggio che diamo sia per l’immagine forte che trasmettiamo. Non so dirti con esattezza come questo possa incidere sul nostro cammino, ma ci aspettiamo di creare fermento, di suscitare interesse, di sollevare interrogativi. Siamo coscienti anche dei rischi potenziali di una scelta artistica e spirituale così radicale. Il disco sta riscuotendo i favori della stampa specializzata e stiamo ricevendo da più parti complimenti e apprezzamenti per il progetto e i contenuti dell’album. Ciononostante le critiche arriveranno e noi siamo pronti ad affrontarle già da adesso. La nostra identità è chiara e non crea equivoci… questo ci ha aiutato finora.”
Quali obiettivi vi ponete di raggiungere nel cammino dei Metatrone?
“Non siamo abituati a fare programmi a lungo termine. Preferiamo affrontare un passo dopo l’altro, ed è con questa filosofia che siamo arrivati a questo bellissimo momento. Cercheremo di portare avanti il progetto con serenità, concretezza e umiltà, dando un seguito a The Powerful Hand, continuando a suonare, in studio e dal vivo, impegnati sul piano missionario così come abbiamo iniziato a fare con questo album, a Dio piacendo.”
A Voi le ultime parole…
“A nome di tutta la band, ti ringrazio, Leo, e ringrazio tutto lo staff di HolySteel.com per questa piacevole conversazione, per l’occasione concessa alla band, nonché per la bella recensione di “The Powerful Hand”. Un saluto a tutti i lettori di HolySteel. Ci vediamo presto dal vivo! Che Dio vi benedica!!!
Intervista raccolta da Giovanni Matera e Leonardo Cammi
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