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    25/06/2007

    NEFESH
    Varietà compositiva estrema al servizio di Dio

    Autori di un ottimo DemoCD di lunga durata gli anconetani Nefesh sono una realtà di gran ripsetto per la scena christian metal italiana, in quanto autori di un progressive death metal molto variegato e complesso che sfugge a una definizione di genere precisa. Ci parla della propria band il chitarrista Melchisedek.

    Prima di tutto è veramente curioso notare come nel vostro primo DemoCD abbiate inserito tantissime influenze e generi diversi... questo mix di differenze idee e pulsioni musicali è naturale o voluto?
    ”Prima di tutto vorrei ringraziarvi per lo spazio dedicatoci. Questo era doveroso dirlo.
    Mentre, per quanto riguarda la domanda, senza dubbio questo mix non è affatto voluto ma naturale. Abbiamo dato spazio alla nostra musica, ci siamo lasciati trasportare sino in fondo dove il nostro istinto musicale ci portava senza avere troppe remore. Non abbiamo pensato: “Allora noi siamo una band thrash quindi bisogna che componiamo dei pezzi in questo genere”, ma ci siamo messi a suonare insieme senza darci barriere, senza il problema di dire che qualcosa che facevamo “non era parte del nostro genere”. Il risultato l’ hai sentito anche tu: una poliedricità e un minutaggio estremi! Non dico che ciò sia positivo perché come hai detto anche tu è un lavoro sicuramente non diretto e che rimane difficile da apprezzare soprattutto in un periodo e una società come la nostra che non educa sicuramente all’ascolto… ma questo era quanto sentivamo di esprimere e ci fa veramente molto piacere che comunque ci sia qualcuno che apprezza. Diciamo che in definitiva è stato un modo per cercare di dare ogni volta l’atmosfera alle parole che venivano dette nei testi.”


    Per scegliere una definizione che possa inquadrarvi il meglio possibile ho scelto "progressive death metal"; sei d'accordo?
    ”Mah…non saprei che dirti, come è scritto nel nostro sito, non saprei proprio come catalogarci… è un problema che non mi sono mai posto… le etichette non mi piacciono proprio… ma se ti va di dire che siamo “progressive death metal” non ci sono problemi… fai pure. Anche perché io aspettavo le recensioni per vedere come ci catalogavano! E se ti fa piacere posso dirti che non sei il primo che ci definisce così.”

    A proposito di influenze... quali sono le vostre, per aver partorito un sound così complesso e ricercato?
    ”Le nostre influenze sono veramente svariate. Io studio in conservatorio e suono la chitarra elettrica da anni, Stephenbye studia pianoforte classico, composizione e musica moderna (quest’ultima al CPM a Milano); Exsen suona da diversi anni svariando dal metal al jazz, ha suonato per anni anche il contrabbasso studiando musica classica; Prince ha studiato per anni batteria con un’insegnante diplomato in conservatorio e da cui ha imparato a suonare di tutto (e suona anche nella banda della sua città); infine Budda è un cantante con grandissime potenzialità che si adatta bene a molte situazioni… come avevi intuito è un bel mix di esperienze diverse!”

    I testi dei vostri brani si inseriscono senz'ombra di dubbio in un filone vicino al christian metal di band come Boarders e Metatrone, che anche in Italia stanno cominciando ad uscire finalmente alla scoperta. Come vivete il vostro cristianesimo in musica?
    ”Anche quello in modo “naturale” e non del tutto “voluto”. E’ capitato che in questi quattro pezzi le tematiche siano state influenzate dalla tematica cristiana, ma non parliamo solo di quello nei nostri testi diamo spazio a molte altre tematiche soprattutto esistenziali... si, definirei il nostro metal un metal esistenziale…”

    Quali sono i messaggi delle quattro canzoni che presentate in "Nefesh"?
    ”I messaggi sono un po’ diversi fra loro…in ‘Act Of Contrition’ si parla di una persona che cerca di vivere la propria fede in un modo non bigotto, in un modo più profondo e inevitabilmente problematico. Questo personaggio si accorge della grande difficoltà di rimanere vicino a Dio nella vita di tutti i giorni, nelle cose più semplici e si sente in crisi con Dio stesso. E’ come una confessione che viene fatta direttamente al Signore, carica di preoccupazione e rabbia. ‘Keriot ’s Cry’ è più complessa, anche da un punto di vista di struttura del testo. Qui si parla del tradimento e della morte di Giuda. Guardando il tutto da un punto di vista più umano che divino, è come l’aver tentato un viaggio all’interno dell’anima di Giuda. Ovviamente nel modo in cui solo la musica può fare… non è una canzone da prendere come una rivelazione! Poi c’è “Dream” in cui cerchiamo di descrivere un sogno-incubo: il protagonista una notte sogna la passione di Cristo in cui riesce sentire anche tutti gli stati d’animo e le emozioni che aleggiano nell’aria, (come solo nei sogni può succedere), e noi abbiamo cercato di dare un’atmosfera a quella sensazione…”


    Sono rimasto colpito in particolare da 'Son Of Life', che unisce una prima parte molto dolce e cantata in italiano, ad un secondo momento molto più aggressivo ed estremo. Come nasce questo brano? La copertina del DemoCD non so perché ma mi sembra collegata a questo pezzo. Sbaglio?
    ”Questo è un pezzo a cui non ho ancora messo la parola “fine”, per me significa molto poiché parla di un mio carissimo amico morto qualche anno fa e con questo pezzo cerco di esprimere la sofferenza, la tristezza, la rabbia che ha generato in me questo evento improvviso. Pensa che la maggior parte delle parole sono state scritte pochi giorni dopo l’accaduto, e sono molto cariche di pathos… la copertina è bello lasciarla alla interpretazione di ognuno… ”

    Se non erro siete anconetani. Come vi trovate con il vostro sound nella vostra zona? Avete possibilità di suonare dal vivo? Vi proponete come band di christian metal?
    ”Non ci proponiamo come christian metal perché anche quella sarebbe un’etichetta e la vedo più come un motivo di allontanamento dalle persone più che di avvicinamento (oltre al fatto che non mi piace che i contenuti di alcuni testi vadano a definire il tipo di musica che facciamo). Noi parliamo anche di Dio e questo è innegabile ma mi sembra che il presentarsi come christan metal porti più ad un allontanare quelle persone che non hanno questo modo di vedere le cose e a me non va che la musica divida, voglio che unisca. Anche perché quelle persone che si allontanano perché sentono “christian” sono quelle a cui voglio arrivare di più…
    Nella nostra zona non ci sono tante possibilità di suonare ma faremo di tutto per sfruttare al meglio quelle poche che ci sono… ”

    Come siete messi rispetto alla scena christian metal nazionale ed internazionale? Avete contatti con altre band simili a voi per "messaggio"?
    ”Sinceramente no. Anche perché non abbiamo affatto un giro nazionale e internazionale… magari un giorno… ”


    Approposito di "messaggio"... come vi ritenete nel proporre messaggi così profondi e infusi di fede cristiana?
    ”Ci riteniamo come qualsiasi persona che voglia condividere con qualche canzone ciò che ha trovato di bello e positivo per lui e per chi gli sta intorno… e ci poniamo con grande umiltà.”


    Tornando alla musica proposta sono rimasto colpito anche dai suoni molto buoni che avete ottenuto nonostante l'autoproduzione. Come avete lavorato per riuscire in tale intento? Suoni della batteria a parte, non sempre cristallini....
    ”Abbiamo registrato con Alessandro Castriota ,in una cittadina vicino alla nostra, facendo molta attenzione prima di tutto ai suoni che uscivano dai nostri amplificatori… per quanto riguarda il mixaggio finale potevamo fare sicuramente di meglio ma avevamo già speso più di quanto pensavamo così abbiamo dovuto tagliare… il problema sono sempre i soldi! ”

    Dopo questo primo "Nefesh" che progetti avete? Ci sarà la possiblità di vedere quest'anno l'uscita di un album ufficiale? Avete contattato gli organizzatori di festival, cristiani o secolari?
    ”Allora i progetti ora sono di suonare, suonare e suonare. La probabilità di fare un album ufficiale quest’anno la escluderei a priori perché vorremo girare il più possibile con questo DemoCD nella speranza che nel giro di qualche anno il nostro lavoro interessi qualcuno… per quanto riguarda il contattare festival in genere per ora siamo in alto mare, se ci vuoi dare una mano sei veramente il benvenuto!”


    Nella band siete tutti cristiani? Cattolici? Come vivete la vostra fede al di fuori della vostra musica?
    ”Si, siamo tutti cristiani cattolici, come la maggior parte degli italiani, ma ognuno di noi ha un’esperienza diversa di fede più o meno profonda, più o meno alla ricerca, non siamo tutti credenti praticanti. Quelli che hanno sentito il bisogno di approfondire di più il lato spirituale siamo io e Stephenbye (tastierista) gli altri in un certo senso ci seguono… il progetto che ci unisce è comunque la nostra musica più che i nostri testi…
    Per quanto riguarda il come vivere la fede al di fuori della musica ti posso rispondere solo per me. Mi faccio sempre degli esami di coscienza sui miei comportamenti ma soprattutto sulle intenzioni che animano il mio cuore; e la cosa, come puoi intuire, risulta sempre molto complessa e critica. Il mio rapporto con Dio non è un rapporto tranquillo e statico, è abbastanza tormentato, sempre in ricerca.
    Non posso fermarmi a ciò che sono arrivato ieri perché l’oggi mi pone dinnanzi ad altre situazioni che richiedono una nuova ricerca e un nuovo modo di viverle… diciamo che la mia è una continua ricerca di Dio, un continuo cercare di riconvertirsi… ”


    Per concludere lasciate pure un messaggio ai lettori di Holysteel!
    ”Auguro a tutti una buona vita nell’autenticità delle proprie scelte… ascoltate buona musica!! Ciao a tutti e grazie per la pazienza!”






    Intervista raccolta da Leonardo Cammi



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