21/02/2007
ROSE ROVINE E AMANTI
Roma Aeterna
È fatto degno di nota dover constatare che uno dei gruppi italiani neofolk di maggior successo e conosciuto in ambito europeo sia cristiano.
Il gruppo capitolino dei Rose Rovine e Amanti, guidato e formato praticamente dal solo Damiano Mercuri, tra vari concerti in Germania e in Inghilterra ci soprende con l’ottimo album su CD intitolato “Rituale Romanum” che segue l’ottima prova del precedente “Grain”, uscito in collaborazione col gruppo teutonico e “pagano” dei Belborn .
Il messaggio cristiano, da quel che trapela dall’intervista che segue, non è un semplice “pre-testo” per far musica ma uno strumento d’amore per una “nuova evangelizzazione”.
Raccontaci com'è nata l'idea di formare il gruppo RRe A......
“Ho sempre suonato in gruppi musicali, e non ho mai perso la mia passione per la musica underground dark, ma con il precedente gruppo eravamo alle soglie di una produzione con etichetta piuttosto seria: il tutto è sfumato per l’inettitudine dei musicisti. Da lì ho deciso che non avrei mai più perso tempo con altre persone e ho creato un progetto solista quale RR&A che inizialmente doveva essere solo musica composta per diletto. ”
Quali sono state le tue esperienze musicali precedenti?
“Molte… volevo suonare come Jimmy Page così iniziai a prendere lezioni di chitarra classica, poi scoperte le sue possibilità ho proseguito gli studi entrando e diplomandomi al Conservatorio di Musica di S. Cecilia. Ho sempre suonato in gruppi… un po’ di tutto ma mai reggae music.”
Quali gruppi, musicisti/compositori hanno influenzato il tuo modo di comporre?
“Principalmente David Bowie. Questo artista ti offre una discografia così varia che vi puoi ritrovare il progressive anni ’70, il glam di qualità, sperimentazioni elettroniche, ottimo pop rock, addirittura soul-dance americana… amo la teatralità del suo modo di comporre: per me la musica è colonna sonora, l’associo sempre a delle immagini che costruisco nella mia fantasia. Non ho mai considerato la musica come suono puro, ma sempre come uno dei tanti ingredienti per creare esaltazioni emotive. Anche se faccio neofolk credo che nella mia musica l’elemento teatrale sia evidente.”
Dicci qualcosa riguardo la tua esperienza di docente e di concertista di chitarra classica...
“Beh, sono fortunato: faccio un lavoro che amo. Insegnare musica è ottimo e io amo farlo. Ho avuto come guida Carlo Carfagna, uno dei più grandi chitarristi italiani, e uno dei più grandi didatti della chitarra. Non solo mi ha insegnato la musica, ma anche ad insegnarla.
Oggi vedo però una spaventosa mancanza di spiritualità nell’approccio e nelle proposte musicali: lasciami spiegare: mi colpì enormemente quando Lorenzo Tozzi (mio insegnate di storia della musica) disse in classe durante una lezione: … sussultai quasi! Spirito! Oggigiorno una parola tabu! Eppure è vero, per quanto la musica possa essere d’intrattenimento e le leggera deve pur sempre toccare delle corde dello spirito.
Non parliamo se ti devi confrontare con grandi compositori. Chiunque senta l’irrinunciabile esigenza di comporre qualcosa deve avere nello spirito una spinta. L’insegnamento di oggi spesso si riduce alla corretta esecuzione di note, ma la musica non è note. Inoltre i ragazzi che si avvicinano alla musica hanno una ignoranza indicibile: non conoscono neanche il nome del loro gruppo preferito, perché il loro gruppo preferito altro non è che la musica di una pubblicità di cellulari!
A livello concertistico trovo l’ambiente squallido: al di là dei pochi soldi, ci sono due problemi enormi: gli eventi non sono adeguatamente pubblicizzati e contestualizzati, con grande spreco di soldi pubblici e amarezza per chi deve suonare in sale semi-deserte. I musicisti sono diventati meschini, cercano di apparire in quella rivista o in quel festival non per meritocrazia ma per curriculum! Suonare per curriculum è utile, ma farlo solo per questo e’ un piccolo volgare delitto! Ma io non mi lamento in fin dei conti… la musica è destinata a riemergere al di sopra delle meschinità!”
Qual'é o quali sono gli autori che preferisci in ambito "colto"?
“Bela Bartok, Gustav Mahler, amo la scuola russa del ‘900 e adoro la musica medievale e rinascimentale.”
E nel campo della musica rock e simili?
“Lista lunga!!! Sono nato dagli ascolti della new-wave inglese (Bauhaus, Japan, Cocteau Twins, Psychedelic Furs…) i classici del rock (Led Zeppelin, AC\DC, Deep Purple, Iggy Pop); non amo la musica italiana fatta eccezione per il mio amore smisurato per Lucio Battisti.
Chi molto mi ha influenzato è stato Robert Fripp e David Sylvian.
Nella musica contemporanea “rock” praticamente ascolto e compro CD solo del settore neofolk o sperimentale, e ho la grandissima fortuna perche molti artisti che seguo li conosco. Amo essere parte di questa scena, con tutti i suoi limiti la trovo la più genuina attualmente, e quella che ti permette di mischiare neoclassicismo, folk, industrial, rock, punk...”
Raccontaci dell'esperienza londinese con Tony Wakeford e i Sol Invictus...
“Molto bello suonare a Londra. Non vorrei sembrare spocchioso ma non ero affatto emozionato né particolarmente entusiasta di suonare con Sol Invictus. Ero entusiasta che la Cold Spring avesse scelto me per questa serata, che ovviamente è stata studiata dal punto di vista promozionale. Amo la musica si Wakeford e lo apprezzo per il suo impegno sincero come musicista e anche come persona è squisita.
Il pubblico è stato molto caloroso… credo che si tratti del caldo sangue mediterraneo che abbiamo messo suonando!
Ma ti assicuro la cosa più bella è sapere che stai visitando Londra insieme ai tuoi amici tutto spesato! Questo è l’importante! Ah ah ah ah !!!”
Cosa ne pensi della scena "neofolk" attuale?
“Escludendo piccole meschine lotte intestine e gelosie tra gruppi amo questa scena. Puoi incontrare ottimi musicisti e meravigliose persone da cui imparare. Amo l’attenzione posta su alcuni valori quali l’amore per la propria terra, il sentimento puro dell’amicizia, la sfida contro l’abisso della mente e dello spirito umano e una ricerca spirituale, che comunque si manifesti credo essere sempre più costruttiva del nulla. E poi se ben guardi c’e anche la possibilità dall’autoironia.”
RR e A e la politica o... la metapolitica...
“Non saprei… sono vicino a valori ritenuti spiritualmente di destra: rispetto e preservazione delle
tradizioni ( nel mio caso in primis il cattolicesimo, se non altro come valore culturale oltre che religioso!), la coerenza e la sacralità della fedeltà: sia per una donna sia per un amico. L’individualismo non come edonismo ma come tentativo di attuare pienamente le proprie forze e la propria essenza. Il rifiuto di qualsiasi buonismo.
Lotta all’iper-illuminismo o positivismo, e quindi la ricerca dello spirito prima che della mente.
Credo di essere spiritualmente di destra… ma la destra di cui parlo io è una destra di aristocrazia spirituale… non vuol dire che io sono all’altezza di esserne parte, ma la vedo come un modello da perseguire. Al livello partitico non credo che l’attuale classe dirigente abbia abbastanza amore, dedizione e culto della nostra Italia per far realmente qualcosa di utile… non amo la monarchia ma forse è vero che un monarca tenta di essere più lungimirante di chi deve governare per soli 5 anni. Ad ogni modo dopo che ho pagato Cesare ho altro a cui pensare. ”
Quale ruolo hanno svolto i grandi interpreti della Tradizione come Evola e Guènon nella tua formazione culturale e spirituale?
“Sono ignorante di tali autori. Di Guènon ho una conoscenza didascalica.
Di Evola ho letto cose, ma pur ammirando la sua innegabile intelligenza, enciclopedica cultura e le sue intuizioni sullo sfacelo portato dala modernità lo considero demoniaco: per lui 2000 anni di Cristianesimo è come se non esistessero. Questo è pericoloso soprattutto da parte di una eminenza intellettuale come Evola.”
“Dopo alcuni anni ecco emergere dalla scena musicale neofolk e dintorni un gruppuscolo di cristiani. Da cos'é nato lo stimolo,da parte tua e di Josef Maria Klumb (Von Thronstahl) di curare e produrre la compilation cristiana "Credo in Unum Deum"?
“Con Josef abbiamo celebrato insieme la Pasqua in un paesino del Friuli. È stata una celebrazione particolare ma profondamente sentita. Al seguito strane cose si ritorsero contro noi. Il settembre successivo scrissi lui che volevo fare un CDR limitato in onore del cristianesimo e raggruppare quelle (che pensavo fossero poche) realtà cristiane che operano nella nostra scena. Mi disse che era tempo che andava rimuginando la stessa esigenza. Volevamo dare un segnale di presenza contro l’imperante egemonia di satanismi vari, bizzarre rinascite pagane nichilismo a buon mercato, e tante cianfrusaglie spiritualiste che impuzzoliscono la scena.
Abbiamo iniziato a cercare musicisti vagliando la qualità musicale e la genuinità del proprio sentimento: non abbiamo accettato persone che si dichiaravano affascinate dal cristianesimo ma non accettavano alcuna chiesa, il cristianesimo fai da te non era il nostro soggetto.
Questa produzione a livello grafico non e’ perfetta, ma dal punto di vista musicale e’ portentosa! Ci è costata tempo, fatica e soldi ma ha dato e darà i suoi frutti nella scena, malgrado alcuni errori ne sono molto contento.”
Cosa ne pensi dei Belborn e dei Von Thronstahl?
“Amo la musica dei Belborn, e Holger è persona molto gentile e genuina. Sebbene non lo abbia ancora incontrato di persona sento che è dotato di una spiritualità forte e bella… deve solo incontrare la strada del Cristianesimo… ma le vie del Signore sono infinite.
Von Thronstahl: amo la loro ecletticità, quando hai tra le mani un loro CD non ascolti per tutta la durata la stessa modulazione, ma ogni canzone è un capitolo a se. Uniscono potenza e melodia, punk industrial e amore… sebbene io sia distante dall’analisi politica insita credo che “Bellum Sacrum Bellum” sia un capolavoro di questo decennio di musica underground.
Ovviamente di Josef K. Non posso che pensarne tutto il bene e volergliene ancora di più, gli devo riconoscenza per la sua fraterna amicizia e i suoi consigli.”
Com’è avvenuto il tuo incontro con Cristo?
“Sono nato da famiglia profondamente cattolica, ho sempre vissuto con la consapevolezza di Cristo. Il mio amore per Cristo è quello che avevo da bambino, nel periodo della più totale purezza. Grazie a Dio non lo ho mai perso. Purtroppo ciò non sta a significare che io sia un buon cristiano, ma sai com’è… si tenta. Il demonio passeggia sempre accanto a me e prendersi una birra con lui a volte è molto allettante.
Anche nei miei due anni in cui mi sono allontanato dalla Chiesa cattolica (per un cristianesimo fai da te appunto) non sono mai riuscito a non credere. Sono indicibilmente fortunato, per me non credere in Cristo è semplicemente inconcepibile.
Grazie per l’intervita concessami.
Vostro Damiano.”
Intervista raccolta da Gregorio Bardini
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