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    29/03/2007

    MATTIA ZUFFELLATO
    Chi canta bene prega due volte

    Mattia Zuffellato è un cantante cristiano nato nel veronese con all’attivo un album pop intitolato “Ci batte forte il cuore”. In uscita di questo suo primo disco lo intervistiamo per conoscerlo di più e per sapere come è nato il progetto di fare musica cristiana.

    Bene, eccoci qua! Ciao Mattia, vuoi presentarti ai lettori di Holysteel?
    “Sono Mattia Zuffellato, cantautore di musica cristiana, ho 25 anni e vivo in un piccolo comune della provincia di Verona.
    Per me la musica è la mia vita.
    Sin dall’infanzia sono sempre stato appassionato di musica di qualsiasi genere e dall’età di circa 6 anni ho iniziato a studiare pianoforte.
    Da qualche anno a questa parte ho iniziato a scrivere canzoni di genere pop religioso: un modo per lodare e ringraziare Dio Padre per il dono della vita e del Creato.
    Sono da poco “entrato in scena” nel panorama della Christian Music e spero di poter farmi conoscere per “testimoniare il Vangelo di Cristo a tutti i popoli”.
    Questo mio primo CD è frutto di una passione che da sempre è presente nella mia vita: quella della musica e del canto. E’ una raccolta di 9 miei brani inediti con i quali esprimo la lode e il ringraziamento a Dio Padre per il grande dono della vita e per il Suo Amore per noi.
    Per il futuro infatti ho in progetto l’uscita di un altro disco con canzoni che sono rimaste nel cassetto da qualche anno e magari anche un disco con una futura collaborazione con altri miei amici cui condividiamo gli stessi ideali e lo stesso stile”.


    Prima di analizzare il tuo disco che hai registrato nel 2006, parliamo un po' di te e della tua fede: cosa ti ha spinto a voler registrare un disco pop cristiano?
    “Principalmente è la lode e il ringraziamento a Dio Padre per il grande dono della vita e per il Suo Amore per noi che mi spinge a scrivere canzoni.
    S. Agostino infatti, diceva che “cantare è pregare due volte”.
    Questo è il mio modo di pregare e lodare Dio.
    Per quanto riguarda la mia fede sono sempre stato cresciuto da una famiglia cristiana, cattolica e credente nei valori cristiani.
    Ho frequentato fin da adolescente i gruppi giovanili della mia zona, poi ho conosciuto i Padri Stimmatini ed ho iniziato a frequentare i loro incontri organizzati per i giovani. Da lì ho conosciuto alcuni Padri che amano la musica (come me) tra cui p. Raffaele Giacopuzzi (che vediamo insieme a Mattia nella foto di testa dell'intervista, ndr) e con loro piano piano ho imparato a scrivere canzoni ed ora sono fiero di avere scoperto questo dono che Dio mi ha dato.
    Ancora oggi frequento gruppi di preghiera con una visione diversa dall’adolescenza: una visione “più matura” e più consapevole e la cerco di esprimere nelle mie canzoni.
    Ho avuto la possibilità di partecipare da un paio di anni a questa parte ad alcune rassegne musicali a livello amatoriale organizzate dalle diocesi e dalle parrocchie limitrofe ed ho presentato un po' delle mie canzoni, alcune presenti su questo album, altre che saranno proposte nel prossimo”.


    Penso che sia un’ottima cosa quello che stai facendo: scrivere e cantare testi sul Signore in italiano non è facilissimo, complimenti. Prima di riprendere questo tema vorrei riporti la precedente domanda in un’altra ottica: mi hai detto che ascolti musica di qualsiasi genere: perchè hai scelto proprio il pop per cantare di Dio?

    “Certo, ho detto che mi piace la musica di qualsiasi genere; in particolare però prediligo il genere pop perché, a mio parere, sembra il più diretto e comunicativo rispetto agli altri generi (ad esempio rispetto al rap o al rock), soprattutto per la musica cristiana.
    Non è questa però la motivazione principale per cui scrivo musica pop per cantare Dio: evidentemente il Signore vuole esprimersi in me con questo genere di musica.
    Avendo poi iniziato a scrivere da pochi anni a questa parte, scrivo musica pop perché per me è il genere più semplice e comprensivo e se il Signore lo vorrà, vorrei provare a scrivere qualche canzone rock, così pure magari anche qualche canzone con testo misto inglese-italiano, per poter ampliare il mio repertorio ed anche quasi “mettermi in gioco”.
    Ovviamente tutto è opera dello Spirito, il quale, se lo vorrà, mi ispirerà ciò che a Lui sembra più opportuno.
    Per esempio: una delle ultime canzoni che ho scritto lo scorso dicembre, canzone che è stata poi presentata alla rassegna “C’è posto per…” organizzata dalla parrocchia di Bussolengo (VR), occasione per trascorrere una serata di buona e sana musica cristiana assieme ad altri gruppi giovanili della zona veronese, è di genere rock allegro e tratta il tema dei diritti umani, che è stato il tema principale della rassegna 2007 cui sviluppare il brano musicale.
    La canzone sarà presente nei prossimi album”.



    Molte persone cattoliche mi danno risposte in linea con quanto affermato da te, nel senso che è il pop il genere più adatto a cantare lodi al Signore; vi sono però moltissimi (rispetto ai cattolici) gruppi Protestanti che suonano metal (anche estremo) cristiano...secondo te questa differenza può essere data da differenze culturali e di formazione tra le due professioni cristiane? Come la pensi?
    “A mio parere usare il genere metal (o anche altri generi) per cantare cristiano sono delle scelte personali e di gusti che un artista fa, sicuramente influenzati dal contesto sociale e culturale in cui uno vive.
    Non è detto che questo sia negativo o non riesca a trasmettere il messaggio cristiano, anzi, forse potrebbe essere più efficace e più immediato di altri generi, soprattutto per un pubblico giovanile che oggigiorno è sempre più “attirato” da questo genere musicale. Ben venga, se la cosa poi non porti all’effetto negativo.
    Si vedono molti giovani al giorno d’oggi che da una semplice canzone rock, hard rock o metal vengono coinvolti in sette sataniche con un vortice senza via d’uscita.
    Purtroppo, in questo, la musica o meglio il genere musicale diventa un’arma contro il messaggio cristiano ed una via che porta all’esatto contrario.
    Seppur rispettandole idee di coloro che scelgono il metal o hard rock per cantare cristiano, io non amo tanto questo genere musicale; un buon rock “misurato” e “ponderato” non può altro che fare bene per trasmettere messaggi cristiani”.


    Come reagiscono le persone che conosci quando fai loro ascoltare musica che loda Dio? Imbarazzo, vergogna, curiosità, felicità?
    “Le reazioni sono diverse a seconda della personalità e carattere delle persone che ascoltano la mia musica e la christian music in generale.
    Alcune persone sono meravigliate e stupite dall’ascolto delle belle canzoni che scrivo e molti mi fanno i complimenti; coloro che sono un po’ “lontani” da Dio o che sono atei o non credenti ascoltare questo genere di musica (e non solo la mia credo, ma tutta la christian music in generale) o rimangono indifferenti o imbarazzati o ancora preferiscono non ascoltarla.
    La mia famiglia è rimasta meravigliata, stupita e felice nell’ascoltare i miei brani.
    Gli amici che frequento la apprezzano, non solo la mia ma anche quella di altri autori dello stesso genere.
    E’ bello per me testimoniare con la musica il messaggio di Cristo e vedere come viene accolto”.


    La musica cristiana non va molto in Italia, addirittura non è neanche conosciuta dai più: secondo te come si può fare per farla conoscere maggiormente? Come si fa a destare curiosità e voglia di scoprire artisti del genere?
    “Il mondo, la società stessa in generale è molto influenzata dai mass media, dalla stampa, da internet.
    Sempre più c’è una mancanza di valori: la famiglia ad esempio, l’Amore, etc…..e molto spesso diventa sempre più anticonformismo, estraneo, anormale l’artista che canta e testimonia Cristo.
    E’ necessario quindi che se da un lato l’artista cristiano possa testimoniare principi e valori cristiani inizialmente indirettamente, ovvero, nei testi delle canzoni, trafili un significato intrinseco di Cristo per poi arrivare piano piano alla testimonianza diretta con testi che esplicitano il contenuto cristiano, dall’altro lato anche i mass media, le televisioni, le radio, i giornali anche quelli più “commerciali” e non solo quelli “di nicchia” di ispirazione cattolica, dovrebbero trattare questi artisti e valorizzarli maggiormente invitandoli magari a trasmissioni televisive o radiofoniche, pubblicando recensioni o articoli che parlino dei loro lavori musicali o concerti, ecc... come si farebbe per un artista di musica pop”.


    Mattia, parliamo un po’ del tuo album: sono curioso di sapere da dove hai tratto ispirazione nello scrivere i testi, come è nata l’idea di registrare un album, se e quali difficoltà hai incontrato; insomma, mi piacerebbe sapere come si è evoluto il tuo progetto.
    “I testi delle mie canzoni sono stati scritti nell’arco degli anni dal 2000 al giorno d’oggi; diciamo che non ho una “struttura precisa” nello scrivere un brano musicale; molte delle canzoni presenti nell’album e anche nelle altre che ho in serbo per i prossimi lavori musicali, sono state scritte “a più riprese”, ovvero a mano a mano che lo Spirito mi suggeriva.
    Alcune canzoni presenti nell’album (‘Ci batte forte il cuore’, ‘Testimoni della Verità’, ‘Una voce’) sono state scritte appositamente per essere presentate a delle rassegne musicali locali (tra cui quella a Bussolengo già citata) in cui vi era una tematica specifica su cui sviluppare il brano musicale; altre sono nate da un desiderio vocazionale nascosto nel cuore (‘Sei Tu la mia vita’),altre pensando la vita di due sposi paragonata ad un viaggio in due dove l’Amore può vedere anche ciò che è invisibile (‘Vivere Insieme’); in ‘Mistero della Pasqua’ invece mi sono ispirato al film “The Passion” di M. Gibson (il testo è tratto anche dal Vangelo di Marco) ed è sostanzialmente la descrizione in musica della Passione di Cristo.
    L’idea di registrare un album è nata dal momento in cui ho iniziato a comporre: c’è sempre stato, e c’è tuttora, in me un “sano desiderio” di affermarmi come artista, inizialmente non con un ambito ben definito, probabilmente poi il Signore mi ha portato ad esprimermi in ambito cristiano.
    Ora ho ancora molta strada da fare: essere riuscito ad incidere un album è stata dura anche a livello di tempo e a livello economico ma non significa affatto aver già raggiunto la vetta, anzi, è solo un piccolo passo, è solo l’inizio della salita; il monte da scalare è ancora alto e ripido.
    E’ anche vero che un primo traguardo a livello personale è stato raggiunto e di questo ne sono soddisfatto. Ora questo traguardo lo devo rendere pubblico: cosa molto difficile”.



    Sei soddisfatto di come hai lavorato o ci sono particolare che avresti voluto cambiare?
    “Come mio primo lavoro direi che sono più che soddisfatto e ringrazio il Signore che mi ha dato l’opportunità e le capacità di potermi innanzitutto mettere in gioco e poi soddisfare un mio desiderio che è solo l’inizio di quello che vorrei.
    Certo c’è sempre da imparare anche ascoltando dischi di altri miei amici cantautori, ma già quello che ho fatto è un buon risultato per me”.


    Progetti per il futuro?
    “Progetti per il futuro ce ne sono tanti: fare altri album, collaborare magari con altri artisti cristiani e con amici artisti, riuscire ad avere un buon riscontro di pubblico ed una buona promozione dei propri lavori.
    Questo mio primo lavoro è stato autoprodotto nel senso che non ho avuto alcuna etichetta discografica alle spalle e questo da un lato mi crea delle difficoltà nella diffusione a livello promozionale; per i prossimi album mi appoggerò a qualche casa discografica e cercherò di ampliare il genere musicale, scrivendo canzoni anche non esplicitamente religiose ma con un messaggio implicito, così da poter coinvolgere anche quel pubblico (soprattutto i giovani)che non conoscono ancora Dio e che possano avvicinarsi sempre più a Lui”.



    Grazie Mattia per questa intervista, spero davvero che tu possa riuscire a realizzare altri album.
    “Grazie a te che mi hai dato l’opportunità di esprimermi e farmi conoscere anche ai visitatori di Holysteel”.


    Intervista raccolta da Davide Dalò



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