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    Autore: ANTESTOR
    Titolo: "The Forsaken"
    Label: Endtime
    Anno: 2005
    Nazione: Norvegia
    Sito Ufficiale: www.antestor.com
    Genere: black metal

    Insieme agli Horde gli Antestor possono fregiarsi del titolo di prime movers del movimento black metal cristiano, anche definito unblack metal; rispetto alla band australiana i nostri hanno iniziato la loro carriera artistica all’insegna di un black molto atmosferico e lento, triste ed a tratti depressivo. L’uscita di “The Forsaken” segna una svolta nella carriera del gruppo; infatti il nuovo CD è l’opera più black, in senso classico, che i nostri abbiano prodotto. Sono sempre presenti tappeti di tastiere e momenti d’atmosfera molto sottolineati ma viene data voce anche a chitarre molto possenti ed alla linea ritmica decisamente tellurica.
    Del resto non poteva essere altrimenti visto che dietro le pelli abbiamo “nientepopòdimenoche” mister Jan Alex Blomberg, meglio conosciuto come Hellhammer (Mayhem, Immortal, Kovenant, Arcturus, ecc..)… esatto, il drummer dei Mahyem, emblema del black metal più marcio a maligno ha suonato sia in quest’album che nel precedente EP ‘Det Tapte Liv’, per una band chirstian!
    Se questa presenza sia dovuta ad un ravvedimento da parte del musicista o solo per una pingue ricompensa (il nostro infatti appare come session man) è difficile a dirsi; di certo il suo apporto alla batteria si sente eccome, essendo il buon Hellhammer senza ombra di dubbio il miglior batterista della scena black ed anche di quella unblack.
    Anche il resto della line-up dimostra di avere qualità esecutive enormi; i due chitarristi, Vemod e il session Bjørn Leren riescono ad intessere trame classiche e perfette, così come assoli che pochi gruppi dello stesso genere riescono a eseguire (un esempio può essere quanto sentito su primo album degli Arcturus).
    Anche il nuovo singer Vrede sfoggia un cantato decisamente più convincente dei quello del suo predecessore Martyr (Kjetil Molnes); le nuove linee vocali spaziano da screaming acute ad altre più profonde riuscendo ad esprimere sempre molta enfasi e senza mai risultare piatte.
    L’album si apre con una song contenuta anche nell’EP che ha preceduto il CD, ossia ‘Rites Of Death’, con l’aggiunta di una trentina di secondi di intervento di una singer femminile, Ann-Mari Evardsen, che canta in stile operistico rendendo più mistico lo stacco che porta al brano, ossia una classica cavalcata in stile un black (che può ricordare anche alcune cose dei Cradle Of Filth).
    Colpiscono molto gli accostamenti fra melodia e violenza nel sound dei nostri, come dimostra il binomio fra la strumentale ‘Raade’, pezzo sostenuto soprattutto dal piano e dalle tastiere melliflue suonate dal bravissimo Sygmoon, ed il brano iperveloce ‘The Crown I Carry’, in cui erutta tutta la potenza di Hellhammer dietro la batteria.
    Un altro brano che colpisce in modo molto positivo è ‘As I Die’, un cadenzato in stile Dimmu Borgir prima maniera, che si caratterizza per un assolo di clavicembalo del funambolico Sygmoon ed inserti di vocalizzi operistici femminili molto espressivi della già citata Ann-Mari.
    Al contrario, per chi adora la violenza, abbiamo anche brani come la iper truculenta ‘The Return’, in cui Hellhammer ed il bassista Gard si spremono veramente al massimo.
    Questo magnifico CD si chiude degnamente con la song intitolata ‘Mitt Hjerte’, pezzo strumentale soffuso, che pone alla ribalta i due virtuosi chitarristi del gruppo, grazie ad assoli toccanti e drammatici.
    A livello di artwork va sottolineato l’ottimo lavoro svolto da Necrolord per l’illustrazione della copertina; l’edizione in digipack fa risaltare ulteriormente il dipinto.
    Per quanto riguarda i testi possiamo affermare che in “The Forsaken” i messaggi espliciti legati al cristianesimo si fanno decisamente più indiretti. Per cogliere il messaggio cristiano dei nostri è necessario leggere fra le righe delle lyrics, anche se non mancano momenti più diretti come questa strofa tratta da ‘Rites Of Death’: “We're falling, we're falling down / From our throne, so supposedly high / When we confront the power great / The might of our own creator.”
    Concludendo possiamo affermare che gli Antestor si confermano come una delle migliori formazioni di questo genere (unblack o black che sia), che conta musicisti di livello decisamente superiore. Da avere.

    Leonardo Cammi

    Voto: 8,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Rites Of Death
  • 02. Old Times Cruelty
  • 03. Via Dolorosa
  • 04. Raade
  • 05. The Crown I Carry
  • 06. Betrayed
  • 07. Vale Of Tears
  • 08. The Return
  • 09. As I Die
  • 10. Mitt Hjerte




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