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| Autore: AS I LAY DYING |
| Titolo: "An Ocean Between Us" |
| Label: Metal Blade Records |
| Anno: 2007 |
| Nazione: USA |
Sito Ufficiale: www.asilaydying.com
Myspace: asilaydying |
| Genere: metalcore |
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Tornano prepotentemente sulla scena gli alfieri del più tecnico metalcore mondiale con un album che potremmo inserire benissimo nella top 10 christian del 2007 tra le migliori uscite.
Se il precedente album, "Shadows Are Security", era sembrato davvero irresistibile, questo “An Ocean Between Us” vi lascerà senza fiato per tutta la sua durata.
Un potente mix di metalcore, death scandinavo e un’ottima dose di thrash americano vi investirà come un fiume in tempesta.
Dopo i continui cambi di line-up che sembravano, ad un certo punto, determinare una sorta di split, la band californiana ha saputo gestire alla grande una situazione delicata e venir fuori con i fatti, attraverso lavori di grande talento, classe e tecnica.
L’intro strumentale ‘Separation’ apre le danze con un motivo molto accattivante e dark, dato dall’arpeggio prima e da armonizzazioni di chitarre incrociate dopo; è il preludio ad una scossa tellurica.
Semplicemente devastante è ‘Nothing Left’, con dei riff fulminanti e con una ritmica che più tecnica non si può, dove a spiccare è soprattutto la sezione ritmica affidata alla coppia Mancino/Gilbert.
Si notano subito le sfumature death, provenienti dall’area nordica, che hanno sempre contraddistinto il sound della band, ma anche una certa attenzione presso sonorità più moderne e nu, senza trascurare ovviamente il marchio di fabbrica puramente metalcore. Inoltre la canzone è stata scelta per essere il primo video ufficiale e promozionale di “An Ocean Between Us”.
La song successiva è la title-track, che segue un percorso analogo al brano precedente. Incastri hardcore, parti speed ed un chorus che non vi stancherete mai di cantare. Gran bella canzone!
L’inizio di ‘Within Destruction’ è praticamente un omaggio al thrash “a stelle e strisce” anni ’80 targato Slayer, Metallica, Anthrax, Pantera e Testament, anche se poi la traccia prosegue nella direzione prefissata.
In tutto l’album, mai come in questo episodio si nota l’anima più thrashettara del gruppo, attraverso riffate solide, tempi velocissimi di batteria in levare e un cantato degno del migliore Chuck Billy.
‘Forsaken’, il quinto in scaletta, è forse il capitolo più creativo e maggiormente riuscito dell’intero disco, che ricorda parecchio i Dark Tranquillity.
Dopo un breve interludio di incroci chitarristici, si scatena una sfuriata tremendamente speed, di pura attinenza death; se vi posso dare un consiglio fate attenzione alle casse del vostro stereo, potrebbero risentirne.
I continui cambi di tempo, una doppia cassa da terremoto e una sempre più crescente fantasia compositiva in ‘Forsaken’, contribuiranno a rendere felici tutti i sostenitori della band americana ma anche a tutti coloro che amano il metal.
Dopo un susseguirsi di “killer songs”, gli As I Lay Dying si rendono conto che è il momento di tirare il fiato e dimostrano di saperci fare anche con brani più ragionati e calmi: è il turno di ‘I Never Wanted’, una canzoni migliori del lotto.
Un velo di malinconia avvolge questa traccia, attraverso un cantato molto struggente, soprattutto nel ritornello sovra inciso con il growl, e tonalità minori che rendono tutto questo parecchio atmosferico e riflessivo.
Si torna a picchiare duramente con classiche sonorità death, core e numetal di ‘The Sound Of Truth’, song che è stata scelta per essere il sequel del video di ‘Nothing Left’, per chiari riferimenti tematici.
Battaglie interiori, temi esistenziali e chiari spunti cristiani accompagnano i versi stupendi del testo:
“We have all heard what we wanted to hear / Truth that sounds right to our ears / But what wisdom is there within us / To live based on the feeling of our hearts / How many times has instinct let us down / Never to be thought through / Never to be questioned / Say what you really mean / When your ambition calls you / For what use is there in praying / If you will only hear what you want to hear?”.
La chiusura dell’album, infine, è affidata all’ennesima speed track, ‘This Is Who We Are’, che chiude alla grande un CD bellissimo in tutta la sua durata.
Prova maiuscola del combo californiano, che ritorna più in forma che mai, come solo i grandi sanno fare, confermandosi la band metalcore più produttiva del panorma heavy.
Sopra le righe è sicuramente la prova dell’instancabile drummer Jordan Mancino, che decolla costantemente con la sua batteria attraverso tempi al limite dell’assurdo e una solidità ineccepibile e del singer Lambesis, in uno stato davvero smagliante.
Aspettiamo solo di vederli dal vivo in Italia ad aprile per poter confermare tutte le attese e le aspettative.
Salvo “TuriMetal” Grasso
Voto: 8,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Separation
02. Nothing Left
03. An Ocean Between Us
04. Within Destruction
05. Forsaken
06. Comfort Betrays
07. I Never Wanted
08. Bury Us All
09. The Sound Of Truth
10. Departed
11. Wrath Upon Ourselves
12. This Is Who We Are
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