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  • BECOMING THE ARCHETYPE: Terminate Damnation

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    Autore: BECOMING THE ARCHETYPE
    Titolo: "The Physics Of Fire"
    Label: Solid State
    Anno: 2007
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: www.becomingthearchetype.com
    Genere: metalcore

    Dopo aver sfornato un primo album-capolavoro come "Terminate Damnation" nel 2005 i Becoming The Archetype sono partiti in tour ed hanno iniziato a comporre nuovo materiale che viene a costituire questo nuovo lavoro, “The Physics Of Fire”.
    Vi sono alcuni avvicendamenti importanti da segnalare, così come delle variazioni stilistiche interessanti.
    Innanzitutto sottolineiamo come i due chitarristi della prima ora siano usciti dalla band e sostituiti da Count Seth (anche tastierista) e da Alex Kenis (dagli Aletheian), che si occupa anche delle clean vocals, come nel caso dell’ottima ‘Immolation’.
    Il secondo aspetto da sottolineare sta nello stile, ora più indirizzato sul versante metalcore ma sempre impregnato di death metal, questa volta con un maggiore aspetto progressivo. Infatti i brani, affascinanti, sono decisamente più difficili da digerire, necessitano diversi ascolti, non sono diretti come molti presenti nel precedente capitolo della storia dei BTA.
    I testio restano decisamente di impronta cristiana “attiva”, ossia raccontano di come l’umanità si sia riuscita a liberare dall’entità del male e costruire la propria storia con l’aiuto di Dio, come nel caso di ‘Epoch Of War’: “The forces of humanity swarmed the enemy camp / They stoprmed the gates relentlessly / Waving their torches and shouting together / There is none that can stand against the power of fire.”
    Veramente d’impatto abbiamo poi ‘Autopsy’ uno dei brani più brutali, che trova un’inaspettata e geniale apertura melodica, con tanto di cantato pulito che doppia il growl, nel coro.
    Ogni tanto fanno capolino anche ottime partiture di tastiera (opera del secondo chitarrista, Count Seth) che arricchiscono i pezzi e donano loro un sacco di pathos.
    Ancora diretta e molto “core” è la corta ma decisamente forte ‘Endure’, che parla dell’infinita misericordia di Dio: “This life is an open wound that will not heal / I cry out to God with all my strength / Desperately, I reach for Him in the night / This misery keeps my eyes from closing.”
    Veramente travolgenti, per cambi di ritmica e complessità espressiva sono le ultime due track dell’album, ossia ‘Second Death’ e ‘The Balance Of Eternity’, che chiude in particolare il mini concept legato all’ “epoca del fuoco”, al termine della quale gli uomni, dopo una dura lotta contro le forze del male, si liberano. I brani presentano una trama compositiva complessa e nevrotica (condita da sprazzi malinconici e melodici in cui campeggia il cantato pulito e la tastiera), con assoli che iniziano inaspettati, o con cambi di ritmo di difficile gestione da parte dell’ascoltatore. Questi due pezzi rappresentano al meglio gli attuali BTA, una band in continua evoluzione che non può che far felice chi ama la varietà stilistica e la personalità.

    Leonardo Cammi

    Voto: 8/10



    ::Tracklist::

  • 01. Epoch Of War
  • 02. Immolation
  • 03. Autopsy
  • 04. The Great Fall
  • 05. Nocturne (Instrumental)
  • 06. The Monolith
  • 07. Construct And Collapse
  • 08. Endure
  • 09. Fire Made Flesh
  • 10. Second Death
  • 11. The Balance Of Eternity




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