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    10/07/2006

    NARNIA
    Il cancello si apre

    Sono passati alcuni anni da “The Great Fall” il controverso disco che aveva segnato una svolta stilistica nello stile dei Narnia, band da sempre coinvolta in un metal melodico spesso dal gusto prettamente neoclassico.
    In questi anni i membri della band hanno suonato e partecipato a innumerevoli progetti e band parallele, cominciando da Carljohan, il chitarrista, anche in forza negli americani Saviour Machine e soprattutto il singer e leader del gruppo, Christian Rivel, che ha cantato e sfornato diversi album solo nel 2005.
    E’ proprio con Christian che intratteniamo per Holy Steel un’approfondita chiacchierata su ciò che sono e ciò che sono stati i Narnia, grazie anche al’uscita del nuovissimo e spettacolare album “Enter The Gate”, per conoscere tutti i segreti di questa band e la loro principale mission, dedicata all’evangelizzazione del popolo metal attraverso un sound ed un approccio professionale e melodico.
    Nel corso dell’intervista Christian ci racconterà diversi episodi legati anche alla recente performance come headliner al festival elements Of Rock 2006 ed anche circa la nuova ed imminente uscita dei DivineFire.
    Ricordiamo inoltre che le foto che corredano l'intervista sono state scattate durante l'esibizione dei Narnia al festival Elements Of Rock 2006.
    Il vostro nuovo album, “Enter The Gate”, è finalmente uscito. Molti potrebbero pensare che il numero incredibile di band per cui canti può rappresentare un problema per il tuo gruppo principale (DivineFire, Audiovision, Flagship, Wisdom Call). Io non la penso in questo modo; anzi, noto che le differenti esperienze che hai maturato in questi anni, sia tu che gli altri membri della bad hanno portato numerosi arricchimenti per il vostro sound nel nuovo album, sei d’accordo?
    “Non è un problema il numero dei progetti in cui canto perchè i Narnia sono la mia band principale; dopo ci sono i DivineFire, che sono anch’essi molto importanti per me. L’album uscito sotto il monicker Audiovision è praticamente un mio lavoro solista mentre i Flagship sono un progetto che porto avanti da anni ma nessuno di questi ha più importanza dei Narnia.
    In questi anni ho fatto diverse esperienze in ambito musicale e sperimentato nuovi suoni, nuove melodie. Con il nuovo album dei Narnia siamo tornati al sound diretto, ad un approccio molto metal, che allo stesso tempo incamera molta energia e le influenze delle band e dei progetti in cui siamo stati impegnati un po’ tutti in questi ultimi anni.
    Per me “Enter The Gate” è attualmente il miglior album dei Narnia da moltissimo tempo a questa parte.”


    Parlando ancora un attimo degli altri progetti delle altre band in cui hai cantato possiamo però affermare che il 2005 rimarrà negli annali conme il tuo anno dei record; hai ben quattro album da studio usciti l’anno scosrso in cui canti! I CD dei DivineFire e i due debutti di Audiovision e Flagship…
    “Si, visto in questo modo è senz’altro così. In realtà a molti di questi album lavoro da anni; erano nella mia visione e volevo realizzarli. Il caso ha voluto che uscissero tutti l’anno scorso; per esempio, parlando dei Flagship, abbiamo iniziato a lavorare a quel CD nel 2002 e quello degli Audiovision ha cominciato a formarsi a partire dal 2003.
    L’unica differenza è il songwriting dei DivineFire; con loro tutto è cresciuto molto velocemente ed abbiamo realizzato due album nel 2005. Tutti e due gli album sono usciti in quest’anno e sicuramente per me il 2005 è stato un anno pieni di successi e di traguardi ottenuti. Sono molto felice per tutti questi album ed anche perché hanno aiutato la crescita dei Narnia.
    Io voglio esprimere la mia voce , le mie potenzialità, in vari modi e attualmente sto lavorando molto duramente per il terzo album dei DivineFire, ‘Into A New Dimension’, che sarà pubblicato in settembre in Giappone e spero andremo ancora lì in tour per la seconda volta; la prima esperienza è stata meravigliosa.”


    Se non ricordo male mi dicevi anche che in questo tour avete suonato insieme a musicisti italiani…
    “Si, abbiamo suonato in compagnia di Vision Divine e Skylark. Sono tutti ragazzi in gamba; siamo diventati molto amici dei Vision Divine in particolare con Olaf Thorsen; è stato bello conoscere anche i ragazzi e la cantante degli Skylark.”

    Tornando a parlare di “Enter The Gate” potremmo dire che, dando un’occhiata alle vostre precedenti release e paragonandole a quest’ultima, si potrebbe affermare che il nuovo CD sia il più completo e ricco a livello di stili presentati e di ispirazione in genere, ma anche per il lavoro svolto a livello di produzione, semplicemente splendida. Sei d’accordo?
    “Certo, sono d’accordo. In questo ultimo album siamo riusciti a inserire tutte le nostre esperienze anche perché noi siamo veramente un’ottima band live; dal vivo noi diamo il meglio e esprimiamo moltissima energia dal vivo come tu stesso hai potuto vedere all’Elements Of Rock festival. La stessa energia, lo stesso calore abbiamo cercato di inserirli, di esprimerli nel nuovo album, anche attraverso una cura precisa negli arrangiamenti e nella produzione. Tutti gli elementi anche dei Narnia quando si eprimono on stage escono benissimo in questo disco e arricchiscono il nostro sound.
    Abbiamo cercato di creare un album metal molto potente ma anche melodico, che riesca a coinvolgere anche coloro i quali non sono legati in particolare all’ambiente metal; i Narnia hanno tantissimi fan, sia legati alla scena propriamente heavy metal sia a quella più melodica, quasi pop se vogliamo.
    Credo che questo album ci aprirà molte nuove porte, ci permetterà di raggiungere molti nuovi fan e spero che questa volta avremo l’occasione di venire a suonare in Italia; sarebbe meraviglioso venire a suonare nel tuo paese. Credo che piacerà a molti fan italiani.
    Tornando all’argomento della domanda ti dirò questo: quando abbiamo iniziato, il primo album, “The Awakening2, era decisamente di impostazione neoclassica, stilisticamente vicino ai lavori di Malmsteen; anche il secondo lavoro, “Long Live The King” era similare al primo come stile; nel terzo CD, “Desert Land”, abbiamo meno parti di tastiera e più riff di chitarra, è un disco più diretto e metal, ha pezzi molto classici che ricordano gruppi come Black Sabbath, Rainbow. Il quarto album, “The Great Fall”, è più progressive nel feeling ed anche oscuro se vogliamo , almeno in alcune track. Nel nuovo CD “Enter The Gate” riprediamo tutte le nostre vecchie ispirazioni e le riproponiamo in mondo più fresco ed energico. Questo album ha una sua piena identità in ogni sua parte. E’ un album positivo; il titolo “Enter The Gate” vuol dire che esiste il modo di uscire da questo mondo caotico in cui le persone vivono male interiormente; spero che ascoltando questo disco le persone si sentano meglio, possano recepire il messaggio positivo della canzoni.”


    Parlando ora in particolare dei brani di ‘Enter The Gate’ volevo chiederti qualcosa di più di ‘The Man From Nazareth’, un pezzo oscuro, epico e lungo, differente dal vostro standard compositivo; parlandone non è possibile non citare l’altra vostra lunga suite, ossia ‘The Great Fall Of Man’ del precedente CD.
    “Quando ho scritto questa canzone ho creato pian piano un pezzo epico con grandi parti sinfoniche e Carljohan (chitarra, ndr) ha scritto le lyrics. Io non ho steso il testo, se ne è occupato Carl che ai tempi disse, mentre componeva, che aveva già tutte le parole impresse nella sua mente. Insomma si tratta di un brano spiritualmente molto ispirato. Lui ha scritto questo pezzo con una fortissima ispirazione interiore.
    Quando ho registrato le mie parti per questo brano ho pianto perché ho sentito la forte impronta spirituale che ha ispirato Carl. Questo pezzo ci ha colpito molto dal punto di vista emozionale e spirituale; realmente mostra la ragione per cui i Narnia esistono e perché tutti noi crediamo in Gesù Cristo. Anche il pezzo ‘Long Live The King’ ha un messaggio similare ma il pezzo è decisamente diverso.
    Sono veramente orgoglioso di ‘The Man From Nazareth’.
    Dal punto vista musicale poi abbiamo cercato di rendere il brano il più dinamico possibile, ci sono parti epiche, parti progressive, parti fredde e pesanti. E’ stata un’esperiezna interessante per la nostra band realizzare un pezzo di questo tipo. Non so se ci riproveremo in futuro ma credo che sarà molto difficile riproporre live questa canzone.”


    Anche il primo brano del disco, ‘Into This Game’, è fortemente legato alla figura di Gesù, come del resto forse tutto l’album. A proposito di Gesù Cristo volevo chiederti se hai avuto modo di vedere il film di Gibson ‘The Passion’ e volevo chiederti cosa ne pensi.
    “Adoro quel film. E fatto molto bene e mi piace molto l’approccio simbolico con cui viene affrontato un momento così fondamentale.

    Un’altra song molto importante secondo me nella tracklist di ‘Enter The Gate’ è ‘Show All The World’, un pezzo molto diretto, coinvolgente e melodico che dal vivo si rivela immagino una vera macchina da guerra; sei d’accordo?
    “Si, perfetto. E’ la canzone perfetto per concludere uno show. Quando ho scritto questa canzone ho pensato che sarebbe diventata un hit e che le persone l’avrebbero cantata per molto tempo. E’ un pezzo con un grande feeling; con esso vogliamo dimostrare la potenza della musica e del messaggio cristiano, vogliamo mostrarlo al mondo in un vero heavy metal party.
    L’abbiamo recentemente suonato in Finlandia di fronte ad oltre duemila persone, dopo l’uscita del disco; quando l’abbiamo suonato alla fine tutti erano diventati completamente pazzi. Era come se avessero già sentito la canzone, anche se di fatto l’album era uscito da pochissimo.
    Credo proprio che questo pezzo resterà nel set list dei Narnia per molti molti molti anni!”


    A chi fate invece riferimento con ‘People Of The Bloodred Cross’? Chi sono queste persone?
    “Anche questa song sta diventando molto popolare. La nostra label, la Massacre, ha voluto utilizzare questa canzone nel sampler utilizzato per presentato i nuovi lavori in uscita.
    E’ un altro pezzo molto diretto e la struttura è molto veloce e pesante; con questa canzone vogliamo la nostra fratellanza con tutti i cristiani di tutto il mondo. E’ difficile ma noi tutti siamo le “persone della croce rossosangue”; ci sono molti pericoli in questo mondo ma noi vogliamo richiamare quella che sarà la vittoria finale. Con questo pezzo volio dimostrare di essere orgoglioso di ergermi per il mio credo, per i miei principi, di lottare per questi.
    Anche questa canzone diventerà un anthem per diversi anni per la nostra band.
    So che molti nostri fan che amano particolarmente “Long Live The King”, la nostra seconda release, fanno dei riferimenti precisi con “Enter The Gate”. Anche questo album ha canzoni molto forti e ‘People Of The Bloodred Cross’ è una di queste; è uno dei miei pezzi preferiti del disco, anche se la mia preferita in assoluto è ‘Another World’.”


    Ma è un pezzo dedicato a tutti i cristiani del mondo?
    “Quel che voglio esprimere in questa canzone è che quando attraversiamo momenti difficili siamo uniti in una fede, quella che unisce tutti noi cristiani; la canzone mostra l’identità comune in Gesù Cristo.”

    Ma questo quindi vale per tutti i cristiani, senza distinzione di confessione giusto?
    “Certo.”

    Ti faccio questa domanda perché alcuni cristiani tendono a far delle differenze fra una confessione e l’altra così volevo sapere se questa canzone era dedicata atutti i cristiani e non a quelli di una particolare confessione.
    “Si, per me è dedicata a tutti i cristiani, non importa se cattolici o luterani o altro; ciò che importa è che tutti abbiano nel cuore Gesù Cristo e quello che ha fatto.
    Ho avuto modo di parlare di argomenti simili proprio con Olaf Thorsen che mi diceva ad esempio di credere negli angeli. Per me ciò che importa è ciò che ci unisce, la fede in Gesù Cristo.”


    Tu, in particolare, a che confessione appartieni?
    “Sono protestante, appartengono a una chiesa battista libera in Stoccolma che è legata a un movimento molto carismatico. Io credo nella fede, credo nei miracoli, niente è impossibile per Gesù Cristo; credo in Lui per ogni cosa.
    Ad esempio nella canzone ‘Living Water’, se hai presente canto “I bleed You Spirit”; questa canzone identifica questo concetto.
    La musica è un meravigioso dono che Dio mi ha dato per esprimermi.”


    Anche gli altri membri della band…
    “Si, anche tutti gli altri membri della band appartengono a questa chiesa battista libera in Svezia.”

    Parlando ancora dei temi che hai trattato nelle tue canzoni, c’è un pezzo del vostro secondo album, ‘The Mission’, che parla di un uomo in missione per conto di Dio. Sei tu quell’uomo? Ti consideri come un missionario che opera con la musica?
    “Si, noi nei Narnia abbiamo la missione di andare nel mondo e parlare di Gesù e questa è la cosa veramente più importante per la nostra band. E oggi questa missione è ancora più importante di prima perché vediamo che le nuove generazioni, i giovani d’oggi, vivono così male, soffrono, sono in pericolo.
    La musica, la missione dei Narnia, è quella di avvicinare le persone a Gesù. Noi non possiamo forzare le persone a credere ma facciamo del nostro meglio e quando le persone vengono a un nostro concerto cerchiamo di trasmettere l’atmosfera positiva della nostra fede in Dio.
    E’ un’esperienza divina essere nei Narnia; per noi ogni concerto è come una funzione, un momento in cui cerchiamo di dare il nostro meglio per avvicinare le persone alla fede. Per me è importante che al centro dell’attenzione ci sia Dio nei nostri concerti non io o altri della band.
    Hai presente al concerto che abbiamo fatto all’Elements Of Rock? Mentre suonavamo ‘Long Live The King’ le persone urlavano con noi il coro della canzone e questo era meraviglioso, una lode non ai Narnia ma a Dio. Vedere così tante persone così tanti giovani che cantavano di amare Gesù Cristo era bellissimo.”


    Un’altra domanda legata alla tua fede: avendo così tanti impegni e così tanti gruppi riesci a recarti alla tua Chiesa tutti i fine settimana?
    “E’ veramente difficile riuscirci tutte le singole settimane ma io ci provo sempre per quello posso; in ogni caso io sono sempre in stretto contatto con il mio pastore così anche se per un certo periodo non posso andarci capita anche di restare in contatto telefonico. Il pastore della nostra Chiesa è veramente carismatico e ci unisce molto la sua parola.
    Inoltre nella band spesso ci troviamo a pregare insieme utilizzando molto del nostro tempo. Per me la cosa più importante non è se vai tutte le domeniche in Chiesa ma se hai una viva relazione con Gesù Cristo ogni giorno.”


    E’ molto bello e molto importante ciò che hai detto sino ad ora sulla missione dei Narnia e su ciò in cui credete come gruppo, vivendo così fortemente la vostra fede. Ma proprio per questo motivo, visto che siete musicisti qual è la tua valutazione di band come i Marduk, quindi soprattutto nel black metal, che dicono cose terribili sia nei testi delle loro canzoni che dal vivo sui palchi di tutto il mondo?
    “Eh…. (sospiro) Quando mi viene posta questa domanda quel che dico, Leonardo, è che alla fine noi possiamo soltanto lottare per quel che facciamo nella nostra vita, per il nostro credo, per quello che abbiamo fatto nella nostra vita, per il frutto della nostra vita.
    Molti mi chiedono che cosa penso di quelle band e se è possibile che i Narnia possano suonare insieme a queste band. La mia risposta è si, nessun problema, perché alla fine voglio incontrare chiunque con rispetto.
    Certo, è veramente triste che loro abbiano scelto la parte oscura e che siano soddisfatti di ciò, mo io non posso forzarli a cambiare idea.
    Ma loro sono liberi, hanno la loro volontà completamente libera.
    Io credo in Gesù per mia scelta, seguendo la mia libera volontà e allo stesso modo posso solo parlare di ciò in cui credo.
    Quando mi si chiede di altre band soprattutto di questo tipo… sono spiacente, non posso dir loro quello che devono o non devono fare, posso solo portare avanti il mio messaggio.”


    Infatti nella vostra carriera e sempre avete suonato e suonerete in festival con molti gruppi secolari. Avete mai avuto problemi con band di questo tipo, soprattutto sataniche?
    “Si, abbiamo incontrato alcuni problemi nel passato, ma non cose gravissime. Loro rispettano comunque quel che facciamo come musicisti. Ti dirò anche che alcune volte siamo stati un po’ preoccupati, ma quando abbiamo anche conosciuti gruppi come quelli a cui fai riferimenti in realtà erano incuriositi circa la nostra fede e la nostra missione e non minacciosi come si potrebbe pensare.
    Con i Narnia vogliamo raggiungere tutti, il numero più grande di persone possibile, non solo la scena cristiana a cui ovviamente teniamo moltissimo. Inoltre la scena cristiana per ora è ancora piccola, noi vogliamo che cresca ma ora dobbiamo raggiungere con il messaggio cristiano quante più persone sia possibile.
    Quest’estate suoneremo dal vivo in festival con Helloween, Mahyem e Hammerfall. Credo che sarà una grossa occasione per i Narnia.
    Noi cercheremo sempre di essere noi stessi, di presentarci con la nostra personalità e le nostre idee.”


    Parlando ora un attimo del concerto che avete fatto recentemente in Svizzera, al festival di metal cristiano Elements Of Rock. E stato incredibile vedere la passione che avete dimostrato sul palco. Cosa ricordi in particolare di quella performance?
    “Ricordo la folla meravigliosa e il feeling e quando eravamo nell’area backstage ci rendevamo conto del fatto che Dio era lì con noi, più che mai. Lì in Svizzera c’erano persone da tutta Europa.
    Sul palco ognuno di noi dà il il meglio di sè suonare dal vivo è il massimo, mettiamo tutta la nostra passione nei concerti; siamo dei musicisti molto professionali e per noi avere una comunicazione con il pubblico è essenziale durante i concerti.
    Noi lavoriamo duro per ottenere il massimo nelle performance live e per renderle al meglio. E se devo essere onesto credo che la nostra band sia una delle migliori nei concerti nell’ambito del metal melodico per il duro lavoro che facciamo, per la professionalità che dimostriamo e per il rapporto che riusciamo a creare con il pubblico.
    Molti gruppi possono a scrivere e comporre un bell’album senza poi riuscire a dare le stesse emozioni sul palco. Per me una band deve dimostrare di essere professionale dal vivo e dare il massimo.
    Io considero i concerti come delle partite di calcio; ritengo che le persone hanno viaggiato spesso anche molto per vederci dal vivo quindi noi ci dobbiamo sempre impegnare al massimo delle nostre possibilità per proporre un concerto che sia il meglio per noi, che ci impegni al 100%.
    Lo show che abbiamo fatto in Svizzera è stato il massimo come quello che abbiamo fatto poco dopo con i Sonata Arctica.
    E’ meraviglioso parlare con i fan. In particolare la cosa che mi ha colpito di più all’Elements Of Rock è stato un uomo che mi ha raggiunto dopo lo show e mi ha detto: “Christian, voi siete la ragione per cui mi sono avvicinato a Gesù Cristo. I Narnia mi hanno fatto da tramite per raggiungere Gesù Cristo”.
    Incredibile ascoltare questo; per me è stata la cosa migliore che potessi sentire, assolutamente.
    Abbiamo poi ricevuto tante meravigliose mail per quella performance. Se avremo l’occasione di suonare dal vivo in Italia vedrai che otterremo lo stesso risultato.”


    Sarò sicuramente ancora nelle prime posizioni a seguire il concerto.
    “Sarebbe veramente il massimo riuscire a suonare in Italia insieme ai Vision Divine; considero che questo connubio sarebbe veramente notevole. Ritengo siano una grande band ed apprezzo molto il loro ultimo album, ‘The Perfect Machine’.”

    L’unico problema che è saltato fuori è stato con i microfoni…
    “Già… devi sapere che usualmente io utilizzo solo i miei microfoni; i tecnici del festival mi avevano assicurato che i loro microfoni erano ottimi ma in realtà c’erano stati problemi anche con lo show della serata precedente con Rob Rock.
    Purtroppo i microfoni erano tutt’altro che ottimi, erano probabilmente rotti e ogni tanto smettevano di funzionare.
    Ti assicuro che ho utilizzato tutta la pazienza di cui disponevo ma ad un certo punto per un paio di minuti mi sono veramente arrabbiato perché era frustrante. Grazie al cielo Dio mi ha concesso la pazienza di condurre comunque in porto un ottimo show. Comunque queste sono cose che possono capitare durante un concerto.”


    In ogni caso si è trattato di un episodio secondario; ciò che conta è stata la passione che avete trasmesso al pubblico dal palco.
    “Nel prossimo album dei DivineFire ci sarà proprio un pezzo che parla proprio di questo e s’intitola ‘Passion And Fire’.”

    Un particolare simpatico che ricordo del vostro show è stata la personalissima presentazione fatta da Carljohan, il vostro chitarrista che una volta citato ha improvvisato un pezzettino di brutal death con chitarra e growl cavernoso. E’ stato molto simpatico in questo… ma onestamente, qual è la tua opinione in particolare circa il metal estremo e il growl?
    “Ho realizzato un paio di pezzi con inserti di quel tipo. Ci sono molte persone che amano questo genere e questo stile di cantato; non è il mio preferito ovviamente, io sono orientato sulla musica melodica ma non c’è nulla di male se il death piace. Io ritengo, per me, che alcune parti di growl, in determinate canzoni, possano anche dare ottimi risultati e li ho anche usati, ad esempio con i DivineFire. In questa band c’è Jani Stefanovic (chitarrista, ndr) che arriva dalla scena estrema ed insieme abbiamo trovato una sintesi delle nostri radici.”

    Tornando a parlare di “Enter The Gate” mi puoi spiegare come di solito procedete nel suddividere il lavoro nella stesura dei testi e nella composizione della musica?
    “Generalmente prima arrivano le composizioni di Carljohan; lui mi manda le parti musicali ed io le ascolto moltissime volte; inizio a scrivere solo quando percepisco il feeling di questi brani e quindi le parole arrivano velocemente. Spesso prego anche molto Dio affinché mi ispiri i testi migliori e per poter esprimere al massimo la mia volontà nelle canzoni.
    Questo è generalmente il modo in cui lavoriamo. L’anno scorso in questo senso è stato meraviglioso per me perché Dio mi ha ispirato molto e praticamente ho iniziato a scrivere testi su testi su testi su testi… senza mai fermarmi. E’ stato meraviglioso.
    A livello di identità io mi riconosco molto in re Davide, che come si può leggere nella Bibbia scrisse molto. Io scrivo canzoni di preghiera, inni, pezzi che parlano di momenti difficili. Credo che le persone possano identificarsi con i miei testi perchè sono semplice, nulla di complesso; io non sono un uomo complicato e voglio che i messaggi delle mie canzoni siano positivi ed immediati, non di difficile comprensione e poi che facciano parte di un bel pezzo di heavy metal music. Questo è Christian Rivel e credo che tu possa capire tutto ciò nelle mie canzoni.”


    Il monicker della vostra band è Narnia ed avete sempre (seppur realizzato in modi diversi) sulle vostre copertina Aslan, il personaggio principale della saga fantasy cristiana di Narnia, ma l’unico pezzo con liriche totalmente ispirato a questi pezzi è ‘The Witch And The Lion’ dall’album “Desert Land” e poi c’è anche uno strumentale intitolato ‘The Return Of Aslan’ nel CD “Long Live The King”. Perché avete scelto la saga fantasy cristiana di C. S. Lewis per il monicker e come mai, stranamente, avete scritto solo due pezzi sino ad ora, ispirati a questa saga? Ultima parte della domanda: in futuro leggeremo ed ascolteremo mai, realizzato da voi, un concept album ispirato alla saga di Narnia?
    “No, non credo che realizzeremo mai tutto ciò.
    Quando abbiamo scritto ‘The Witch And The Lion’ era proprio nostro intento dedicare un brano alla saga di Narnia e ascoltando il brano pensavo che avrebbe potuto rappresentare al meglio la lotta titanica che investe il leone e la strega. E’ un pezzo nato in modo molto naturale come pure la composizione di ‘The Return Of Aslan’.
    Rispetto alla saga di Narnia a noi interessa soprattutto l’aspetto simbolico, il messaggio cristiano. Può darsi che in futuro scriveremo ancora una canzone ispirata al ciclo di Narnia ma può anche darsi che non avvenga, chi può saperlo… ahahah”


    A parte il ciclo di Narnia conosci C. S. Lewis anche per gli altri suoi libri, come ad esempio la saga di fantasy cristiana di “Perelandra” o i suoi saggi di teologia?
    “Si, ho acquistato e conosco alcuni suoi libri di teologia. Ultimamente però non leggo molto. La musica risucchia completamente tutto il mio tempo e le mie energie.”

    Hai visto il film della Disney ispirato al secondo libro della saga di Narnia? Che ne pensi?
    “Mi piace parecchio e spero che facciano molti altri film ispirati agli altri libri della saga. Sono rimasto molto impressionato dall’attrice che impersonifica la Strega ma anche da Aslan, che mi ha colpito molto positivamente.
    Quando ho ricevuto la visione per i Narnia ero molto legato a quest’idea ad esempio di Aslan, così freddo ma allo stesso tempo delicato, imprevisto.
    E’ anche il modo in cui vedo la musica e il modo in cui la realizzo.
    Anche la lotta fra il bene e il male viene realizzata con una forza tremenda e la stessa energia doveva esserci nella nostra musica. Tutte le persone, nel mondo combattono questa lotta quotidianamente.
    Sono molto felice dell’uscita di questo film, che viene presentato proprio qualche tempo prima del nostro nuovo album!”


    Una curiosità: nella suite ‘The Great Fall Of Man’, pezzo presente sul CD che porta lo stesso titolo avete come ospite alla voce il grandissimo contante dei Saviour Machine, Eric Clayton. Cosa puoi dirci di quest’uomo così particolare? Sembra così misterioso…
    “Non sono la persona giusta per parlarne, ma senz’altro Carljohan, visto che suona la chitarra nella sua band. Per me lui non è per nulla misterioso o qualcosa di simile; forse è soprattutto la sua immagine come artista che può renderlo tale. Per me è solo un grande artista con cui abbiamo suonato un grandissimo show in Messico.”

    Un live in Messico di Narnia e Saviour Machine? Caspita, spero di vederlo anch’io prima o poi un concerto del genere!!
    “Ah, ah, grazie! Abbiamo suonato insieme anche in Germania un paio d’anni fa. Poi abbiamo anche fatto uno show come Narnia in Svezia; in questo concerto Eric è salito sul palco ed ha cantato con me la canzone ‘The Great Fall Of Man. Questa è l’unica, la sola performance live che sia stata mai eseguita di questo brano. Poi io ho ricambiato il favore cantando la canzone ‘Jesus Christ’ dei Saviour Machine insieme a Eric Clayton.”

    Ah! E avete registrato il tutto? C’è una traccia che diventerà DVD di questo episodio?
    “No, ne ho una copia sola per la mia privata collezione, ahahah. No, in realtà per quanto riguarda il pezzo dei Saviour Machine sarebbe anche più difficile visto che eravamo in una piccola chiesa qui in Svezia; Eric e Carljhoan stavano lavorando al quarto album dei Saviour.”

    Tornando a parlare del vostro nuovo album sottolineo come i primi quattro CD siano usciti per Nuclear Blast mentre l’ultimo lavoro è uscito per la Massacre. Come mai avete fatto questo cambiamento?
    “Le persone che hanno lavorato duramente per i Narnia dei primi quattro album non sono più nella Nuclear Blast ed anche per questo siamo passati alla Massacre. Inoltre abbiamo iniziato molto bene il nostro lavoro con loro perché hanno realizzato il nostro primo DVD e lo stanno promuovendo veramente bene. Il nostro promoter, Rhino, è molto soddisfatto della cooperazione con la Massacre. Inoltre abbiamo anche una nuova label in Giappone che ci sta supportando come si deve.”

    Cosa ci puoi raccontare della tua carriera prima dei Narnia? Hai sempre cantato christian metal oppure prima eri singer in gruppi secolari? Puoi ricordarci in quali band hai cantto nel passato?
    “La mia prima band l’ho formata nel 1987; ci chiamavamo Seven Seas e con loro ho registrato due demo. Poi sono entrato nei Venture con cui ho registrato la mia prima release professionale nel 1988 anche se realizzata come demo. Poi ho fatto parte della band Trinity con cui ho registrato una demo intitolata “Soldiers Of Freedom” che divenne molto popolare qui in Svezia dove riuscimmo ad ottenere anche dei passaggi alla radio; raggiungemmo il primo posto in classifica per 24 settimane di seguito in una radio nella nostra nazione.
    Dopo ancora ho fondato una band chiamata Borderline con cui ho registrato due singoli; molte canzoni dei Borderline compaiono anche nel primo album dei Narnia, anche se le riscrivemmo in parte; ti cito ad esempio ‘No More Shadows From The Past’, ‘Heavenly Love’, ‘Touched From You’, ‘Time Of Changes’.
    Dopo il periodo dei Borderline fondai con mio fratello la band Modest Attraction con cui realizzammo due studio album e un MCD; anche Carljohan ha fatto parte di questa band, nella sua ultima line-up. Poi abbiamo sciolto questo gruppo e ci siamo dedicati completamente ai Narnia. Come vedi ho cantato in molti gruppi, ahah…”


    In effetti hai avuto molte esperienze professionali prima di arrivare ai Narnia.
    “Si, ho fondato la mia prima band vent’anni fa e il mio primo concerto è stato fatto nell’8 novembre del 1987.”

    Possiamo concludere quest’intervista con un tuo commento ad ognuna delle release finora rilasciate dai Narnia?
    “Certo. Il primo album, “Awakening”, è un solido hard rock album che ci ha aperto molte porte.
    “Long Live The King” è il mio album preferito dopo “Enter The Gate” e credo che ognuna delle canzoni presenti in questo album rifletta ciò per cui lottano e si impegnano i Narnia.
    “Desert Land”… adoro la canzone ‘Trapped In This Age’ che è mia preferita; quando è uscito questo CD stavo attraversando un brutto periodo della vita e così mi sentivo veramente in una “terra deserta”.
    “The Great Fall” è stato molto interessante come lavoro perché abbiamo allargato le nostre influenze a nuove idee che abbiamo raccolto dalle nostre molteplici collaborazioni.
    “Enter The Gate” è assolutamente il mio album preferito dei Narnia perché finalmente ho raggiunto un livello che volevo per la mi alinea vocale, legata la passato ma anche ricca di nuove esperienze. Inoltre ritengo che sia un album con tantissime canzoni veramente valide.”



    Intervista raccolta da Leonardo Cammi



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