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| Autore: ARSON |
| Titolo: “Brokeness Brings Forth Unknown Beauty” |
| Label: Ruuf |
| Anno: 2005 |
| Nazione: Germania |
| Sito Ufficiale: www.arsonworld.com |
| Genere: metalcore |
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Nati nel 1999 e già usciti alla ribalta con il debutto “New World” (2002) i tedeschi Arson, dopo aver subito alcuni cambiamenti di line-up (in primis il singer) tornano sul mercato alle fine del 2005 con il loro secondo lavoro, dal lunghissimo titolo “Brokeness Brings Forth Unknown Beauty”.
La miscela dei nostri, sebbene sempre estrema, è leggermente più accessibile rispetto agli esordi e si basa ancora su un metalcore molto potente, che indulge nel new metal e aggiunge dosi massicce di emocore che rendono più affascinanti i passaggi melodici delle chitarre e le linee vocali più appassionante.
Il fascino di questa release risiede proprio nel camaleontico cangiare di sapore e colore dela proposta, che a partire dalle linee vocali contina a variare, dal growl più furioso a passaggi puliti estremamente melodici, spesso sostenuti nei cori, ad altri momenti ancor più energici e rocciosi.
Del resto, oltre ala voce principale, Thomas Süßenbach, anche chitarrista, dietro al microfono si affiancano anche Benjamin Schlanzke (chitarrsita) e Arne Clemm (bassista). Il mix delle differenti voci e dei successivi impatti rende l’ascolt di ogni traccia una vera a propria scoperta.Si passa quindi da tracce coma la iper melodica ‘Perhelion’, brano quasi emocore, oppure l’altrettanto diretta e pulita undicesima traccia, a pezzi violenti e abrasivi come ‘The Path’, un assalto metalcore molto violento, caratterizzao da un muro di chitarre “grasse” ed un growling estremo, seppur affievolito dal centrale stacco cantato “pulito”.
Pezzo ancora melodico e potenziale singolo è poi ‘Clay Jars’, che nella sua immediatezza dimostra la genialità dei nostri nel costruire ritmiche di impatto immediato che fanno l’occhilio al new metal più modaiolo.
Brano che evidenzia il mix di tutti gli stili dei nostri è poi ‘Weight Of Our Life’, che passa da riffoni metalcore ad un chorus emo decisamente melodico e condito anche da chitarre acustiche.
I testi dei brani evidenziano una ricerca biblica di tutto rispetto e una sapienza compositiva non sempre riconoscibile nell’immediato.
Ogni pezzo, che viene affrontato con serietà, è ispirato da versetti della Bibbia, come la song ‘Devolution’, incentrata sulla superbia umana di frotne a Dio ed ispirata a Timoteo 3.2: “Godsend gifts to reign over creation, but our tower reaches into the sky, take care not to drown and break your shackles and swim, cause we’re all floating facedown.”
Il CD “Brokeness Brings Forth Unknown Beauty” si conclude con uno dei brani più affascinanti del lotto, ‘Beauty’, un lento molto particolare, che non si sofferma su linee melodiche troppo semplici e dà spazio anche a parti di tastiera molto importanti (questo è l’unico episodio in cui le tastiere si ritagliano un ruolo da protagoniste), nonché a passaggi di percussioni egregiamente eseguite e realizzate dal drummer Manuel Weber.
In definitiva il nuovo album dei tedeschi Arson si dimostra un poliedrico “dipinto” di tante e diverse tendenze odierne che rimane interessante anche dopo diversi ascolti.
Leonardo Cammi
Voto: 7,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Broken
02. The Path
03. Clay Jars
04. Advertisment (Advert To Advent)
05. Devolution
06. The Worlds Most Hated
07. Perihilion
08. Surprise: Intolerance!
09. Diamonds & Graphite
10. Anchor
11.
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12. Wake
13. Weight Of Our Life
14. Beauty
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