CORIOLIS  "The Endless Funeral"
A distanza di ben cinque anni dall'esordio "Coriolis" la band statunitense torna sulla scena con "The Endless Funeral" che riprende il discorso interrotto e lo rende più credibile e riuscito.
Nel nuovo CD sono ancora presenti evidenti riferimenti a gruppi cardine come Rammstein e Nined Inch Nails ma lo stile dei Coriolis è ormai ben definito, basato su un connubbio di un tappeto electronic onnipresente su cui viene stesa la trama di un gothic dai toni drammatici che non disdegna inserimenti più energici (ma con ponderatezza) di chitarre, suonate da Dan Schultz.
Anche in questo album sono presenti ovviamente linee vocali filtrate ma il loro utilizzo è funzionale ai pezzi e nel loro sovrapporsi alla voce pulita sempre su toni bassi risultano un arricchimento.
Nella tracklist spicca la suite che unisce tre canzoni sotto il titolo di 'Welcome To My World' (parti 1, 2 e 3) caratterizata da un refrain riuscito o ancora 'Weight Of The World' e l'intento di Jonathan P. Stamets (autore di tutti i testi e di quasi tutta la musica) è quanto mai evidente e ben descritto dallo stesso all'interno del digipack... questo album viene concepito e composto in un periodo buio della vita del compositore e riporta sentimenti di rabbia e disperazione.
L'impatto con il mondo reale e con la vita è difficile e irto di difficoltà ben rappresentate in 'The Endless Funeral': "Lost another friend, I'm growing number every time I feel / Lost another friend, I'm getting sick of all the suffering." Dio aiuta superare i problemi ma il modo di porsi nei riguardi della fede è tutt'altro che prevedibile per Jonathan, come si evince dal seguito di 'The Endless Funeral':"Here we go again, I'm getting used to dealing with the pain / Here we go again, the future is predictable / Will it ever end? That's a stupid question, asked in vain / Will it ever end? Thank God we're so adaptable / We don't appreciate the water 'til it turns to ice / Don't appreciate the warmth until we feel the frost / We don't appreciate the freedom 'til we pay the price / Don't appreciate the price until we count the cost."
Altro brano di buon impatto è 'See You In Hell' che per certi versi si avvicina come stile a 'Lie?'; entrambe le track sono caratterizzate da un sound soffuso e mai "metallico", dominato da melodie cupe e da inserti electronic che fanno esplodere al meglio refrain che riescono a conquistare sin dal primo ascolto.
Indubbiamento tutte le tracce di "The Endless Funeral" richiedono ripetuti ascolti per poter apprezzare al meglio le soluzioni proposte dai nostri ma i fan di gothic con forti dosi di electronic possono andar sul sicuro con questo CD.
Leonardo "Crusader" Cammi
Voto: 7/10