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| Autore: ALETHEIAN |
| Titolo: "Dying Vine" |
| Label: Hope Prevails |
| Anno: 2005 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: www.aletheian.com |
| Genere: death metal |
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Gli statunitensi Aletheian, come fulcro della loro proposta, con questo secondo album intitolato “Dying Vine”, scelgono il genio di Chuck Shuldiner e quanto questi aveva prodotto con i suoi Death più eleborati (senza dimenticare la chiara ispirazione che arriva band come Cynic, Control Denied, Illogicist) fondendolo con il riffing europeo di band death metal melodiche come i più classici At The Gates, inserendo infine anche alcuni passaggi black di tradizione Emperor.
Il risultato di questo mix è un album di death metal estremamente vario e tecnico, in cui ogni canzone recita un capitolo a parte.
In questo senso possiamo ascoltare nello stesso CD brani estremamenti complessi ed impossibili da memorizzare come ‘As The Fall Breaks’ ed altri come ‘An Open Grave’, che alternano passaggi difficili e intricati ad assoli e riffing melodici di tradizione svedese.
I due chitarristi coinvolti nella composizione ed esecuzione dei brani, Alex Kenis (anche bassista) e Donny Swigart, mostrano evidenti doti tecniche e fantasia notevole, dando lustro alla tradizione death americana; allo stesso tempo il drumming di Joe Walmer, vero genio del ritmo, in grado di seguire senza scomporsi i “contorcimenti” del sound creato dai due chitarristi.
Si raggiungono vette di velocità estreme nella quasi-grind ‘The Dividing Line’, che dopo aver fatto assaporare passaggi al limite della cacofonia esplode in un chorus che aggrega alla voce in growl di Joel Thorpe delle backing vocals pulite per poi aggiungere un assolo melodico che rende ancor più ricco il piatto; il finale del pezzo cambia ancora i connotati della composizione, assestandosi su ritmiche più intricate e meno veloci che esaltano Kenis anche come bassista.
Unici nei del CD sono forse l’approccio alle linee vocali di Joel Thorpe, un po’ troppo monotono, nonché la produzione, che in alcuni frangenti risulta fin troppo sottile ed un po’ impastata, non consentendo a tutti gli strumenti di “uscire” nel migliore dei modi.
Un discorso a parte lo merita poi l’ultima track, ‘Burnst Offering’, che è uno strumentale ambient con aggiunta di alcune schitarrate, creato ad arte da Alex Kenis, che in questo frangente si diverte anche con le tastiere.
All’ambito compositivo difficile gli Aletheian aggiungono anche tematiche e testi altrettanto profondi che affrontano soprattutto i disagi dell’animo umano di fronte al divino, come all’inizio di ‘Out From The Shadows’: “Dark skies and I’m drowning in the flood again. Endless affliction sent to torture my soul. Why does this misery follow me? Why can’t I escape this pain? Drill another hole through my skull.”
Partendo da queste sensazioni sconsolate e pessimiste queste si giunge alle conclusioni colme di speranza del finale del pezzo: “With a new perspective I take ownership of my actions, the impending flood now seems a healthy rain. Pain is inevitable but misery is optional. Suffering and pain will fade away as hope lives on and love remains.”
Vi sono poi testi che richiedono assolutamente una “traduzione” o una spiegazione da parte degli autori perchè risultano veramente troppo “oscuri”, come nel caso di ‘The Dividing Line’: “Shifting winds scatter the ashes of perception; subjective, experiential shades of gray. Circumstantial conditions sire contrived reason and rationalized logic; the fundamentals for manufacturing the relative standard. Re-conjuring the measure to match the scale, denying the line that has been drawn between the rock and the sand.”
“Dying Vine” sfoggia altre perle come il capolavoro compositivo di ‘A Call To Arms’ (da sentire le soluzioni ritmiche inconsuete a cui si uniscono i fraseggi ricercati e originalissimi di chitarra e basso) nell’arco di 36 minuti di musica ad altissimi livelli esecutivi.
Sicuramente questo CD piacerà a tutti coloro i quali apprezzano il death metal più tecnico, intricato e progressivo; se rientrate in questa categoria contattate la band tramite il loro sito e fate vostro “Dying Vine”.
Leonardo Cammi
Voto: 7,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Paragon
02. Broken Legacy
03. Out From The Shadows
04. As The Fall Breaks
05. Open Grave
06. Shepherds Fold
07. The Dividing Line
08. Call To Arms
09. Burnt Offerings
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