BELIEVER  "Gabriel"
Che peccato. E l'unica espressione che può davvero dare il senso di che cosa abbia voluto dire ascoltare quest'ultima uscita dei Believer. Un vero peccato, se si pensa al pluri-ventennio di militanza, da parte di questa band, nella scena metal cristiana, militanza che ha lasciato diverse "pietre miliari" durante il suo percorso. Ma questo disco è una delusione cocente. Soprattutto a causa delle sue ultime, sconclusionate track.
Si parte con tutte le migliori intenzioni di questo mondo, con brani come la song d'apertura e le due tracce successive, che propongono gradevoli stilemi del classico sound abbastanza influenzato dal new-thrash anni ?90 modello Fear Factory, con accenni e strizzate d'occhio ai Pantera ultima maniera ed anche agli ultimi Exodus e Slayer (soprattutto in alcuni arpeggi puliti ed in certe cavalcate che riportano alla mente dischi come "South Of Heaven" e "Season In The Abyss").
Gli assoli sono molto curati e privi di inutili fronzoli e lungaggini, la voce è buona ed abbastanza originale, discostandosi dagli stilemi del genere, la produzione è parecchio pulita e potente (tranne che per la batteria, che soffre di un suono fiacco e scarno per tutto il disco), e in alcune tracce è fortemente riscontrabile l'influenza di gruppi post-thrash o progressive-thrash che dir si voglia come i Meshuggah, soprattutto nelle parti più "cervellotiche" e complicate nelle quali i nostri amano sbizzarrirsi, mentre le tracce verso la fine del disco sembrano far l'occhiolino, in certi momenti, al sound di gruppi come Killswitch Engage et similia.
Il peggio purtroppo arriva a partire dalla decima traccia ('Nonsense Mediated Decay', e già il titolo dice tutto!), quasi nove minuti di sconclusionatissimo strumentale che si propone di scimmiottare (male) prove ben più riuscite come quelle dei Dream Theater in 'Erotomania'; un assurdo calderone in cui dentro ci finisce di tutto, dal death metal al valzer (!!!)...
L'undicesima e la tredicesima traccia sono delle inutili propaggini (manciate di pochi secondi a suon di samples e voci filtrate...) della decima canzone, mentre la tredicesima traccia (in pratica una "ghost - song", dato che la track-list ufficiale si fermerebbe alla decima canzone...) è un altro inutile riempitivo costituito da minuti e minuti di puro nonsenso sonoro e musicale...
E dire che questo disco rimbombava di ospitate illustri (tra le quali Joe Rico dei Sacrifice e addirittura Rocky Grey, ex- membro degli Evanescence...). Ma purtroppo la delusione è davvero tanta...
Giovanni "Johannes" Matera
Voto: 5/10